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La vita

La vita è un fiume
con sponde nel sogno,
allora a occhi aperti,
ecco le ore con giardini
ove fioriscono gli amori;
banalità in questa attesa,
petali scontati nella rosa…
Ormai anche la notte se ne è andata
con l’ultimo respiro dell’Orsa.
Rimangono letti sfatti e un fischio di treno
ad annunziare una partenza,
per dove non so,
visto che la terra si muove
e dovunque sei altrove.
Nondimeno ci attende la valle
dove la chioma del cipresso proietta ombra sulle ombre
e non esiste la parola tempo.

Dopo

Se come affermi in cielo si apriranno porte,
non amo rinnovare la mia sorte.
Di lunghi affanni già piene ho le tasche.
Lascino che il dopo,
quel dopo che sarà oltre le stelle,
non abbia voci, né batter di tamburi,
fischi e pianti ai treni in partenza.
Lascino soltanto sonnolenza,
come quando, brindando, ciondola il capo
e tutto hai già scordato.

In fondo

In questo verde mare d’erba
non ho nulla da perdere
se dovessi affondare.
Vedrei il sole sorgere
dalla finestra degli ailanti
e tramontare nei ciuffi di ginestra.
E poi avrei le voci della sera
nei bisbigli del prato.
In fondo morire
è rientrare nell’utero del mondo,
mentre gli amici sventolano fazzoletti
a un treno che non farà r i t o r n o.

Lucio Zaniboni