Furto di luna
Ti ho chiamata a vedere la luna tra le case
sorgeva rotolandosi sui tetti
piena di luce accecava la notte
spargeva semi luminosi sulla città
che l’ha dimenticata.
Quindi è solo nostra, mi dicevo
quindi è solo di chi la vede, mi ripetevo.
Ti ho regalato la luna piena di luce
questa inutile lanterna tra le strade illuminate
tra le torri-faro che dirigono le loro torce al cielo
i pulsanti che accendono le nostre tenebre.
Ti ho preso la luna rubandola con lo sguardo
di chi ha rischiato di perderla tra i tetti
infilzata tra le antenne, entrata e poi uscita
dalle finestre dei vicini, moneta spesa
dai bambini sognatori, e dagli spacciatori.
L’ ho raccolta nella nostra vecchia tenda
lucidandola, soffiandoci sopra
come si fa con una lampada
per far sparire le sue ombre polverose
i crateri e le meteoriti
i residui metallici di allunaggi
e le bandiere piantate
per cercare venti inesistenti.
Poi siamo tornati a letto
come due gatti
la luna in mezzo ai cuscini,
i pensieri rarefatti.
Francesco Tontoli