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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi tag: Francesco Palmieri

Poesia sabbatica: “Non voglio andare”

13 sabato Giu 2026

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

è lasciarti ancora nuda dentro al letto

ed io insaziato a fare le valigie

(lune piene i balzi eretti dei tuoi seni,

carne che io ho morso

la polpa a fianchi e spalle,

poi le labbra, il ventre,

e ancora le tue gambe

strette in giro alle mie gambe,

il tulipano acceso

ed io lo stelo

nell’euforia di crepa)

 

è il cesto di frutta al centro della stanza,

uva, datteri, ciliegie, il rosso del melone,

un ramo di limoni, nespole e lamponi,

ed io a fare le valige

perché dovrò partire,

andarmene per sempre,

 

è il quadro alla parete che ripete il mare,

l’azzurro di un’estate che mai potrà finire,

la barca, un pescatore, vele lontane e voli,

conchiglie sulla riva

 

e poi dalla finestra gli alberi,

colori nei giardini, i fiori, l’erba,

il grido di un bambino, i baci innamorati

sopra alle panchine

ed io a fare le valigie,

a prepararmi all’attimo d’eclissi

 

quando non sarà più luce

ed io un’ombra appena

un nato e morto

un numero di strage.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa“)

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Poesia sabbatica:”Chiarimento”

06 sabato Giu 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

 

non ce l’ho col vivere

e non ce l’ho con Dio,

soltanto non riesco a stare zitto,

a non dire l’ingrediente

caduto nell’impasto

ed è l’amaro di una vena

scoppiata dentro al pane,

lo scricchiolio dei denti

e poi la fitta,

il sangue alle gengive,

  *     

mi mancano buone ragioni

a fare il calvario santo,

insomma non ci riesco

ad essere convinto

che fosse proprio inevitabile,

  *          *     

morire,

l’unica pista

         *     

e poi la porta in altre sfere,

lo squarcio in galassia lieve

e non il buco nero,

la nostra morte eterna,

  *     

non ce l’ho con Dio – davvero –

ma come sarebbe stata più divina

l’aggiunta di perdono alla sentenza

che ci fece soli,

uomini a morire con lentezza,

  *     

sopra infinite croci.

  *         

  *     

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “81”

30 sabato Mag 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Solo poesie d'amore

 

-81-

 

no

non hai capito ancora

 

(o forse sono io

che ho letto troppe poesie d’amore

curato troppe rose nel giardino)

 

no

non basta dire amore

perché amore sia

non basta dire dio

perché scoppino gli altari

 

amore è un’aria tersa

giornate con il sole

 

e niente, nulla,

nemmeno qualche nuvola

a farsi temporale

 

no

non hai capito ancora

che se diciamo amore

ogni sbaglio è taglio

ogni ombra è sera

ogni buca è fossa

 

e basta una parola (quando mi dici no)

una pausa troppo lunga (quando ti chiedo m’ami?)

girare la testa altrove (come se non bastassi io)

 

per fermare il fiato

far cadere stelle

maledire le rose

 

e scrivere in versi

necrologi d’amore.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Solo poesie d’amore”, da ristampare dopo selezione e revisione testi in corso)

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Poesia sabbatica: “6”

23 sabato Mag 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie del saluto

 

6

 

e infine

tutte le parole

uccise

 

solo foglie cadute

ali stramazzate

petali accartocciati

e nessun vento a scuotere il cielo

 

c’è un gran silenzio ora

dopo la strage

di angeli e demoni,

come prima

di cadere nel mondo,

prima

che di me qualcuno dicesse:

 

è nato.

 

 

maggio 2021

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Poesie del saluto”)

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Poesia sabbatica: 11 [Monologo davanti a Dio, I]

16 sabato Mag 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie del saluto

 

mio Dio

qual è stata la mia colpa

se pur sono nato

senza averlo domandato,

tu lo sai

quel giorno non ho riso,

ho pianto come piansero gli angeli dell’eden

precipitati a terra,

e senza corazza e conoscenza

è stata subito guerra,

un lancio di moneta

fra il continuare a vivere

o perdersi per sempre

*

mio Dio

qual è stata la mia colpa

se ho creduto vere

le storie della sera

e poi mi addormentavo

avvolto nelle piume

di chi aveva sulle spalle

ancora un paio d’ali,

quale la mia colpa

se ho gridato sempre

il tuo nome ai quattro venti

quando i molti a squarciagola

invocavano barabba

e ancora a mille e a frotte

non smettono di gridarlo forte

(intanto non ho più fiato

da che mi si è spezzato

ai piedi della croce,

la tua e poi la mia)

*

mio Dio

qual è stata la mia colpa

se ho visto morire ad uno ad uno

i volti di chi ho amato

e credevo fossero per sempre

e poi senz’aspettarmelo

io non li ho visti più,

se anno dopo anno

infine si è capito

che neanche nelle tue chiese

i patti nati sacri

sarebbero durati

e tu risorto al terzo giorno

saresti rimasto in cielo

e mai più su questa terra

*

mio Dio

qual è stata la mia colpa

se altri, non io,

hanno inciso nella carne

la voglia della carne

di salomé che danza,

il sogno di una torre

che arrivasse alle tue porte

e nemmeno si sospettava

che sola ad aspettare

ci fosse matrigna morte

e infinito e eterno

solo parole a perdere

*

quale la mia colpa

se guardandomi allo specchio

non sono più lo stesso

di quello che ero ieri

e profonda sulla fronte

a urlare la ferita

di chi nacque tradito

dal giorno che venne in vita

e poi tempo dopo tempo

sentirsi un tronco spoglio,

un ceppo dentro al fuoco

per cenere alla cenere

*

e ancora chi lo sapeva

delle ombre dentro al bosco

che poi erano predoni

a prenderti la borsa

e infine anche la vita,

e ancora chi lo sapeva

che si sarebbe attraversata

questa valle scura

dove un giorno sei bambino

e in breve sei già vecchio

sentendo la tua carne

guastarsi a poco a poco

*

e infine sai mio Dio

cos’altro potrei dirti,

*

che se fossi stato dio

e tu mio figlio

mai e poi mai

avrei permesso al pianto

di attraversarti gli occhi,

ai chiodi della croce

di ficcarsi in mani e piedi

e alla parola morte

di esserti sudario.

*

 agosto  2022

**

*

 Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Poesie del saluto”)

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Poesia sabbatica: 29 [Monologo davanti a Dio]

09 sabato Mag 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, Poesie del saluto

 

Dio

io non lo so se davvero ci sei

se davvero ci sei stato padre e madre

se davvero ci vuoi ancora bene

e per il nostro bene fai accadere ogni cosa

che persino il nostro male

è segno del tuo amore

*

io non so se davvero siedi

su qualche nuvola del cielo

e hai occhi sterminati,

uno per ogni nato a sostenerne il passo

sia quando siamo in piedi

sia quando poi cadiamo

*

io non so se davvero hai angeli guardiani

a dirci come salvare l’anima,

uno per ciascuno attento a sonno e veglia

e fino a che ci resta il fiato

o finisce il nostro tempo

perché si apra a noi il largo dell’eterno

*

Tu vedesti al sesto giorno che tutto era buono,

buona era la terra e buono era il cielo

e poi le acque e il mare, il sole e poi la luna,

gli uccelli alti in volo e gli animali al suolo,

il verde delle foreste e i colori a mille

di erbe, frutta e fiori,

*

e infine noi tuoi figli nutriti a latte e miele

con solo occhi aperti a incanti e meraviglie

e corpi intatti e sani per vivere per sempre

ignari alla fatica e al parto fra le doglie…

*

e poi cos’è accaduto, che cosa ci ha perduto,

perché nel tuo giardino all’improvviso

la grandine e la neve a intirizzire carni e foglie,

la pioggia a devastare le spighe già mature

le zolle a farsi sabbia e deserto tutt’intorno

*

perché hai fatto brevi i nostri giorni lievi

quelli di noi bambini

ignari di  chi partiva per non tornare più

e non sapevamo ancora che ci fosse il bene e il male

e che vivere sarebbe stato un conto di giorni ed anni

per pelle che aggrinzisce o un accidente a caso

era forse non sapere il nostro essere felici?

era il non avere ancora visto

che il leone sbrana l’agnello,

che il sole scalda e incendia

e l’acqua disseta e affoga,

che chi ti sorrideva, ti volta poi le spalle,

che prima si è giovani fiori

e poi sterpaglia al fuoco,

che piove sull’ingiusto

ma s’infradicia anche il giusto?

*

Dio

io ancora non lo so se ci sei davvero

se davvero ci sei stato padre e madre

se davvero ci vuoi ancora bene

ma com’è terribile il tuo silenzio

quando noi gridiamo forte

*

Dio, liberaci dal male.

*

*

ottobre 2025

*

 Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Poesie del saluto” inedita)

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Poesia sabbatica: “30”

02 sabato Mag 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie del saluto

 

30

*

no, mio Dio,
non voglio il bianco smorto dei capelli
e nemmeno la pelle che si aggrinza,
non voglio il fiato che si accorcia
e le gambe sconfitte dalle scale,
non il pensiero di chi sa d’aver vissuto
e vede sempre più breve il tempo che gli resta,
non la resa della voglia per te donna che passi
e sei curve, fianchi e seno,
non il ciclo della foglia
che nasce, cresce e cade,
non il giro del giorno
che inizia in gloria di sole
e poi cade nell’oscuro,
*
no, mio Dio,
non basta il tempo che finisce
a chi ha pensato l’eterno,
non basta un giro sulla terra
a chi vede universo e cosmo,
non basta il conto a unità e decine
a chi sa numerare miriadi e miliardi,
*
no, mio Dio,
divino non è stato
scaraventare noi quaggiù nel mondo
noi che siamo nati
a tua immagine e somiglianza.
*

gennaio 2026

*

 Francesco Palmieri

 

(dalla raccolta inedita e in corso di scrittura “Poesie del saluto”)

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Poesia sabbatica: “25”

18 sabato Apr 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

25, Francesco Palmieri

 

25

*

da che si è fatto silenzio

nel mio pensiero

nel cuore nascosto dentro al petto

in ogni capello del mio cranio

in ogni cellula della mia carne

in ogni respiro della mia bocca

*

(e non so dire se sei stata tu

a strapparmi gli occhi

e poi gli orecchi

e poi la lingua così come succede

quando l’amore è parola bugiarda

*

o se così è stato voluto in cielo il mio destino

o soltanto perché non ho saputo vivere

sapendo sempre quale treno prendere

e quale lasciare andare)

*

me ne sto

come una conchiglia vuota nella sabbia

il legno spezzato di un veliero naufragato

un vecchio che non aspetta più niente e più nessuno

ma sa che la guerra non è mai finita

e durerà  per sempre, fino all’ultimo saluto.

*

aprile 2025

*

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “22”

11 sabato Apr 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

22, Francesco Palmieri

22

sì, è magnifico il sole alto nell’alto dei cieli,
la luna sdraiata sul mare a mezzanotte,
la neve nei cortili e la pioggia sulle foglie,
la maestà gloriosa delle montagne azzurre
e il grano d’oro che diventerà il tuo pane,
sì, è bella lei coi suoi capelli sciolti
e il passo di ragazza che corre verso l’amore,
la curva intorno ai seni e la gonna sul ginocchio
e poi il suo corpo nudo sdraiato su lenzuola

ma

perché succede poi l’arsura della terra
per l’acqua che non viene,
i chicchi allo sterminio e la tremenda fame,
il mare che s’infuria e spazza via la casa
di chi lì abitava credendosi al sicuro,
e poi ancora lei con la testa fra le mani
a contare gli anni che non verranno più
e lui che regge appena il peso sulle gambe
e tutti e due a sapere ora
che non c’è eternità
e neanche un altro sogno
paziente ad aspettarli,

perché chi ha creato meraviglia,
il cielo tutte stelle e la vastità del cosmo,
ci ha tradito poi
con il morire a poco a poco,
l’andarsene per sempre
e un tempo che cancella
anche l’ultima memoria
di noi che nati un giorno
duriamo appena appena
un battito di ciglia.

agosto 2024

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “17”

28 sabato Mar 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

17, Francesco Palmieri

 

17

*

si sta facendo sera

*

e poco in là

la notte

e poi ancora una

che non avrà più fine

*

avrei potuto dire

di qualcuno ad aspettarmi

con una candela accesa

(almeno uno di quelli

 che più mi hanno amato

 ed è ormai da tempo

 che non ci sono più)

ma sono trascorsi gli anni

da quando ci credevo

che il cielo fosse casa

e noi creature in volo

nel mondo oltreconfine

*

si sta facendo sera

di lampadine accese

e ombre sopra i muri,

silenzio dentro casa

e fuori le sirene,

altrove piovono bombe

e piangono i bambini,

*

adesso che si fa sera

lo scrivo sopra a un foglio

che siamo tutti traditi,

perché ogni nato al mondo

ha stelle dentro agli occhi

e il respiro dei giganti,

poi arriva il giorno

che il colpo scoppia in faccia

e si apre una ferita

che durerà la vita.

*

Francesco Palmieri

*

ottobre 2023

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Poesia sabbatica: “15”

14 sabato Mar 2026

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

15, Francesco Palmieri

-15-

*

non raccontiamoci più nulla (amore)

di chi sei stata

di chi sono stato

delle altre vite avute

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

*

non ci diciamo più

che già abbiamo amato e pianto

ma non ero io

non eri tu

chi ci prendeva

e poi ci ha lasciato andare

*

non raccontiamoci più (amore)

chi siamo stati

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

*

guardami nuovo

come io ti guardo nuova

*

guardami

non sono mai esistito

io sono nato adesso

*

dimmelo,

non sono mai esistita

io sono nata adesso

*

e io e te

un’altra vita ancora.

*

*

 Francesco Palmieri

 

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Poesia sabbatica: “Sentenza senz’appello”

07 sabato Mar 2026

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Sentenza senz'appello

 

Sentenza senz’appello

 

non riuscire a trattenere

lo smeraldo delle foglie,

questa la pena

 

arrendersi all’affondo delle rughe

allo sfibrarsi della pelle

al passo che non tiene più la strada

e rimanere indietro

all’allontanarsi delle spalle

di chi solo ieri

appena si reggeva sulle gambe

 

scoprire oltre il ritardo di saggezza

che semplicemente vivere

era già essere felici,

stare nell’essenziale di un respiro quotidiano

e ancora così lontano

il tempo di falce e mietitura

 

non riuscire a trattenere neanche un giorno,

questa la pena,

sapere l’impossibile risparmio delle ore

e noi a guardarci morire nello specchio

 

ad ogni singolo risveglio.

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “29”

28 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

29, Francesco Palmieri

 

29

*

Dio

io non lo so se davvero ci sei

se davvero ci sei stato padre e madre

se davvero ci vuoi bene

e per il nostro bene fai accadere ogni cosa

che persino il nostro male

è segno del tuo amore

*

io non so se davvero siedi

su qualche nuvola del cielo

e hai occhi sterminati,

uno per ogni nato a sostenerne il passo

sia quando siamo in piedi

sia quando poi cadiamo

*

io non so se davvero hai angeli guardiani

a dirci come salvare l’anima,

uno per ciascuno attento a sonno e veglia

e fino a che ci resta il fiato

o finisce il nostro tempo

perché si apra a noi il largo dell’eterno

*

Tu vedesti al sesto giorno che tutto era buono,

buona era la terra e buono era il cielo

e poi le acque e il mare, il sole e poi la luna,

gli uccelli alti in volo e gli animali al suolo,

il verde delle foreste e i colori a mille di erbe, frutta e fiori

*

e infine noi tuoi figli nutriti a latte e miele

con solo occhi aperti a incanti e meraviglie

e corpi intatti e sani per vivere per sempre

ignari alla fatica e al parto fra le doglie

*

e poi cos’è accaduto, che cosa ci ha perduto,

perché nel tuo giardino all’improvviso

grandine e neve a intirizzire carni e foglie,

la pioggia a devastare spighe

le zolle a farsi sabbia e deserto tutt’intorno

*

perché hai fatto brevi i nostri giorni lievi

quelli di noi bambini

ignari di  chi partiva per non tornare più

e non sapevamo ancora che ci fosse il bene e il male

e che vivere sarebbe stato un conto di giorni ed anni

per pelle che aggrinzisce o un accidente a caso

*

era forse non sapere il nostro essere felici?

era il non avere ancora visto

che il leone sbrana l’agnello,

che il sole scalda e incendia

e l’acqua disseta e affoga,

che chi ti sorrideva, ti volta poi le spalle,

che prima si è giovani fiori

e poi sterpaglia al fuoco,

che piove sull’ingiusto

ma s’infradicia anche il giusto?

*

Dio

io ancora non lo so se ci sei davvero

se davvero ci sei stato padre e madre

se davvero ci vuoi bene

ma com’è terribile il tuo silenzio

quando noi gridiamo forte

*

Dio, liberaci dal male.

*

ottobre 2025

*

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “21”

21 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

21

*

è quando nella stanza entri tu

che è un fragore di onde su scogliere

l’esplodere di sole all’orizzonte

il correre del vento dentro ai boschi

il profumo dei dolci appena cotti

il liscio della seta sulla pelle

*

è quando te ne vai

che tornano ghiacce le pareti

la neve cade dal soffitto

e neanche è natale nel mese di dicembre,

il giro nella stanza è una piazza vuota

e in aria  volano stormi

perché è il tempo di migrare

*

ma questo è solo un gioco di parole

forse una poesia semplice

che avrei voluto scrivere, per te,

che non esisti

e per me che non ti cerco più.

*

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “7”

14 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

 

7

 

sei riuscita a far morire dentro

tutte le cose che erano per la vita,

tutte le cose che avrei voluto intatte

nell’attimo che il respiro va a morire

 

sei riuscita a cancellare il senso della sveglia,

la luce e poi la pioggia,

la neve che fa sembrare bello anche il natale,

ogni vigilia prima di andare al mare

 

divelte anche le ali

dell’angelo che a me sembrava il tuo esser donna

ed ombra anche la polpa

il lutto sopra al seno

 

ci sei riuscita a rendermi più secco della sabbia

una canna senza midollo, la linfa disseccata nelle vene

 

adesso il mio strato è ancora carne

ma sotto -se mi tocchi- non c’è niente.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta di prossima pubblicazione “Variazioni su un dolore solo”)

Qui dalla viva voce dell’autore

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Poesia sabbatica: “27”

07 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

27

*

siamo noi

i consegnati al tempo

che indifferente ci consuma,

all’osso che si spezza

e alla carne che marcisce,

all’oltraggio dello specchio

che ci fa sempre più stranieri,

al passo più ambizioso

della gamba che si stanca,

al pensiero che domanda

e non trova le risposte,

al cuore che mai è pronto

alle ferite dell’amore,

all’anima che guarda al cielo

come fosse un angelo caduto,

*

siamo noi

i consegnati al tempo che non basta,

i Cristi nati per la  croce.

*

Pasqua 2025

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Hai spezzato il ramo” inedita)

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Poesia sabbatica: “8”

31 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Studi lirici (solo parole d'amore)

 

-8-

*

poi

*

il momento è giunto

*

ci siamo detti addio

*

non devi preoccuparti,

è solo un’altra fine,

continueremo a vivere

tu a oriente

io ad occidente

e non c’incontreremo più

*

non intristire gli occhi

lascia stare i pianti

i fiori che son morti

e il vuoto che da ora

bisogna attraversare

*

non preoccuparti amore

so già cosa sarai

*

sarai un altro sasso

portato sulle spalle.



*

Francesco Palmieri
*
(dalla raccolta “Studi lirici, solo parole d’amore” edizioni La Vita Felice)

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Poesia sabbatica: “amico che lontano…”

24 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

amico che lontano…

 

amico che lontano

 

tu nel respiro degli ulivi

io qui a milano

nella polvere sottile che mi uccide

(e non dire a precipizio:

il respiro degli ulivi? quali ulivi?

si vive tutti l’asfissia

che poesia non depura)

 

dammi un attimo di tregua,

fammi stare nel delirio

di un sogno di matita,

che io guardi dal patibolo

lo smeraldo delle foglie

impazzite di scirocco,

il discendere di sere

profumate di limone

 

non domando troppo tempo,

un salto appena

lo scatto di una posa

un colpo di grancassa

e rapido lo stoppo

 

poi sarà il silenzio lungo

ed io senza più speranza

 

e tu nemmeno .

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “-1- Mr. Hyde”

17 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Mr Hyde o del profondo abisso

 

1

 Mr. Hyde

 

non sto nell’ombra

io sono l’ombra

 

sto alla periferia del buio

nei vicoli stretti del mondo

qui

dove destino e dei

mi hanno recluso

 

non mi mostro

non mi vedi

 

sono la rabbia

dentro ai vestiti,

lo sguardo feroce

quando vengo ferito,

la lussuria più nuda

di una bestia in amore,

un cane, un leone,

la furia del morso

che uccide per fame

 

ho unghie e canini

peli duri e pugnali

 

non urtarmi per strada

non mi ridere in faccia

non graffiarmi la pelle

non sopporto catene

 

io cammino da solo

sono un lupo di roccia

puoi vedermi di notte

nero dritto sui tetti

puoi sentirmi di giorno

nel sottosuolo che bolle

io sono l’ombra,

sono il buio, la notte,

la parte nera del cuore

che senza luce né legge

sta gettato nel mondo.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Mr. Hyde o del profondo abisso”)

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Poesia sabbatica: “28”

10 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

28

*

quanto di ciò che era vita

ho perso senza più ritorno

(gli occhi pieni di meraviglia

quando al risveglio

il sole illuminava tutte le stanze

e l’inizio di giornata era pane e latte

e l’amico che bussava alla porta

per un altro gioco da incominciare)

*

quanto ho perso nell’accumulo degli anni

dove il tempo aggiunge sempre meno

e sempre più ti toglie

(cos’è rimasto dell’attesa d’amore

quando il rosso delle labbra

era fragole da mordere, i baci vento nei polmoni

ed ogni abbraccio un giuramento sacro per l’eterno

poi il vivere ce l’ha insegnato

che la frutta marcisce

che il vento può farsi tempesta e squasso

che l’abbraccio è un nodo lento che si disfa)

*

quanto è venuto del mondo gridato nelle piazze

credendoci davvero che sarebbe stato un mondo migliore

e invece ad ogni risveglio

si aggiorna il computo dei morti ammazzati

per gli scoppi, i colpi di fucile, il pane che manca

(e c’è sempre la fila di chi bussa per qualcosa da fare,

chi si fotografa al mare

e chi ha solo una finestra per viaggiare,

chi mette le mani nella cassaforte e chi nella spazzatura,

chi sa che morirà nel letto e chi sul ciglio di una strada)

*

infine rimane certo

che ogni uomo è prima un ragazzo che sogna

e poi un vecchio che ogni giorno lentamente muore.

*

*

settembre 2025

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta in via di scrittura “Hai spezzato il ramo”)

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