
Dieci, indivisibilmente
estasi del numero
Elegante
colmo di futuro
pieno, compiuto
il totale
Dieci.
L’uno di ogni zero
avvinto a se stesso, sicuro.
La forza tonda
il traguardo
il menestrello il giullare.
In lui siamo giunti
dove mai giungeremo
fermi sicuri
cosa vorresti tu?
Sei l’uno
o già scappi
e diventi il tuo zero?
Capri
Che io dimenticassi
fu il minimo.
Che io scostassi dalla memoria
ogni traccia di me
fu solo l’inizio.
Che io staccassi il mio volto
per applicarvi lo zero
fu ancora l’inizio del cammino.
Capri
Nel tubetto dei colori
il rosso fiamma
eccita il pennello
Al bianco le sponde d’oro –
La scala cromatica salta il nero –
Al rosa si commuove il mondo
così delicato
si ricompone si raccoglie
sfuma
dove ha nido l’innocenza –
Il tubetto del blu ha un buco
e sfonda il cielo.
Capri
Ala spezzata
e le si flette il mondo
ma il dolore è negli occhi.
Il gabbiano non può volare
come si ripieghi in sé
sulla riva.
Eppure l’aspirazione resta allo sguardo
ecco, ora bilancia l’aria
– pare si libri
mentre guarda il cielo
erano alte le vette
e se ne ricorda,
come una meditazione
sulla luce del mattino.
Capri
Ho preso la tua carezza
– e la eccito
la porto ancora in mano
– su di me.
Perché io ti condurrò
verso lunghi cieli
– mi avevi già guardato in stella –
dove ruota come astro lo spirito elevato
fissa vertigini
rosso – rosso
ruota,
guancia contro guancia
ci solleva (mi solleva)
sale.
Spirito elevato!
Oppure invece spirito mammifero
che ancora sente
o piuttosto intuisce
cosa impose
– supremo soggiogamento-
una semplice mano
Turbante memoria!
Su di me.
Capri
L’Autore
Gianfranco Vacca (Napoli 1959) a vent’anni si trasferisce da Capri, dove è cresciuto, a Genova e poi a Roma, per tornare infine a Capri, dove risiede. Nel 2011 pubblica Sarebbe stato un ottimo pazzo (Campanotto, premio Nabokov 2014). Due sue composizioni, accolte in Le spigolature dell’Onagro, compaiono con altri suoi testi in Ancora introvabile il padrone del silenzio, e-book pubblicato nel 2013 da LaRecherche.it. Sempre nel 2013 pubblica Cinepresa mistica (puntoacapo) con recensione di Sandro Angelucci. Nel 2019 pubblica Se il silenzio se io ascolto, se i tamburi (puntoacapo). È incluso nel Il fiore della poesia italiana, a cura di M. Ferrari, V. Guarracino, E. Spano (puntoacapo, II ed. aggiornata 2016). Un suo testo è inserito ne Il fiore delle lacrime (puntoacapo, 2020). Suoi testi sono stati accolti in varie riviste letterarie online.











