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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi autore: frantoli

Venerdì dispari

12 venerdì Giu 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ 1 Commento

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Francesco Tontoli, Notti di giugno

Notti di giugno

A giugno apro le finestre anche di notte
così che dalla strada mi giungano le voci
dei passanti ubriachi, dei solitari al telefono
dei gatti in amore e degli uccelli notturni.

Sono i miei compagni di sonno
a volte vorrei fermarli per parlarci
scambiare le mezz’ore frettolose o lente
concordare con loro il tipo di sogno
che mi aspetta per finire la notte.

Li lascio andare mentre calpestano
scompigliano, invadono il mio territorio
rovistano tra i fiori che piazzo sul balcone
che si affaccia sul baratro di una guerra.

Li convinco con le buone che non è il caso
di insistere a chiamare l’altra parte del mondo
per cercare una figlia perduta nel viaggio.

Per prendere sonno infine
parlo con le civette e i gufi
delle cose che disperatamente
non osiamo dire di giorno.
Il gatto del vicino è l’unico animale
che mi fa da ponte e messaggero.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

05 venerdì Giu 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Venerdì dispari

I ragazzi
A volte vengono a trovarmi nei sogni
i ragazzi che ho cresciuto
vengono come li ho conosciuti
intatti, ragazzi per sempre
parlano la lingua degli adulti
il loro marasma con i figli.
si fanno largo e mi strattonano.
Qualcuno che mi ha sempre detestato
ora mi spiega con cura perché
e io rimango incantato
a pensarmi così pigro nel capirli
quando cercavano di svelarmi l’indicibile
ciò che li aveva segnati
il marchio indelebile, lo stigma.
Avere speso così tante parole fino a sfinirli
cosa mi spingeva a non essere stato cattivo
come mi richiedevano?
L’illusione che parlarne risolva il dolore?
Come ci si sente dopo aver saputo
che il biondino è morto nel fosso
con la sua moto, e quello sciocco e dolcione
si è impiccato al suo posto di barista?
Che quello che picchiava le testate sui muri
e massacrava i compagni nei bagni
ora ha la sua bella famiglia
e ha messo una pietra sulla sua adolescenza
per ricordarmi che bruciarsi con la giovinezza
non lascia cicatrici evidenti, almeno per sé?
Che far soffrire i compagni più deboli
provochi quel sottile piacere
che il teatro della vita replicherà mille volte?
Un rito iniziatico dove si gioca con la morte
rincorrendo la vita e innamorandosene
rifiutati o accolti, acclamati o derisi.
Ecco il mondo piccolo che imita quello grande.
Ripetermi la lezione del giovane scuro
e di quello trasparente,
di quello saggio da sempre
e dell’altro scemo e confuso.
Su quale collina ora state portando la croce?

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

29 venerdì Mag 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Venerdì dispari

Tra le tue prime frasi di bambina
c’è quella che più mi ha squassato il cuore.
Felice come un uccellino
mentre ti riporto a casa dall’asilo
e ti chiedo com’è andata
mi hai detto che il sole è venuto con te
che è dentro di te
e che ti piace anche la pioggia.
E tutto ha preso a navigare
nel mio petto in tempesta
che pensa alla guerra vicina
e agli altri uccellini canterini.
Sole e pioggia, tutto in uno.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

22 venerdì Mag 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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(Ricetta: l'impoetico spiegato ai poeti), Francesco Tontoli, Venerdì dispari

(Ricetta: l’impoetico spiegato ai poeti)

-scrivete e leggete una frase
fino a essere privi di voce
-torcetela
-fate in modo che possa trasformarsi
in una frase biforcuta
-spuntate ognuno dei suoi corni
-dopo averla asciugata rileggetela
-pensatela assolutamente come priva
di metafora fiacca di vita
-assicuratevi che sia aritmica anarmonica
e cava
-riempitela quindi di opinioni
di sensi svigoriti di odori estenuanti
-ogni lettera sfatta trasandata abbandonata
a un destino analfabetico e punteggiatura assente
-come quivi esemplificato in poche e leggere congetture
-tratteggiate uno sfondo di patemi d’animo
senza traccia alcuna di emozioni e ripensamenti
-condite a piacere con spezie dearomatizzate
-servite.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

15 venerdì Mag 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Oggi montando sui tornanti di Giuncarico
ai lati della strada anemoni e viole tremolanti
tutta la Maremma era un cimitero
di alberi spezzati e stesi dal vento.
Centinaia di mimose esponevano
gli squarci freschi dei tronchi al cielo,
e come monetine gialle
i fiori tintinnavano nella tempesta.
Su in cima a Roccastrada
da solo sull’Acropoli ho dovuto lottare
perché il cappello non mi volasse via
tenevo ben calzati i pensieri alla testa.
provate voi a impazzire di vento.
Gli eroi mitologici parlano sempre di un destino tragico
nascosto dentro la profondità sublime di un paesaggio.
Un immenso e spaventoso sguardo
attraversava la pianura inseguendo le folate.
Mi è venuto in mente di andarmene
volare e rotolare via come un cappello.
Sono disceso poi lungo i vicoli
sbandando ubriaco come un asmatico iperventilato
inseguendo un barattolo trascinato dalla corrente
che s’era infilata tra le case.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

08 venerdì Mag 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

La bambina aspetta
che io la chiami
e la veda sorridere.
Lei sa che sorridere
le dona grazia
e piena di grazia
mi rivolge gli occhi
affondando lo sguardo nel mio
riconoscendo la mia umanità
e io benedicendo la sua.

Entrambi restiamo a guardarci
come folgorati dal nome
che in silenzio ci siamo dati
dal nome
che sta nelle nostre bocche
e dagli occhi
che si richiamano cercandosi.

Ci affrontiamo così
fino a toccarci i nasi
come per dirci
ciò che non sappiamo
attraverso ciò che sappiamo.

E tutto passa dalle nostre narici
occhi, naso, bocca
e invisibili radici
una chimica inspiegabile
elementi e mattoni d’ amore
che stanno tutti nelle mie braccia
che la contengono
e nelle sue piccole dita
che mi segnano il viso.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

01 venerdì Mag 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Primo maggio sul lago

Primo maggio sul lago

imprimo l’unico raggio

di sole che trovo al lavoro

sul tuo corpo dorato.

Son pago di sudato salario

qui è tutto un erbario

di lucide e tenere foglie.

La pioggia e la luce che piove

mescolate dal vento

mi fanno uno scemo contento.

 

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

24 venerdì Apr 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, I pensieri si soffermano nell'immagine

I pensieri si soffermano nell’immagine
di ciò che siamo stati e di ciò che saremo
prima della vita e dopo.

La polvere carica del polline di primavera
la sabbia di una spiaggia
dove piccoli animali scalano
le loro montagne con enorme fatica

alcune gocce che si ostinano
a rimanere attaccate alle foglie
ignorando la forza di gravità.

Una religione transitoria e breve
viene praticata in modo inconsapevole
da ogni essere che all’alba si desta alla vita.

Anche se ritorneremo a essere cose
fantastichiamo all’idea che le pietre
possano conservare un tratto indelebile
una parola, un canto.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

17 venerdì Apr 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Ritorno sul primo verso

Ritorno sul primo verso
quello che mi suggerisce
il merlo del mattino.
Mi dice col suo fischio musicante
che devo svegliarmi e scriverlo
se non voglio dissiparlo.
Deve essere stato un primo verso
fulminante come un lampo
ad addensare le parole con il glutine.
Il verbo era in principio
poi venivano a cascata gli altri elementi.
Si costruisce così un edificio di mattoncini
in musica da camera e pantofole.
E nonostante tutto, il silenzio canta
con la voce dolce e ironica di un merlo
una sua frasetta cadenzata e ritmica.
Quale universo creiamo oggi con questo motivetto?
Al mattino daremo il suono dell’oboe
o il richiamo da caccia del corno?
E con le sere di maggio
come ci comporteremo?
Le lune saranno di conforto, è certo
e i bambini sopravviveranno alle traversate?
Le guerre, forse, finiranno?
Invecchieremo sorridendo?
Ritornerà come ritorna sempre
nel ciclo della musica che si spegne
una lunga pausa di silenzio.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

10 venerdì Apr 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

O luna, luna tu
per sempre e non per molto luna
stai per essere raggiunta
ed ognuna delle tue pietre
comete infrante che si son posate
sul tuo corpo minerale
teme in silenzio, il sabotaggio
il diritto violato
il cascame vetrificato
di oggetti non identificati
il metallo d’argento
il tessuto purpureo e celeste
di bandiere sgonfie di vento
e malamente armate.
Fatti coraggio
e indaga col tuo occhio
come sempre attento
ciò che è apparecchiato
sul deserto blu e bianco
del tuo carnefice vicino
ciò che vive nel corpo di tua madre
che ha generato un seme maligno
e che vuole diffonderlo perfino nello spazio
confonderlo coi semi di luce del sole.
Sforzati ad alzare le tue maree
manda una flottiglia di meteoriti
e fanne pioggia, inverno, inferno.
Fai cadere le stelle sulla testa dei candidati
alla carcerazione degli atomi
a chi deporta i figli dalle pianure al mare
a chi è figlio degli dei e non figlio degli alberi e dei fiori.
Fatti coraggio
e fatti ancora sorella minore più saggia
àncora di salvataggio, miraggio
confidente di bambini e piccoli poeti
maestra di discipline notturne
capace di sedurre senza rapire
e di ferire senza fare del male.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

27 venerdì Mar 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Tra gli altri in disparte

Tra gli altri in disparte

Ieri sono ritornato al cimitero di Filetto
ho portato mia nipote
alla visita dei nostri morti.
Leggevamo i nomi e le date
e tutti gli sguardi seri e asciutti
rimasti sulle foto.
Per lei era la prima volta
per me come se fosse sempre la prima.
Sulle lapidi i fiori finti e polverosi
da cambiare con la cura
di chi dà colore al bianco.
C’erano lettere cadute dai marmi
di molte tombe abbandonate
e date di nascita e morte irriconoscibili.
Ero incantato a guardare la bambina
che cercava di ricomporle
per dargli vita e senso.
Abbiamo fatto il solito giro degli zii
e della cugina, e due volte ci siamo fermati
a rileggere le date e i nomi dei bisnonni.
Lei non sembrava turbata
io mi aspettavo che mi stringesse
forte la mano mentre andavamo via
ma era già pronta a entrare nella serra
che sta di fronte al cimitero
col pensiero pieno di fiori veri
perché le avevo appena detto
che era il primo giorno di primavera.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

20 venerdì Mar 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, La cura dell'acqua

La cura dell’acqua

Più in là degli anni visibili
a pochi metri dalla fonte
passavamo le acque per purgarci
ognuno circondato dal suo oceano.
Ridevamo da soli ad alzare le braccia
tuffarle nel buio e rimanere
in quella placenta calda
imparavamo l’arte di esistere
il rumore della mano che affonda.
Le parole galleggiavano a pelo d’acqua
e si stava con la bocca semi sommersa
a cantare qualcosa di gutturale e sconosciuto pronti a uscire dal gioco
e pronti anche a restarci in eterno.
La luce era lontana e ignota
il tempo si curvava sopra di noi
non conoscevamo lo spazio
se non quello interiore.
Caldo e vicino era il nostro dio
e la sua bellissima voce
la nostra ragione di vita.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

13 venerdì Mar 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

L’uomo guarda gli storni vagare nel cielo della città

Loro non sanno che appartengono all’idea di un essere sconosciuto
che sta nella mente e negli occhi di chi è incantato dalle loro fughe

Il falco li insegue invisibile come un dio dei giochi e degli agguati

Le forme perturbanti e ancestrali che si dissolvono e si addensano hanno il destino di durare solo il tempo per sedurre
e lasciarsi andare

Disegnano ombre senza corpo e corpi che fluttuano ognuno seguendo le piccole variazioni musicali del compagno vicino

Nessuno sa di essere parte di un silenzioso motivo che abita i sensi di chi guarda

Sotto questa musica visiva precipitano le cose terrene sul balcone dei desideri.

Qualcuno si incanta e si interroga
lasciando che le risposte prendano forma
e si disperdano.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

06 venerdì Mar 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Ancora mi ostino a scrivere cose sulle foglie
e a divertirmi a invertire il senso delle frasi
un esercizio che col vento assume forme bizzarre
in questo tempo così sgrammaticato.
Ho molti amici intenti a pubblicare libri sacri
ma io non mollo la mia presa di vento
lo acchiappo e lo trituro facendo a pezzi le nuvole
strizzando quella parte di succo di aloe
l’amaro e il dolce rimasto nella ciotola
molti mangiate e bevetene condivisi con altri apostoli
con la stessa mania alcolica di scambiarsi le parole.
Siamo ebbri e assetati di un nulla ricolmo.
Alcuni lo consegnano ai libri punzonandolo al meglio
altri lo lasciano al proprio altrove e io tra questi.

(8/10/2015)

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

27 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Il mosaico blu

IL MOSAICO BLU

Noi andavamo “laggiù” e non lo trovavamo.
Ritornando da “laggiù” ci sentivamo come naufraghi
dopo aver circumnavigato le paludi con il mare a due passi,
con nemmeno rumore e l’odore di mare.
Sapevamo dalle carte nautiche che la palude
nel ravennate può fare scherzi che non ci crederesti
e la nebbia ti spedisce un po’ dove vuole. E che in città
tutti i mosaici hanno come tema di fondo il labirinto
e tutti i pavimenti, le absidi e i mausolei rimandano
al cammino che l’anima deve compiere, tessera dopo tessera
per arrivare, ci fosse pure una nebbia del diavolo,
al porto celeste, alla pace una e indivisibile
che Ario e Eusebio auspicavano.
Visitammo basiliche e battisteri in quella nebbia
e i mattoni rossi di San Vitale , e perfino una chiesa
con una Madonna che accoglieva le suppliche dei tumori.
Vagavamo e incontravamo altri vaganti con toponomastiche
rabberciate che studiavano itinerari fantastici e approssimativi.
Per chiedere della tomba di Dante, un austriaco perse nella nebbia
una moglie americana e i suoceri parecchio contrariati,
che ritrovò fortunosamente al ristorante segnalato da un apposito
lampeggiatore automatico.
Sulla tomba di Teodorico invece si svolse lo psicodramma
di un bambino nascosto nel sarcofago rosso di porfido imperiale,
cercato dalla mamma inutilmente, e chiamato con voce alta
che la nebbia spegneva e avvolgeva nella sua ovatta.
Fu ritrovato lì steso mentre accennava a una canzoncina che io interpretai sadicamente “Teodorico, perché sei morto? Pane e vino non ti mancava…”.
La nebbia cosa combina? Tutto diventa simbolico e solenne per compensare l’assenza della visione d’insieme. Una parola detta nella nebbia assume un significato destinato a essere taciuto. E tutta la nebbia infatti si era raccolta intorno a una parola.
Ma io non ricordo davvero quale fosse.
Mi sembrava di vedere da lontano, da una specie di finestra oscurata con una lastra di alabastro, quello che rimaneva dell’universo visto dalla Terra.
Il blu del mausoleo di Galla Placidia.
Lo stesso blu che per non farlo fuggire e disperdersi, avevano raccolto tutto in un solo edificio.
E che Cole Porter dopo averlo visto un giorno nebbioso di tanti anni fa, decise che era il tempo di scrivere “Night and Day”.

14/01/2016

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

20 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Ritaglio la mia figura
con la paziente accuratezza del bambino
che sistema il suo teatro di ventura
Il vento freddo disperde i burattini
deve essere il ricordo ancestrale
del racconto della mia nascita
durante la bufera del cinquantasei
la sarta Bettina che confezionò la camicia
con le ali ricamate, il braciere e l’acqua calda
appena arrivata con il coperchio di legno
ricoperto di fiocchi di neve
le grida di gioia delle donne
lo spillo che mi punse per farmi piangere
e assaggiare il dolore della vita.

Sullo schermo scorrono le immagini
di un uomo che stringe una mano
che spunta dalle macerie della sua casa
il solaio è crollato sul letto della figlia
che stava sognando
il futuro semplice del giorno dopo.
Lui se ne sta fermo sotto la neve
mentre lo fotografano senza sosta
indossa una tuta arancio
ha le scarpe bianche di calce.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

13 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Nella lunga storia delle notti
che ho passato da sveglio
a volte senza sapere perché
altre volte immaginando solo i contorni
sovrappongo anche questa notte
la classifico per puro scopo scientifico,
facendo dell’insonnia missione e destino.

C’è forse una che ancora non mi trova
e un’altra che amo conservare nel ricordo.

Collezionista di veglie e di silenzi
non riesco a leggere niente
se non le screpolature dei soffitti
le ombre cinesi proiettate dall’abat jour
le sagome mute degli oggetti che riposano
perché nessuno li guarda e li condiziona.

Cose che accadono nella meccanica quantistica
cose che si animano quando tutti dormono
ma non pretendono di turbare nessuno.

Hanno come scopo l’immobilità nella sua perfezione
e pur non avendo occhi e bocca sembrano sempre dirmi
che il tempo di raggiungerle non è così lontano.

Diventare cosa o uomo succede all’alba
anche se il sole bacia entrambi
indifferente nella scelta di chi bruciare.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

06 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Questo interno è foderato di silenzio
profondo come una tasca vuota
cerco di tastare un oggetto
che abbia più solidità dell’anima
frugo senza trovare aderenze
stringo nel pugno me stesso
e avverto il tiepido calore della stretta
il pulsare lontano del cuore.
Il tatto nel suo vicolo cieco
è un senso perfetto e lineare
accarezza le forme, valuta le impurità
rincorre il desiderio di ricostruire
riparando con le mani
ciò che è irreparabile con gli occhi.
Così sono io stanotte
lato oscuro della mia ombra
percorro il verso del mio corpo
raccogliendomi nella punta delle dita.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

30 venerdì Gen 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Spiaggia d'inverno

Spiaggia d’inverno

Amo le ossa degli alberi spiaggiati sulla riva
dopo la tempesta stanno come scheletri nella sabbia
imprigionati dalle posidonie e dal filo spinato.

Amo le canne intrecciate in capanne posticce
i solitari tubi dadaisti annegati nel bagnasciuga
che hanno smesso di pompare liquami.

Amo la profusione di oggetti sparsi sulla costa
i vasi di plastica etrusca appena disvelati dalla risacca
archeologie future, messaggerie silenziose, petrolio in bottiglia.

Amo gli alberi di natale abbandonati
ancora pieni di nastrini colorati e batuffoli
le stelle marine incastrate sui rami di conifera rinsecchiti.

Amo i tronchi incagliati a pochi passi dalla riva
che agitano alghe imbustate di nazionalità sconosciuta
le bandiere invernali di lingue mute e appuntite sui rami.

Vicino a questo mare i pochi e temerari cercatori
innalzano aquiloni e amano il vento freddo sulle guance.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

23 venerdì Gen 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Amén, Francesco Tontoli

Amen

Di come e quanto ti ho cercato
con la lingua degli affetti
e tu mi hai trovato che biascicavo
in un dialetto torbido e gutturale.

Ripasso con un dito il tuo corpo
come quando si disegna una forma nell’aria
per ricordarla.

Una mappa per dire che in questo punto
ho sostato
e in quest’altro vi ho costruito la mia tana
e in quest’altro ancora ho assistito
al fenomeno della neve che si scioglie.

E in un altro punto infame ho patito
le temperature al calor bianco della luce
che proveniva dai tuoi occhi.

Tu non ci crederai
ma il chiodo che conficco
nel tuo tenero legno
trapassa prima la mia carne
celebra un sacrificio
una messa di sudore
un mangiate e bevete.

E io ogni volta
cerco il tuo Amen.

Francesco Tontoli

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