
IL SENTIERO
*
Come se un fiore
fosse acido
come se fosse un gambero
che si spoglia
all’indietro
lasciando che
il tempo
il nostro tempo
si accasci in un solo gesto
Come Golia scende verso il centro cadendo
noi siamo ancora qui
A cercarci e a cercare un passaggio
qualcuno
che ci porti via dalla triste
esecuzione
Madama vento
colei che tutto smuove se ne è andata,
e ha lasciato un petalo bianco sul prato
Ha perso così dicono la sua forza
e ha lasciato cosi
altri dicono
la vita
al passo della malattia
*
PARETI
*
Incendio
dicono doloso
di una regione del cuore
gigantesca
e promiscua
sola
come un esercito
di sereni sobillatori
di masse uniche
e unici
contemplatori
dei cardini
di cui ognuno
ha saputo
vivere e rotolare
Come una giostra impazzita che sa di doversi fermare
Noi siamo qui
eredi
del nostro unico e violento cielo
e sapremo essere quello che siamo
e vogliamo.
Tu che sei lì
sappi che il vuoto
è già
e ha già
trovato
tutto ciò che cerchi
Dai la mano
il fuoco brucia in un battito di sensi
e di timidi e introversi sorrisi
*
RELIGIONE
*
Io vivo per l’essenza che calpesta aquiloni,
e per la foga di chi si impossessa di te.
Sono il cerchio e la sfera che giace
sul fondo e sulla punta del prisma.
In un alieno e incapace vento solare.
È l’oceano che muove esterne convinzioni
feroci dittatori
sulla pelle del mondo.
*
ORA
*
Ed io calmo e assorto,
benedico i miei anni
sapendo che non ho
di meglio da fare.
Una canzone viaggia
sul cielo
infrange divieti,
respira pareti di sesso e sangue
una musica si innalza al cielo
è il vento del sonno e del ricordare tutto.
Come se un incubo fosse
il paradiso,
come se l’eccitante
sovrasto del rumore
fermasse la manipolazione,
fermasse l’eccidio,
giustificasse in tempo
la fine.
*
EVEREST
*
Artefizio, sconcerto, alimenti vuoti e sandali usati
siamo sempre sulla stessa strada,
con eccessi di birra e comprensione,
con fughe da paure scritte e testimoniate,
con improperi verso dio
e chi per lui e per noi difende il sogno.
Resta un cammino vuoto un paesaggio armeno
e qualche piccola birra sparsa sulla strada,
per capire che saremo ancora qui per un po’,
a tempo determinato
in vita all’infinito nel sogno.
*
Libero Valerio Ludovici, “Occulto”, Chiocciola Edizioni, 2025.