Sempre a novembre trattengo il tuo nome tra le dita
lui ritorna come un migratore che ha perduto la strada
e io non posso nemmeno scandire le tue lettere
diventate foglie e vento nelle foglie
vocalità di cui ho smarrito il senso e la forma.
Sempre a novembre richiudo con la penna
il cerchio canoro con il quale ti richiamo
mi appunto le immagini che ti legano a me
il glutine che si addensa e che nutre il legame.
Appoggio al muro della pagina che ci separa
questa mia testa piena di ricordi senza corda
e vi incido sempre necessariamente una voce.
Francesco Tontoli