Tag

,

 

28

*

quanto di ciò che era vita

ho perso senza più ritorno

(gli occhi pieni di meraviglia

quando al risveglio

il sole illuminava tutte le stanze

e l’inizio di giornata era pane e latte

e l’amico che bussava alla porta

per un altro gioco da incominciare)

*

quanto ho perso nell’accumulo degli anni

dove il tempo aggiunge sempre meno

e sempre più ti toglie

(cos’è rimasto dell’attesa d’amore

quando il rosso delle labbra

era fragole da mordere, i baci vento nei polmoni

ed ogni abbraccio un giuramento sacro per l’eterno

poi il vivere ce l’ha insegnato

che la frutta marcisce

che il vento può farsi tempesta e squasso

che l’abbraccio è un nodo lento che si disfa)

*

quanto è venuto del mondo gridato nelle piazze

credendoci davvero che sarebbe stato un mondo migliore

e invece ad ogni risveglio

si aggiorna il computo dei morti ammazzati

per gli scoppi, i colpi di fucile, il pane che manca

(e c’è sempre la fila di chi bussa per qualcosa da fare,

chi si fotografa al mare

e chi ha solo una finestra per viaggiare,

chi mette le mani nella cassaforte e chi nella spazzatura,

chi sa che morirà nel letto e chi sul ciglio di una strada)

*

infine rimane certo

che ogni uomo è prima un ragazzo che sogna

e poi un vecchio che ogni giorno lentamente muore.

*

*

settembre 2025

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta in via di scrittura “Hai spezzato il ramo”)