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sei riuscita a far morire dentro
tutte le cose che erano per la vita,
tutte le cose che avrei voluto intatte
nell’attimo che il respiro va a morire
sei riuscita a cancellare il senso della sveglia,
la luce e poi la pioggia,
la neve che fa sembrare bello anche il natale,
ogni vigilia prima di andare al mare
divelte anche le ali
dell’angelo che a me sembrava il tuo esser donna
ed ombra anche la polpa
il lutto sopra al seno
ci sei riuscita a rendermi più secco della sabbia
una canna senza midollo, la linfa disseccata nelle vene
adesso il mio strato è ancora carne
ma sotto -se mi tocchi- non c’è niente.
Francesco Palmieri
(dalla raccolta di prossima pubblicazione “Variazioni su un dolore solo”)
Qui dalla viva voce dell’autore