Maneggiare le parole, soppesarle,
esplorarne il senso,
è una maniera di fare l’amore…
Marguerite Yourcenar

(Foto di Duilio Scalici)
Inedito-
Candore
Può
Il sangue vermiglio
Del melograno
Imbrattare
Il bianco petalo di giglio
Violato
-dimenticato-
Sul pianoforte?
Cerco
Tra i martelletti
L’odore di dita bambine
Che pigiano i tasti.
Fitte ragnatele
Occultano
-corrodono-
Gli ingranaggi.
Davvero possono
Le fauci vischiose
Dei fiori carnivori
Divorare
Il candore delle farfalle
Sfuggite all’inganno
Dei fiori di sabbia?
Ornella Mallo
Un intreccio di immagini potenti e suggestive, dove il candore lotta contro il tempo e l’inganno. Il contrasto tra il sangue vermiglio del melograno e il bianco del giglio violato è una ferita poetica che racconta di fragilità perdute, di purezze dimenticate. Ogni parola vibra, come i martelletti del pianoforte che cercano ancora un eco di dita bambine, un frammento di innocenza ormai celato dalle ragnatele del tempo.
E poi le fauci dei fiori carnivori, vischiose, affamate di luce, quasi un monito sul pericolo che incombe anche su ciò che è più puro. Le farfalle, nel loro volo, sembrano simboli di speranza e bellezza, ma anche di precarietà, minacciate dall’inganno di ciò che appare innocuo.
La tua poesia danza tra la bellezza e la decadenza, tra il candore e il suo tradimento, e lo fa con una maestria che colpisce e resta. Grazie per aver dato vita a un’immagine così profonda e stratificata.
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Grazie, cara Nadine!!! Sono felice di essere riuscita a comunicare attraverso le mie parole il senso della mia poesia. Il tuo commento parla della tua sensibilità rara e preziosa.
Ancora grazie!!!
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