
A volte mi sento, mi tasto
e penso se ho un senso.
A volte mi pento di quello che sono
e allora suono fino all’inverosimile
suono qualcosa di indicibile
puro nonsenso musica che si fa e si disfa.
A volte (più volte) ripeto frasi inudibili
mi incanto le osservo incastrarsi l’una sull’altra
costruire edifici con mattoni di suoni
e malta che lega eoni di tempo.
Ed in mezzo un silenzio ed un altro
qualcosa di simile a un vuoto pneumatico
come quando si arriva in cima a un respiro
e ci si ferma a fissare su cellule morenti
qualcosa di vivo, un soffio, un presto
un andante o a volte un daccapo
un semplice disabitato punto coronato
o un niente, molto ben suonato.