![]()
In un mondo digitale come il nostro ricevere una lettera cartacea è ormai una forma d’espressione d’altri tempi, un evento più unico che raro. La telematica e la capillarità della rete telefonica che consentono la trasmissione a distanza delle informazioni in tempo reale hanno reso immediata e veloce la comunicazione interpersonale. Sono lontani i tempi in cui, quando si scriveva una lettera, occorreva avere la pazienza di aspettare che arrivasse a destinazione e che giungesse la risposta. Eppure quell’attesa amplificava le emozioni, lasciava presagire la risposta, fortificava e rinvigoriva i sentimenti. Amore, affetto, amicizia, gioia, dolore, risentimento, dispiacere, follia sono i sentimenti veicolati dalle lettere, capaci di scuotere l’animo di chi scrive e di chi legge. La lettura di Epistole d’autore fornisce un ritratto insolito e inedito, per frammenti e dettagli, di uomini e donne celebri, svela segreti, rende più umani e veri i grandi del passato. Il blog inoltre offre ai suoi lettori l’opportunità di inviare la propria lettera aperta, d’amore, d’affetto, di amicizia, firmata o anonima affidandola alla memoria del web. Basterà cliccare sul LINK della pagina per inserirla, in modo che, nel tempo, sia possibile raccoglierle e ritrovarle. La responsabilità delle lettere è dei rispettivi autori, la loro pubblicazione non implica in alcun modo adesione ai suoi contenuti da parte di Limina Mundi.
Franz Kafka al padre

Franz Kafka è già considerato un grande scrittore quando nel 1919, all’età di 36 anni, scrive una lunga lettera al padre con cui, fin dall’infanzia, ha avuto un rapporto difficile. La lettera non giunse mai al destinatario perché lo scrittore la affidò alla madre che scelse di non consegnarla al marito. Fu pubblicata postuma nel 1952. Lo scrittore critica l’azione educativa del padre Hermann perché troppo autoritaria, responsabile, secondo lui, delle sue inquietudini da adulto, inoltre vi descrive i rapporti familiari e le disparità con le sorelle. Il timore della punizione, l’assenza di manifestazioni di affetto, la sensazione di inferiorità del protagonista sono meccanismi disfunzionali utilizzati in molte opere di Kafka, basti pensare al ruolo che riveste la famiglia e all’incomunicabilità tra i vari membri ne “La metamorfosi” oppure al ruolo della legge e del tribunale ne “Il processo”. Questo testo è un documento di grande importanza per approfondire la conoscenza della vita privata di Kafka e la sua visione del mondo. Il testo si apre su un punto significativo: il padre di Kafka ha chiesto al figlio come mai provi paura nei suoi confronti. Kafka spiega che il discorso che si appresta a scrivere sarà molto lungo a causa della complessità dell’argomento e della quantità di aspetti che dovrà prendere in considerazione. Lo scrittore ammette le proprie mancanze per il fatto di dedicare molto tempo alla propria vocazione letteraria e di non occuparsi invece minimamente dell’attività commerciale della famiglia. Alle accuse di non manifestare slancio affettivo per il padre Franz replica che, se da piccolo egli avesse ricevuto attenzioni e tenerezze, probabilmente non avrebbe sviluppato quel disagio e quel senso di inadeguatezza così radicati nella sua personalità. Continua a leggere