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Nella lunga storia delle notti
che ho passato da sveglio
a volte senza sapere perché
altre volte immaginando solo i contorni
sovrappongo anche questa notte
la classifico per puro scopo scientifico,
facendo dell’insonnia missione e destino.

C’è forse una che ancora non mi trova
e un’altra che amo conservare nel ricordo.

Collezionista di veglie e di silenzi
non riesco a leggere niente
se non le screpolature dei soffitti
le ombre cinesi proiettate dall’abat jour
le sagome mute degli oggetti che riposano
perché nessuno li guarda e li condiziona.

Cose che accadono nella meccanica quantistica
cose che si animano quando tutti dormono
ma non pretendono di turbare nessuno.

Hanno come scopo l’immobilità nella sua perfezione
e pur non avendo occhi e bocca sembrano sempre dirmi
che il tempo di raggiungerle non è così lontano.

Diventare cosa o uomo succede all’alba
anche se il sole bacia entrambi
indifferente nella scelta di chi bruciare.

Francesco Tontoli