
Propositi
Sviscerare il cuore.
Seguire il vento.
Accarezzare il profilo
delle cose.
Annusare nell’aria
le stagioni.
Aprire il cuore come si apre
all’alba una finestra.
Respirare il cielo.
La perifrastica attiva
Io del tramonto cerco
gli avanzi,
le sfumature.
La luna
mi basta dimezzata.
La lussuria della luna piena
non appartiene a me
che al cerchio preferisco la spirale,
che amo l’incompiuto,
il “quasi”, il “non ancora”,
la perifrastica attiva.
Il resto
Vivere per addizione
è un vizio di forma,
si vive di ciò che resta
dopo tutto l’oblio.
Si sottraggono gli istanti
alla somma dei giorni.
Resta il cielo
respirato a cuore aperto.
Resta lo sguardo puro
di quando il mondo era
sognato e non ancora
sciupato da mani avide
e pance ingorde.
Il resto si dà per sottrazione.
Come le rondini al cielo
Mio figlio
non è
mio.
Devo scriverlo
per ricordarlo
al mio cuore
avido.
Mio figlio
mio
non è,
ma
appartiene
a me
come le rondini al cielo
e non al nido.
L’incanto di sempre
Inciampo sempre
in fragili incanti.
Invidio il fiore e
la farfalla,
la lucertola al sole.
Forse,
un giorno inciamperò
nello specchio giusto e
mi vedrò
per quel che sono:
fragile incanto anch’io
minuscolo frammento
di universo.
Al vento di Maestrale
Ho imparato
a stare a mezz’aria
se occorre,
saltare la pozzanghera;
morire nel gheriglio della noce;
sfogliare i sogni degli amanti;
disordinare l’amore degli sposi;
disporre del mio tempo con amore;
amare all’improvviso un viso nuovo;
masticare lentamente i sogni;
ogni giorno, lesta o lenta, camminare,
azzardare con l’immaginazione,
agire con tenerezza.
Tremula
al vento di Maestrale
ho imparato a pregare
ogni muta creatura
terrestre.
La controra
Il retrogusto del caffè
regala l’impressione del risveglio
anche se la controra stanca l’anima
anche se in tasca si nasconde
qualche promessa scomoda
anche se preferisco il sogno
e gli occhi chiusi,
le mani in tasca
e gli spergiuri.
Testi tratti da Doris Bellomusto, “A corpo libero. Esercizi di poesia” Le Pecore Nere editore, 2024.