
Me ne sto fuori
non che io trafitto
mi sia seduto al bordo
(lo sai, ho corso in anni,
in anni ho sopportato assalti ed ombre,
in anni più di una sortita in fondo al molo
perché era oltre il mare e me l’approdo
e non barche, neanche un equipaggio per il viaggio,
solo rottami e vele, valigie sugli scogli)
non che io trafitto
piagnucoli un perdono
(conosci quanti altari ho costruito
e sai l’offerta di agnelli e di colombe
a farsi fumo in cielo, cenere a terra)
tu sai che colpa è il vivere
e vivere espiazione
e allora quale perdono
a chi chiedere perdono
è solo un uscire dalla vista
chiudere la porta alle mie spalle
aprire di un quaderno il primo foglio
e scrivere il dolore che ci tocca.
FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Edizioni Terra d’ulivi)