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Archivi tag: Siamo fatte di carta

Anna Maria Scocozza ∗ Floriana Porta, “Siamo fatte di carta”/Arte, poesia e rinascita al femminile, Ventura Edizioni, 2024.

28 lunedì Apr 2025

Posted by Deborah Mega in ARTI, POESIA

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Anna Maria Scocozza, Floriana Porta, Siamo fatte di carta

DI CARTA, INCONTRI E SGUARDI di Sara Durantini

Di fronte ad una nuova opera, che sia essa di natura artistica o letteraria, mi viene naturale, se non addirittura spontaneo, esprimere le emozioni provate durante la visione o la lettura, sottoporre al vaglio critico la mia stessa mente nel suo processo di analisi. Già all’inizio del Novecento Thomas S. Eliot rifletteva su questo tema nel suo saggio Tradition and the Individual Talent e mi accorgo che mi sovvengono le sue parole in seguito alla lettura dell’opera Siamo fatte di carta, scritta e realizzata da Floriana Porta e Anna Maria Scocozza. Potrei soffermarmi sul senso storico delle coautrici, «ciò che rende uno scrittore più acutamente consapevole della sua posizione nel tempo, della sua propria contemporaneità», citando T.S.Eliot. Invece, sento l’esigenza di spostare la lente d’ingrandimento sul legame di questo libro con la tradizione dei livres pauvres, inserendolo, per giustapposizione e confronto, tra altre opere del passato. Siamo fatte di carta ha la particolarità di porsi come un dialogo intimo tra la parola e l’immagine, un incontro tra poeta e artista. La sua semplicità materiale si contrappone alla ricchezza creativa, sfidando l’idea tradizionale di valore nell’arte. Forte del richiamo affettivo al genere dei livres pauvres, questo libro sembra volerci ricordare che l’arte non è definita dalla sua opulenza, ma dall’impronta unica dell’espressione umana, dalla connessione emotiva che evoca nell’osservatore, dalla valorizzazione della qualità artistica e umana al di sopra della quantità materiale.
L’immediatezza, la rapidità, la fulminea apparente frammentarietà della parola poetica di Porta condivide il baluginio emotivo, il palpito luminoso, la cesellatura che innesca una trama narrativa con le opere di Scocozza realizzate con la carta e con materiali riciclati. Questo tipo di lavoro risente del legame con la tradizione, iniziata da Daniel Leuwers, del “libro povero” quale opera d’arte che trascende i confini convenzionali dove è intensa la collaborazione tra poesia e immagine, tra parola scritta e arte visiva. La sinergia tra poeta e artista, che si esprime su un semplice foglio di carta, porta alla creazione di un’opera da esplorare.
Le due coautrici, Floriana Porta, nelle vesti di poeta, e Anna Maria Scocozza, in quelle di artista, intrecciano le loro voci creando un connubio creativo in cui parole e immagini si influenzano e si arricchiscono a vicenda. In questo processo emergono espressioni condivise che riflettono i loro sentimenti e il loro universo interiore, celebrando la forza della collaborazione artistica che sembra, in un qualche modo, ricordare il concetto oraziano «ut pictura poësis». Sfogliando e leggendo Siamo fatte di carta rintraccio quello che ha affermato l’artista francese Mylène Besson a proposito della sua arte e del significato che ruota attorno alla realizzazione di un’opera a quattro mani.

«Réaliser à quatre mains un livre d’artiste, c’est partager un espace avec un(e) ami(e), c’est désirer ensemble un objet commun, c’est donner et recevoir, c’est transformer l’espace de la page en lieu d’une intimité partagée».

«Creare un libro d’artista a quattro mani è condividere uno spazio con un amico, è desiderare insieme un oggetto comune, è dare e ricevere, è trasformare lo spazio della pagina in un luogo di intimità condivisa». Questo desiderio di condivisione e di trasformazione da privato a pubblico, questo bisogno di donare, si avverte e cresce in intensità con il procedere di ogni pagina. Il progetto di Porta e Scocozza prende le distanze dalla tradizione dei livres pauvres proprio a questo punto della sua storia quando il bisogno di condivisione esce dallo sguardo di pochi intimi per accogliere le mani e gli sguardi di un pubblico più ampio che può leggere e fare proprio il libro stesso. Come scrive Recalcati a proposito del bambino, che solamente «se si vede guardato dall’Altro, se si rivede nel volto dell’Altro, potrà autorizzarsi a guardare il volto del mondo», analogamente l’artista richiede di essere accolto dall’Altro, necessita dello sguardo altrui per costruire quel dialogo con l’Altro da sé. L’artista, come il bambino, ha bisogno di edificare un incontro, proprio come nell’amore. E dall’amore per l’arte e per la condivisione, dalla passione per la poesia e per la creazione con carta e materiali riciclati nasce Siamo fatte di carta, un progetto che sfida le convenzioni e celebra la creatività artistica come un’esperienza profondamente personale e significativa. Un progetto al quale auguro l’incontro con tanti sguardi e tante mani.

Anna Maria Scocozza nasce a Roma nel 1965 dove vive e lavora. Diplomata in Costume e Moda, ha frequentato, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, la Scuola libera del nudo e moltissimi corsi di specializzazione di pittura e decorazione. Come attività lavorativa ha condotto numerosi Laboratori/Workshop artistici-creativi e corsi di tecniche pittoriche presso musei, scuole e centri di aggregazione giovanile per adolescenti, adulti e bambini.
Negli ultimi anni la sua ricerca artistica si è focalizzata sulla realizzazione del suo “Guardaroba poetico” e precedentemente sull’acquarello e sui libri d’artista.
La sua è un’arte non solo estetica, ma anche etica, tenta di spingere lo spettatore a interrogarsi non soltanto verso tematiche sociali che riguardano soprattutto le donne vittime di violenza, ingiustizie, emarginazioni, razzismi, ma lo conduce via via, ad un’introspezione sia psicologica che spirituale, con uno sguardo fisso sulla realtà alla ricerca di risposte. Anche se forse, non c’è mai una giusta risposta, forse solo una giusta domanda. Costruisce le sue cartose opere “Indumenti poetici” con ciò che viene rifiutato, inutilizzato: vecchi libri riciclati, destrutturati e ricreati, talvolta filati, a formare una stoffa di carta che utilizza come metafora poetica, visioni da indossare per descrivere la realtà, anche quella più dolorosa; simboli visivi e archetipi umani che ci accompagnano nel nostro difficile viaggio terreno e spirituale. Strappi come cicatrici, che diventano feritoie da dove la luce ci illumina e custodisce, preparandoci per nuove fioriture. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero e le sue opere si trovano presso Musei, Fondazioni e Collezioni italiane e straniere.

Il suo sito è http://www.annamariascocozzaartist.it

*

Floriana Porta è nata a Torino nel 1975, vive a Vinovo e fin da piccola ha avuto la necessità di scrivere, comporre, disegnare e fotografare. Si presenta con forme espressive di rara intensità e la sua opera – poetica e figurativa – si dispiega fra natura e bellezza, introspezione e sogno, elementi imprescindibili della sua riflessione esistenziale. Uno stile ermetico, il suo, lontano dalla retorica e dal sentimentalismo, caratterizzato da raffinatezza, contemplazione e armonia. È esperta di poesia giapponese, in particolare di haiku, baishù e tanka. Si tratta di componimenti poetici che si caratterizzano per avere un forte collegamento di temi con l’ambiente naturale e che seguono regole metriche sillabiche molto ferree. Una poesia Zen molto riflessiva, di grande emotività, suggestione e incredibile brevità. Ha fatto parte per tanti anni della giuria del prestigioso Concorso Internazionale di Haiku di Cascina Macondo. Ha pubblicato numerosi libri, ebook e plaquette di poesia ed è presente in molte importanti antologie poetiche. Titoli delle sue principali pubblicazioni: Verso altri cieli (Edizioni REI, 2013), Quando sorride il mare (AG Book Publishing Editore, 2014), Dove si posa il bianco (Sillabe di Sale Editore, 2014), L’acqua non parla (Libreria
Editrice Urso, 2015) Fin dentro il mattino (Fondazione Mario Luzi Editore, 2014), La mia non è poesia (Aljon Editrice, 2017), I nomi delle cose (Edizioni L’Arca Felice, 2017), In un batter d’ali (AG Book Publishing Editore, 2018), Offro respiro ai versi (La Ruota Edizioni, 2018), Il Giappone in controluce (AG Book Publishing Editore,
2020) L’infinito è in me (AG Book Publishing Editore, 2021) e Oltre gli orizzonti (Blurb, 2022).
Hanno scritto della sua poesia numerosi critici ed esperti di poesia e letteratura: Antonio Spagnuolo, Lucio Zinna, Marco Furia, Gabriella Cinti, Pier Luigi Coda, Fortuna della Porta, Ilaria Guidantoni, Andrea Galgano, Alessandro Moscè, Luciano Somma, Rosa Elisa Giangoia, Giuseppe Conte, Camilla Ziglia e molti altri.

Il suo sito è http://florianaportablog.wordpress.com

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