
8
da che ho cominciato a scendere
niente mi ha più fermato,
a poco a poco
nessuna voce,
le facce
più sbiadite,
a volte un biglietto,
una lettera da lontano,
un ticchettio di passi
su e giù da un altro piano
pareti in ogni stanza,
il vuoto alle finestre,
un buco d’alveare,
da che ho iniziato a scendere,
non so più dove mi trovo,
se tunnel, galleria,
o un inferno bianco
come se fosse neve,
silenzio sterminato,
la fine del mondo,
la terra senza nessuno
o forse soltanto io
senza più un posto dove restare.
Francesco Palmieri
(dalla raccolta inedita “Variazioni su un dolore solo”)