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da che ho cominciato a scendere

niente mi ha più fermato,

 

a poco a poco

nessuna voce,

le facce

più sbiadite,

a volte un biglietto,

una lettera da lontano,

un ticchettio di passi

su e giù da un altro piano

 

pareti in ogni stanza,

il vuoto alle finestre,

un buco d’alveare,

 

da che ho iniziato a scendere,

non so più dove mi trovo,

se tunnel, galleria,

o un inferno bianco

come se fosse neve,

silenzio sterminato,

la fine del mondo,

la terra senza nessuno

 

o forse soltanto io

senza più un posto dove restare.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Variazioni su un dolore solo”)