
A volte per un caso fortuito
ci diamo la mano mentre dormiamo
e con gli occhi al soffitto sperimentiamo stati
capaci di farci viaggiare nel tempo
giocare a come eravamo, come saremmo
se la mia e la tua elettricità
non avesse avuto la giusta tensione.
Se un cavo, un tendine, un pollice opposto,
un trascurabile calo del voltaggio
un aumento di umidità nell’aria
avesse turbato lo stato di quiete
di quella sera, di quel giorno
e manomesso la cabina
bruciato l’interruttore di un campanello
ostacolato l’entrata di una porta
con la piccola ingerenza dovuta
al passaggio di una farfalla.
Una cosa insomma che abbia impedito
di afferrarci con le mani e con gli occhi
e trasformarci in altro da noi stessi.
Far durare questa metamorfosi
giusto il tempo di trovare un rifugio,
un appiglio per continuare a non cadere.
Francesco Tontoli