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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi autore: Francesco Palmieri

Poesia sabbatica: “15”

14 sabato Mar 2026

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

15, Francesco Palmieri

-15-

*

non raccontiamoci più nulla (amore)

di chi sei stata

di chi sono stato

delle altre vite avute

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

*

non ci diciamo più

che già abbiamo amato e pianto

ma non ero io

non eri tu

chi ci prendeva

e poi ci ha lasciato andare

*

non raccontiamoci più (amore)

chi siamo stati

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

*

guardami nuovo

come io ti guardo nuova

*

guardami

non sono mai esistito

io sono nato adesso

*

dimmelo,

non sono mai esistita

io sono nata adesso

*

e io e te

un’altra vita ancora.

*

*

 Francesco Palmieri

 

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Poesia sabbatica: “Sentenza senz’appello”

07 sabato Mar 2026

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Sentenza senz'appello

 

Sentenza senz’appello

 

non riuscire a trattenere

lo smeraldo delle foglie,

questa la pena

 

arrendersi all’affondo delle rughe

allo sfibrarsi della pelle

al passo che non tiene più la strada

e rimanere indietro

all’allontanarsi delle spalle

di chi solo ieri

appena si reggeva sulle gambe

 

scoprire oltre il ritardo di saggezza

che semplicemente vivere

era già essere felici,

stare nell’essenziale di un respiro quotidiano

e ancora così lontano

il tempo di falce e mietitura

 

non riuscire a trattenere neanche un giorno,

questa la pena,

sapere l’impossibile risparmio delle ore

e noi a guardarci morire nello specchio

 

ad ogni singolo risveglio.

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “29”

28 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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29, Francesco Palmieri

 

29

*

Dio

io non lo so se davvero ci sei

se davvero ci sei stato padre e madre

se davvero ci vuoi bene

e per il nostro bene fai accadere ogni cosa

che persino il nostro male

è segno del tuo amore

*

io non so se davvero siedi

su qualche nuvola del cielo

e hai occhi sterminati,

uno per ogni nato a sostenerne il passo

sia quando siamo in piedi

sia quando poi cadiamo

*

io non so se davvero hai angeli guardiani

a dirci come salvare l’anima,

uno per ciascuno attento a sonno e veglia

e fino a che ci resta il fiato

o finisce il nostro tempo

perché si apra a noi il largo dell’eterno

*

Tu vedesti al sesto giorno che tutto era buono,

buona era la terra e buono era il cielo

e poi le acque e il mare, il sole e poi la luna,

gli uccelli alti in volo e gli animali al suolo,

il verde delle foreste e i colori a mille di erbe, frutta e fiori

*

e infine noi tuoi figli nutriti a latte e miele

con solo occhi aperti a incanti e meraviglie

e corpi intatti e sani per vivere per sempre

ignari alla fatica e al parto fra le doglie

*

e poi cos’è accaduto, che cosa ci ha perduto,

perché nel tuo giardino all’improvviso

grandine e neve a intirizzire carni e foglie,

la pioggia a devastare spighe

le zolle a farsi sabbia e deserto tutt’intorno

*

perché hai fatto brevi i nostri giorni lievi

quelli di noi bambini

ignari di  chi partiva per non tornare più

e non sapevamo ancora che ci fosse il bene e il male

e che vivere sarebbe stato un conto di giorni ed anni

per pelle che aggrinzisce o un accidente a caso

*

era forse non sapere il nostro essere felici?

era il non avere ancora visto

che il leone sbrana l’agnello,

che il sole scalda e incendia

e l’acqua disseta e affoga,

che chi ti sorrideva, ti volta poi le spalle,

che prima si è giovani fiori

e poi sterpaglia al fuoco,

che piove sull’ingiusto

ma s’infradicia anche il giusto?

*

Dio

io ancora non lo so se ci sei davvero

se davvero ci sei stato padre e madre

se davvero ci vuoi bene

ma com’è terribile il tuo silenzio

quando noi gridiamo forte

*

Dio, liberaci dal male.

*

ottobre 2025

*

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “21”

21 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri

 

21

*

è quando nella stanza entri tu

che è un fragore di onde su scogliere

l’esplodere di sole all’orizzonte

il correre del vento dentro ai boschi

il profumo dei dolci appena cotti

il liscio della seta sulla pelle

*

è quando te ne vai

che tornano ghiacce le pareti

la neve cade dal soffitto

e neanche è natale nel mese di dicembre,

il giro nella stanza è una piazza vuota

e in aria  volano stormi

perché è il tempo di migrare

*

ma questo è solo un gioco di parole

forse una poesia semplice

che avrei voluto scrivere, per te,

che non esisti

e per me che non ti cerco più.

*

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “7”

14 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

 

7

 

sei riuscita a far morire dentro

tutte le cose che erano per la vita,

tutte le cose che avrei voluto intatte

nell’attimo che il respiro va a morire

 

sei riuscita a cancellare il senso della sveglia,

la luce e poi la pioggia,

la neve che fa sembrare bello anche il natale,

ogni vigilia prima di andare al mare

 

divelte anche le ali

dell’angelo che a me sembrava il tuo esser donna

ed ombra anche la polpa

il lutto sopra al seno

 

ci sei riuscita a rendermi più secco della sabbia

una canna senza midollo, la linfa disseccata nelle vene

 

adesso il mio strato è ancora carne

ma sotto -se mi tocchi- non c’è niente.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta di prossima pubblicazione “Variazioni su un dolore solo”)

Qui dalla viva voce dell’autore

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Poesia sabbatica: “27”

07 sabato Feb 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

27

*

siamo noi

i consegnati al tempo

che indifferente ci consuma,

all’osso che si spezza

e alla carne che marcisce,

all’oltraggio dello specchio

che ci fa sempre più stranieri,

al passo più ambizioso

della gamba che si stanca,

al pensiero che domanda

e non trova le risposte,

al cuore che mai è pronto

alle ferite dell’amore,

all’anima che guarda al cielo

come fosse un angelo caduto,

*

siamo noi

i consegnati al tempo che non basta,

i Cristi nati per la  croce.

*

Pasqua 2025

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Hai spezzato il ramo” inedita)

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Poesia sabbatica: “8”

31 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Studi lirici (solo parole d'amore)

 

-8-

*

poi

*

il momento è giunto

*

ci siamo detti addio

*

non devi preoccuparti,

è solo un’altra fine,

continueremo a vivere

tu a oriente

io ad occidente

e non c’incontreremo più

*

non intristire gli occhi

lascia stare i pianti

i fiori che son morti

e il vuoto che da ora

bisogna attraversare

*

non preoccuparti amore

so già cosa sarai

*

sarai un altro sasso

portato sulle spalle.



*

Francesco Palmieri
*
(dalla raccolta “Studi lirici, solo parole d’amore” edizioni La Vita Felice)

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Poesia sabbatica: “amico che lontano…”

24 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

amico che lontano…

 

amico che lontano

 

tu nel respiro degli ulivi

io qui a milano

nella polvere sottile che mi uccide

(e non dire a precipizio:

il respiro degli ulivi? quali ulivi?

si vive tutti l’asfissia

che poesia non depura)

 

dammi un attimo di tregua,

fammi stare nel delirio

di un sogno di matita,

che io guardi dal patibolo

lo smeraldo delle foglie

impazzite di scirocco,

il discendere di sere

profumate di limone

 

non domando troppo tempo,

un salto appena

lo scatto di una posa

un colpo di grancassa

e rapido lo stoppo

 

poi sarà il silenzio lungo

ed io senza più speranza

 

e tu nemmeno .

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “-1- Mr. Hyde”

17 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Mr Hyde o del profondo abisso

 

1

 Mr. Hyde

 

non sto nell’ombra

io sono l’ombra

 

sto alla periferia del buio

nei vicoli stretti del mondo

qui

dove destino e dei

mi hanno recluso

 

non mi mostro

non mi vedi

 

sono la rabbia

dentro ai vestiti,

lo sguardo feroce

quando vengo ferito,

la lussuria più nuda

di una bestia in amore,

un cane, un leone,

la furia del morso

che uccide per fame

 

ho unghie e canini

peli duri e pugnali

 

non urtarmi per strada

non mi ridere in faccia

non graffiarmi la pelle

non sopporto catene

 

io cammino da solo

sono un lupo di roccia

puoi vedermi di notte

nero dritto sui tetti

puoi sentirmi di giorno

nel sottosuolo che bolle

io sono l’ombra,

sono il buio, la notte,

la parte nera del cuore

che senza luce né legge

sta gettato nel mondo.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Mr. Hyde o del profondo abisso”)

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Poesia sabbatica: “28”

10 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

28

*

quanto di ciò che era vita

ho perso senza più ritorno

(gli occhi pieni di meraviglia

quando al risveglio

il sole illuminava tutte le stanze

e l’inizio di giornata era pane e latte

e l’amico che bussava alla porta

per un altro gioco da incominciare)

*

quanto ho perso nell’accumulo degli anni

dove il tempo aggiunge sempre meno

e sempre più ti toglie

(cos’è rimasto dell’attesa d’amore

quando il rosso delle labbra

era fragole da mordere, i baci vento nei polmoni

ed ogni abbraccio un giuramento sacro per l’eterno

poi il vivere ce l’ha insegnato

che la frutta marcisce

che il vento può farsi tempesta e squasso

che l’abbraccio è un nodo lento che si disfa)

*

quanto è venuto del mondo gridato nelle piazze

credendoci davvero che sarebbe stato un mondo migliore

e invece ad ogni risveglio

si aggiorna il computo dei morti ammazzati

per gli scoppi, i colpi di fucile, il pane che manca

(e c’è sempre la fila di chi bussa per qualcosa da fare,

chi si fotografa al mare

e chi ha solo una finestra per viaggiare,

chi mette le mani nella cassaforte e chi nella spazzatura,

chi sa che morirà nel letto e chi sul ciglio di una strada)

*

infine rimane certo

che ogni uomo è prima un ragazzo che sogna

e poi un vecchio che ogni giorno lentamente muore.

*

*

settembre 2025

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta in via di scrittura “Hai spezzato il ramo”)

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Poesia sabbatica:”Lettera a mia figlia”

13 sabato Dic 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, Lettera a mia figlia

 

Lettera a mia figlia

 

se un giorno io morissi,

figlia mia, ti prego

piangi pure ma fa’ che sia breve

 

non dare a questa vita

(inganno di un eterno che non dura)

l’euforia oscena di chi nel palmo

nasconde il poker d’assi che ci umilia,

non darle da godere

la tua estorta pena

e se proprio non riesce

tu fa’ che sia breve,

trattala come faccio io

scrivendo l’impostura

sopra tutti i muri,

coi denti del mercante

che assaggia le monete

e non chiama oro

lo sfavillio del rame,

accordi d’amore canta

quando incontrerai l’amore

e fai volare alianti

quando ti sentirai vento,

ma non cerchiare zeri

al valore della vita

che è solamente l’uno,

il numero di ciascuno                                 

 

intanto ora vivo

continuo questa guerra

che finirà perduta,

ma ti prego in quell’istante

ascolta nel silenzio

le antiche cornamuse

che degli uomini raccontano

il coraggio e la battaglia

 

e poi dammi pure un bacio

ma fa’ che sia breve.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Divenire”, “Chi siamo”

06 sabato Dic 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie giovanili

 

DIVENIRE

 

il tempo

uccide i tronchi

uccide le gemme

divora il ferro

 

il tempo

ci sorprende

anche quando è notte

e vorremmo dormire,

anche quando

non si fa che invocare

la pietà delle stelle

 

il tempo ti annusa

t’insegue

ti riduce a brandelli

poi ti lascia per strada.

 

***

CHI SIAMO

 

chi siamo,

noi ragionatori d’universi lontani,

chi siamo,

noi evocatori di memorie divine

che niente hanno in comune

col guscio di carne e d’ossa

che ci veste,

noi con le ali potenti di cielo

che forse un giorno abbiamo avuto

se ora a volte urlano

cicatrici sulla schiena,

 

certo è difficile comprendere

quale sia la parte sulla scena

e se una parte poi vi sia

ma forse sarà vero

che esiliati siamo

da un mondo che è perduto

e lì certo

eravamo eterni e felici.

 

(1998)

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Poesie  giovanili”)

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Poesia sabbatica: “Salmo d’amore”

29 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Poesie giovanili, Salmo d'amore

 

SALMO D’AMORE

 

se mi dicessero,

vuoi che il mondo intero

parli di te e che il tuo nome

sia il nome pronunciato da tutti,

per rinnegare te…

 

se mi dicessero,

eccoti la terra,

sarà tua se la vorrai,

fino alla montagna più inaccessibile

fino all’abisso più profondo,

saranno tuoi i fiumi,

gli oceani vasti,

le vene d’oro e i diamanti preziosi,

e i fiori, le foglie e ogni frutto sulla terra,

per rinnegare te…

 

se mi offrissero

le nuvole del cielo

e il cielo stesso

e il sole rovente e perenne

e le stelle e i pianeti del cosmo

e l’universo intero

da oriente a occidente

da meridione a settentrione,

per rinnegare te…

  

se mi dicessero,

vuoi il segreto immortale

che non fa morire,

vuoi l’eternità degli angeli felici,

la verità che non tradisce mai,

per rinnegare te…

  

io direi non voglio

 

perché avendo te

 

sarebbe mio tutto il resto.

**

Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili”)

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Poesia sabbatica: “Tempo metropolitano”

22 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, Tempo metropolitano

 

TEMPO METROPOLITANO I

 

non c’è più infinito

in questa sera

già tutta morta,

in questa stanza

dove non importa

se sei solo

o c’è una moltitudine

 

e l’eternità, lo sai,

è il braccio breve

di questo giorno

che mai è certo

che avrà anche un domani

 

e non c’è più dio

e nemmeno un’altra vita

da che ci hanno convinto

che è tutto qui il paradiso

solo a poterlo comprare

 

arriverà anche la notte

e una sirena griderà alle stelle

parole di nulla

 

e sarà quella la tua voce.

 

Francesco Palmieri

(1987)

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Poesia sabbatica: “27-58”

15 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

27

 

strapparti dal mio luogo più remoto,

dallo strato ultimo prima dell’inesistenza,

dal lembo estremo prima di spirare

 

è stato estirpare alle radici,

sciogliere la stretta

che risparmiava la caduta,

il rovinio a valle che non frena

 

e quanto fragore,

i rami spezzati,

il tronco scorticato,

le foglie in agonia,

 

strapparti dal mio cielo

dov’eri astro e firmamento,

angelo superstite in camicetta e gonna,

è stato spegnere la luce,

rimanere al buio in questo mare

 

e non avere più una terra da toccare.

(dalla raccolta “Variazioni su un dolore solo” di pubblicazione prossima)

 

*

-58-

cerco una qualche ragione

un presagio nel cielo

un sussurro di Dio

l’annuncio cifrato

di avventi migliori

(e sui muri di calce

nascerebbero fiori,

il soffitto una festa

di mille colori

e tu coi capelli

sulla grazia del seno)

ma qui sulla terra è ancora rapina,

il cielo è una bocca che ha labbra cucite

ed io che scrivo col fiato sul vetro

un’estrema preghiera ai confini del mondo:

ascoltami Dio

Dio delle maree

Dio lontano mille pianeti

Dio degli astri

io quaggiù

vivo ancora perduto.

 

 Francesco Palmieri 

 

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Poesia sabbatica: “13 Al vivere”

08 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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13 Al vivere, Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

13

AL VIVERE

prima ti sei preso l’infanzia
…quando rondini festose sfrecciavano d’azzurro
intorno ai campanili puntati verso il cielo
dove si credeva dimorasse Dio
ed angeli a schiere, uno per ognuno,
a vigilare il passo a noi che avevamo ancora
un piede sulle nuvole e pensieri con le stelle…

poi anno dopo anno il sodo dei garretti
che correvano puledri
col vento alle criniere
nei giorni all’infinito
e nulla era mortale…

poi vennero gli istanti
del tempo che ti insegna
che qui non c’è durata ma spazi di stagione
che prima è seme e fiore
e poi frutto che aggrinzisce,
la polpa che marcisce

(e fu l’amore dolce di una ragazza azzurra
che diventando donna si fece cielo d’inverno)

e poi vennero anche i morti
che uno dopo l’altro
ti hanno lasciato solo
e infine lo hai capito
che qui sei solamente un numero
in fila per la strage…

adesso ti rimane il fiato
e ancora giorni da camminare,
mattinate al sole e il mare che respira,
il pane e il companatico
e un frutto per finire,
due occhi di ragazza con la gonna a fiori
a ricordarti che l’amore
è stato un gioco rosa,
un tempo dei miracoli
quando ad ogni morte
seguiva resurrezione
e infine il pensiero atroce
di un Cristo che spirato
mai più è sceso dalla croce…

se tu qualcosa hai dato,
l’hai poi strappato a brani,
rimane qualche residuo
ma senza le melodie altissime
di quando si credeva
di avere nelle tasche
l’amuleto portafortuna,
il rotolo lasciapassare
firmato da quel Dio
che per sentito dire
aveva fatto buone
la terra e tutte le cose.

febbraio 2023

 

Francesco Palmieri
(dalla raccolta inedita “Hai spezzato il ramo”

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Poesia sabbatica: “5”-“9”

01 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Frammenti, Francesco Palmieri

 

5

c’era ghiaccio stamattina

a pozze

 

e foglie sgretolate

gli alberi più spogli

 

appena un po’ di luce

sui tetti delle case

 

ed io

da uno spicchio di luna

a cercarmi qui a terra

dove a cumuli, ad anni,

fuggono fiori e stagioni

 

ed io una forma a svanire

su un pianeta qualunque.

 

***

9

 

è che non ha cura il vivere

è un male terminale

un non poterci nulla

 

perché lo sai che il tempo

è quello che hai perduto

quello che non ti basta

quel che ne resta appena.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

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Poesia sabbatica: “24”

25 sabato Ott 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

24, Francesco Palmieri

 

24

non ho più neanche un pianto

e nemmeno il balzo

di un passero nel vento

*

non ho più un orizzonte

a cui vorrei arrivare

e nemmeno un oltre

dove c’è Dio ad aspettare

*

e non mi sconvolge

il pensiero che un giorno sconosciuto

sarò un altro corpo morto

non più di questa terra

ma in un lontano cielo

o da nessuna parte

*

è  che stanca il vivere

quando capisci infine

che giorno dopo giorno

vivere è un togliere

a quel tuo respiro immenso

di quando da bambino

lanciavi i tuoi sogni in cielo

ed era ogni tuo grido

il ruggito di un leone.

*

novembre 2024

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Hai spezzato il ramo”)

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Poesia sabbatica: “134” e “155”

18 sabato Ott 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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134, 150, Francesco Palmieri

 

134

 

 

 

ho gettato una moneta

 

nell’acqua di una fonte

 

chiamando te per nome

 

come in un desiderio

 

quando piovono comete

 

 

 

ma tu

 

-di silenzio e assenza-

 

 

 

l’hai fatta peso e pietra

 

che cade in un abisso.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

-155-

 

 

 

ed io e te

 

saremo una carne sola

 

ci fu detto

 

e noi fummo felici,

 

io sangue del tuo sangue

 

tu sangue del mio sangue,

 

tu l’occhio destro

 

io l’occhio sinistro

 

e orecchie di una sola testa

 

gambe e braccia di un solo tronco

 

 

 

sarete una carne sola

 

ci fu detto

 

e noi fummo felici

 

 

 

ma fu allora un dio

 

(o chi per lui)

 

che disse una bugia.

 

 

 

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “22”

11 sabato Ott 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-22-

 

a volte ci penso

alle cento e più vite

che forse avrei avuto,

alle cento e più persone

che forse sarei stato,

ai mille e più paesi

che avrei abitato

 

(ma quanto è in secondi

che si decide la tua mano

e che si vinca o si perda

tu ci lasci la vita)

 

e allora io penso a chi sono ora

a colui che mai sono stato

a quell’uomo mai nato

che ogni giorno è un buon giorno,

che si affaccia al balcone

ed ogni strada gli è casa,

che si vive la vita

e non vuole altre vite

 

a volte lo penso

e mi sembra felice.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Biografie” – edizioni Terra d’ulivi)

 

 

 

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