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La cura dell’acqua

Più in là degli anni visibili
a pochi metri dalla fonte
passavamo le acque per purgarci
ognuno circondato dal suo oceano.
Ridevamo da soli ad alzare le braccia
tuffarle nel buio e rimanere
in quella placenta calda
imparavamo l’arte di esistere
il rumore della mano che affonda.
Le parole galleggiavano a pelo d’acqua
e si stava con la bocca semi sommersa
a cantare qualcosa di gutturale e sconosciuto pronti a uscire dal gioco
e pronti anche a restarci in eterno.
La luce era lontana e ignota
il tempo si curvava sopra di noi
non conoscevamo lo spazio
se non quello interiore.
Caldo e vicino era il nostro dio
e la sua bellissima voce
la nostra ragione di vita.

Francesco Tontoli