
amico che lontano…
amico che lontano
tu nel respiro degli ulivi
io qui a milano
nella polvere sottile che mi uccide
(e non dire a precipizio:
il respiro degli ulivi? quali ulivi?
si vive tutti l’asfissia
che poesia non depura)
dammi un attimo di tregua,
fammi stare nel delirio
di un sogno di matita,
che io guardi dal patibolo
lo smeraldo delle foglie
impazzite di scirocco,
il discendere di sere
profumate di limone
non domando troppo tempo,
un salto appena
lo scatto di una posa
un colpo di grancassa
e rapido lo stoppo
poi sarà il silenzio lungo
ed io senza più speranza
e tu nemmeno .
Francesco Palmieri
(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)