O luna, luna tu
per sempre e non per molto luna
stai per essere raggiunta
ed ognuna delle tue pietre
comete infrante che si son posate
sul tuo corpo minerale
teme in silenzio, il sabotaggio
il diritto violato
il cascame vetrificato
di oggetti non identificati
il metallo d’argento
il tessuto purpureo e celeste
di bandiere sgonfie di vento
e malamente armate.
Fatti coraggio
e indaga col tuo occhio
come sempre attento
ciò che è apparecchiato
sul deserto blu e bianco
del tuo carnefice vicino
ciò che vive nel corpo di tua madre
che ha generato un seme maligno
e che vuole diffonderlo perfino nello spazio
confonderlo coi semi di luce del sole.
Sforzati ad alzare le tue maree
manda una flottiglia di meteoriti
e fanne pioggia, inverno, inferno.
Fai cadere le stelle sulla testa dei candidati
alla carcerazione degli atomi
a chi deporta i figli dalle pianure al mare
a chi è figlio degli dei e non figlio degli alberi e dei fiori.
Fatti coraggio
e fatti ancora sorella minore più saggia
àncora di salvataggio, miraggio
confidente di bambini e piccoli poeti
maestra di discipline notturne
capace di sedurre senza rapire
e di ferire senza fare del male.
Francesco Tontoli