
Uomini ed ali
forse non ti è chiaro
quello che mi tocca,
spazzare il pavimento dagli avanzi,
dai nastrini e le coccarde,
i fili rotti delle stelle
(che chi poteva immaginare
fossero ritagli d’alluminio)
non l’ho chiesto io
( a chi? alle muse? a chi? )
di mettermi di stanza sul confine
dove barbari in assedio
è già da tempo
che tentano sortite
per questo il mio racconto
è solo guerra,
il dirti chi è caduto
e chi ancora vive sopravvissuto,
anch’io avrei voluto
un viaggio d’aeroplano,
la perpetua sospensione
della velina in aria,
la spinta nel burrone
e poi le braccia
già addestrate al volo,
come l’aquila, il falco,
un angelo mai visto.
FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)
Qui la lettura espressiva della poesia.