
Freddo
Verrà il giorno
E sarò morto.
Freddo mi ritroveranno
Su un misero letto.
Il viso contratto
Per l’ultimo sforzo
Nel capire
L’uomo che sono.
Che ero!
Passato luogo
Odo stormire gli uccelli in volo
In un mattutino cielo autunnale.
Le ali stese ad affrontare le fredde
Intemperie del presente autunno.
Le foglie rossicce, increspate,
Per semplice inerzia ancora attaccate
Al duro ramo, cadono per l’aria agitata
Dalle possenti ali.
Un volo verso caldi luoghi.
Emblema di un cambiamento
Di paesaggi e affetti.
Dal freddo mossi e dal coraggio
Protetti, emigrano in nuovi luoghi.
La speranza alberga in loro.
Paura non hanno.
Un dì
le dure e possenti ali
Sapranno ricondurli
Al passato luogo.
Luogo di affetti, tribolo e letizia.
Come un pittore
Trema la mano
Mentre dipinge il tuo volto
Nella mente scolpito.
Un volto,
dal viso imbronciato.
Gli occhi languidi,
La bocca all’insù,
Quasi a voler trattenere l’affetto
E il rimpianto.
È spento lo sguardo
Di chi ti guarda
E ti ritrae.
Una tela
Non più bianca
Ma livida.
Un volto indolore
Ritratto da un
Uomo qualunque.
Muto
Ogni muscolo vibra,
Ogni nervo si contrae,
In questa misera vita,
Al sol vivere.
Non trovo il mio posto,
L’ho perso da un po’.
Ora vivo interrogandomi,
Scrutando il mio essere,
Cerco la vita
Ma altro non trovo
Che un vuoto interiore,
Muto.
Pellegrinando
Stanco pellegrino
Alla ricerca di parole,
Versi e pensieri.
Ho smarrito la strada.
Prima ghiaia,
Poi terra fangosa,
Ora sabbia.
Arranco,
Sopravvivo,
Ma la debole mente,
Ormai stanca,
Si perde.
Pellegrina anch’essa
Si abbatte in paesaggi
Lunari, onirici, diabolici.
Antonio Sambiase, “Grate alle finestre”, Edizioni Dialoghi, 2025.