
RIVELAZIONE SENZA APOCALISSE
non lo so più quando me ne sono accorto,
forse all’indomani di un ultimo compleanno
o forse inaspettato come accade nelle disgrazie
non so se il guasto stia nel tempo
che all’improvviso manca
o noi viaggiatori ingenui sorpresi dal confine
(quando si scopre il falso di mappe cosmonaute
con i pianeti a stella svaniti da ogni carta)
è stata una sorpresa non aver altro da fare
se non contare e ricontare già conosciute scale,
viaggiare ad occhi chiusi sapendo svolte e curve,
il punto -sempre quello- dove l’asfalto è crepa
(e sentire nel frattempo l’euforia crudele
di dei da un’altra parte
e qui neanche un’ombra a scuotere le piume
mai angeli in arrivo da un eden alla mia stanza)
è stata una sorpresa il mondo che si svuota
l’accendersi delle luci sui titoli di coda
vedere poi le foglie svanire ad ogni autunno
(e tu com’eri bella col cerchio fra i capelli
quel seno che fioriva fra petali e cotone
per me che ti chiamavo amore
e tu che mi chiamavi amore
poi troppi giorni addosso a togliere ogni fiato)
non so quando sia stato, se ieri o un altro anno,
ma è stato all’improvviso non aver nulla da dire
quando tu mi hai chiesto: “Papà, devi morire?”
FRANCESCO PALMIERI