
Se merli e gabbiani,
in fondo, e alberi e nuvole,
in fondo colpevoli,
ubriachi di crudeltà
si assopissero e tutto
e tutti, in calma adiacenti,
gli uomini e il divenire,
il crescere inconsolabile di noi,
se tutti, persino Dio,
tra i suoi gioghi
si spegnessero
da un sonno divorati,
da un mutismo balbuziente
iracondo, spinti annegassero
nei loro desideri irrisolti.