
Pioggia
Mi cerchi dal cielo,
senza avviso,
come chi scopre
la soglia segreta del sonno.
Goccia dopo goccia
mi disarmi,
entri nei polsi —
clessidre lente —
nelle pieghe dell’attesa.
Non sei tempesta:
sei tatto che cade,
sei pelle che ride
sotto dita d’acqua.
Un alfabeto liquido
che riscrive i confini,
una finestra d’aria
tra profumi e colori.
Pioggia.
Mi lasci intrisa
di silenzi buoni,
di respiri che aprono
i polmoni.