
Piet Mondrian, Composition with large red plane, yellow, black, grey and blue (1921)
La poesia è anche incontro, una geometria di rette a volte parallele, altre volte perpendicolari. Similmente al quadro di Mondrian un reticolato vivo e riccamente colorato. Nell’ambito della rubrica Versi Trasversali, presentiamo la poesia di …
Cristina Eléni Kontoglou
AMOR RADICA
Non ti ho scelto,
ma ho determinato
tutti i passi che dovevi calpestare
per arrivare fin qui.
Non ho dipanato la tua strada
con forbici argento come Urania,
e non ne ho lavato i rami dal sangue
di mora, né ho modellato con le mani
il terreno ancora umido,
nascondendo sotto le unghie
la terra bruna di Athabaskan
- la prima che ha camminato sulla terra –
Non ho bussato a nessuna porta magra
in cerca del pane dell’alba,
ma ho riverberato la penombra
del tuo sonno all’insaputa di Nyx.
Non ti ho sfilato i pensieri,
ma ne ho tinto di Fosco blu le radici
con arbusti di guado,
affondandole nel profondo
della notte di Nishtar.
Non ho barattato monete di rame
ai mendicanti sulla strada
per farmi indicare la tua casa.
E non ho tracciato cinque volte
la mano di Fatima sulla porta
per legarti la mente.
Ti ho soffiato all’orecchio due numeri,
la cui somma portava
alla genesi delle stelle.
Delle sette Pleiadi, solo Merope è fuggita.
*
LA DUREZZA DELL’ACQUA
Il mio nome è Pioggia,
Cado
sulle epoche nelle Fessure
delle tue macerie.
Il mio nome è Pioggia,
Scardino
ciò che tocco, conosco
il punto dove il legno è cedevole,
un codice di entrata,
Spingo, accompagnando
la porta senza rumore.
Sciolgo
le screpolature,
Staziono
nei bacini lasciati sotto gli astri.
Non riesco a raccogliere il tempo
in una successione cronologica.
Penso
ai luoghi grumosi,
suddivisi per insiemi simbolici
- Sono fascine di erbe –
E il mio è un falso tempo.
Non risuona. Non ha principio
né puntualità.
È un sasso, materico.
Nonostante tutto, rimane solo
Un Luogo.
*
VOLUPTAS
Rossi fichi di Lithakia
la polpa scura
la nuda rientranza
per nascondere le dita
esposta alla falce del mezzogiorno.
Rossi fichi di Lithakia
percorsi dai brividi d’estate
la pelle pallida
la morbidezza
delle terminazioni nervose
ai piedi dell’albero.
Rossi verdi sika nella
mia lingua
un grumo sciolto
di acqua
di zucchero.
Rossi brividi di sika sul palato
percorrono le pareti
del mio costato.
Verdi sika
troppo verdi il frutto
non cade,
il frutto non cade
lontano dalle radici.
*
AUTOMATE VARIATIO
Il soldatino di piombo
sta per sciogliersi e non lo sa
mentre batte il ritmo
davanti al Palazzo d’Inverno.
In cima alla torta i cigni
e un laghetto
di glassa Azzurra,
la ballerina di stagnola
non tiene il tempo sulla locandina,
è la prima della scena,
ma recita molto male
non batte il tacco come gli altri
non c’è niente da contare,
perché sa solo ballare.
METAMORFOSI
Non ho l’ apprensione
- Ricerca di sensi
Immaginazione –
divelta dal tempo
delle cose che restano
sostano tra le incrinature.
Seguire le imbastiture
per scioglierne le implicazioni.
Un fare e un rifare, pesare
al prezzo di convenienza
dell’oro in tempo di guerra,
fonderne i gioielli, le spille,
i bracciali, le autentiche leghe
di rame, di stagno.
Di tutto dissolvere le stagioni,
le escrescenze, i patti,
le reminiscenze
che richiamino echi,
chiarimenti infranti: soppesare,
valutare, fondere.
Dimenticare.
Tirare fino alla dispersione.
Fino alla diaspora.
All’inumana imprescindibile
Disseminazione.
Testi tratti da Cristina Eléni Kontoglou, “Volturno Arcano, Eretica Edizioni, 2023