L’uomo guarda gli storni vagare nel cielo della città
Loro non sanno che appartengono all’idea di un essere sconosciuto
che sta nella mente e negli occhi di chi è incantato dalle loro fughe
Il falco li insegue invisibile come un dio dei giochi e degli agguati
Le forme perturbanti e ancestrali che si dissolvono e si addensano hanno il destino di durare solo il tempo per sedurre
e lasciarsi andare
Disegnano ombre senza corpo e corpi che fluttuano ognuno seguendo le piccole variazioni musicali del compagno vicino
Nessuno sa di essere parte di un silenzioso motivo che abita i sensi di chi guarda
Sotto questa musica visiva precipitano le cose terrene sul balcone dei desideri.
Qualcuno si incanta e si interroga
lasciando che le risposte prendano forma
e si disperdano.
Francesco Tontoli