Se la sorte mi risparmierà
la cantilena ubriaca della chemio
questi capelli da vecchia li terrò
ne farò un manto da regina
capovolgerò così la storia mia
diventando immensa
al posto dell’esser bella
che non mi è riuscito neppure
quando l’età ne faceva un tratto buono
in discesa e il sole illuminando.
Se la sorte a cui non credo
girerà nel verso suo gentile
mi farò orgoglio della mia demenza
del poter dire ciò che tu non puoi
perché da perdere hai qualcosa ancora
mentre io sono ricca di non essere nessuno
e niente, per la gente che pensa
col tappeto rosso in testa.
Se la sorte accumulerà i ricordi
facendone bastioni da scalare
avrò persino un po’ di compagnia
come un monumento all’allegria
in una città straniera, in una via
dove sarà più lieto anche mancare.
Che festa sarà quando avrò il diploma
quello che conferisce onore e gloria
e colora di bontà ogni caino!
Peccato non lo si possa leggere di persona
perché di là si torna felici bambini illetterati