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In un mondo digitale come il nostro ricevere una lettera cartacea è ormai una forma d’espressione d’altri tempi, un evento più unico che raro. La telematica e la capillarità della rete telefonica che consentono la trasmissione a distanza delle informazioni in tempo reale hanno reso immediata e veloce la comunicazione interpersonale. Sono lontani i tempi in cui, quando si scriveva una lettera, occorreva avere la pazienza di aspettare che arrivasse a destinazione e che giungesse la risposta. Eppure quell’attesa amplificava le emozioni, lasciava presagire la risposta, fortificava e rinvigoriva i sentimenti. Amore, affetto, amicizia, gioia, dolore, risentimento, dispiacere, follia sono i sentimenti veicolati dalle lettere, capaci di scuotere l’animo di chi scrive e di chi legge. La lettura di Epistole d’autore fornisce un ritratto insolito e inedito, per frammenti e dettagli, di uomini e donne celebri, svela segreti, rende più umani e veri i grandi del passato.
Virginia Woolf al marito Leonard

La scrittrice inglese Virginia Woolf, femminista convinta che lottava per la parità dei sessi, da sempre incline alla depressione, il 28 marzo del 1941all’età di 59 anni, decise di porre fine alla sua vita. Prima di lasciarsi annegare nelle acque del fiume Ouse vicino alla sua casa a Rodmell, nel Sussex, lasciò una commovente lettera di addio al marito Leonard da sempre vicino e amorevole dinanzi ad ogni crisi, si riempì le tasche di sassi mentre procedeva verso il fiume. Giunta nei pressi del corso d’acqua, abbandonò il bastone e camminò ancora, lasciandosi annegare nel fiume. Queste sono le sue ultime ore, ricostruite da Nadia Fusini, massima esperta woolfiana in Possiedo la mia anima, biografia edita qualche anno fa da Mondadori. “Per molti giorni Virginia non fu né viva né morta. Mancava. Era scomparsa. ‘Missing’ scrissero i giornali”, racconta la studiosa. Poi, il 18 aprile, un gruppo di giovani in gita sul fiume Ouse scorse qualcosa nell’acqua. A prima vista, sembrava un tronco. “Per gioco gli tirarono i sassi, volevano accostarlo a riva. Il ragazzo che entrò nell’acqua per prenderlo scoprì che era il corpo di una donna in pelliccia”, che indossava al polso un orologio fermo alle 11:45. Continua a leggere