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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi autore: Francesco Palmieri

Poesia sabbatica: “8”

31 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Studi lirici (solo parole d'amore)

 

-8-

*

poi

*

il momento è giunto

*

ci siamo detti addio

*

non devi preoccuparti,

è solo un’altra fine,

continueremo a vivere

tu a oriente

io ad occidente

e non c’incontreremo più

*

non intristire gli occhi

lascia stare i pianti

i fiori che son morti

e il vuoto che da ora

bisogna attraversare

*

non preoccuparti amore

so già cosa sarai

*

sarai un altro sasso

portato sulle spalle.



*

Francesco Palmieri
*
(dalla raccolta “Studi lirici, solo parole d’amore” edizioni La Vita Felice)

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Poesia sabbatica: “amico che lontano…”

24 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

amico che lontano…

 

amico che lontano

 

tu nel respiro degli ulivi

io qui a milano

nella polvere sottile che mi uccide

(e non dire a precipizio:

il respiro degli ulivi? quali ulivi?

si vive tutti l’asfissia

che poesia non depura)

 

dammi un attimo di tregua,

fammi stare nel delirio

di un sogno di matita,

che io guardi dal patibolo

lo smeraldo delle foglie

impazzite di scirocco,

il discendere di sere

profumate di limone

 

non domando troppo tempo,

un salto appena

lo scatto di una posa

un colpo di grancassa

e rapido lo stoppo

 

poi sarà il silenzio lungo

ed io senza più speranza

 

e tu nemmeno .

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “-1- Mr. Hyde”

17 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Mr Hyde o del profondo abisso

 

1

 Mr. Hyde

 

non sto nell’ombra

io sono l’ombra

 

sto alla periferia del buio

nei vicoli stretti del mondo

qui

dove destino e dei

mi hanno recluso

 

non mi mostro

non mi vedi

 

sono la rabbia

dentro ai vestiti,

lo sguardo feroce

quando vengo ferito,

la lussuria più nuda

di una bestia in amore,

un cane, un leone,

la furia del morso

che uccide per fame

 

ho unghie e canini

peli duri e pugnali

 

non urtarmi per strada

non mi ridere in faccia

non graffiarmi la pelle

non sopporto catene

 

io cammino da solo

sono un lupo di roccia

puoi vedermi di notte

nero dritto sui tetti

puoi sentirmi di giorno

nel sottosuolo che bolle

io sono l’ombra,

sono il buio, la notte,

la parte nera del cuore

che senza luce né legge

sta gettato nel mondo.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Mr. Hyde o del profondo abisso”)

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Poesia sabbatica: “28”

10 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

28

*

quanto di ciò che era vita

ho perso senza più ritorno

(gli occhi pieni di meraviglia

quando al risveglio

il sole illuminava tutte le stanze

e l’inizio di giornata era pane e latte

e l’amico che bussava alla porta

per un altro gioco da incominciare)

*

quanto ho perso nell’accumulo degli anni

dove il tempo aggiunge sempre meno

e sempre più ti toglie

(cos’è rimasto dell’attesa d’amore

quando il rosso delle labbra

era fragole da mordere, i baci vento nei polmoni

ed ogni abbraccio un giuramento sacro per l’eterno

poi il vivere ce l’ha insegnato

che la frutta marcisce

che il vento può farsi tempesta e squasso

che l’abbraccio è un nodo lento che si disfa)

*

quanto è venuto del mondo gridato nelle piazze

credendoci davvero che sarebbe stato un mondo migliore

e invece ad ogni risveglio

si aggiorna il computo dei morti ammazzati

per gli scoppi, i colpi di fucile, il pane che manca

(e c’è sempre la fila di chi bussa per qualcosa da fare,

chi si fotografa al mare

e chi ha solo una finestra per viaggiare,

chi mette le mani nella cassaforte e chi nella spazzatura,

chi sa che morirà nel letto e chi sul ciglio di una strada)

*

infine rimane certo

che ogni uomo è prima un ragazzo che sogna

e poi un vecchio che ogni giorno lentamente muore.

*

*

settembre 2025

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta in via di scrittura “Hai spezzato il ramo”)

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Poesia sabbatica:”Lettera a mia figlia”

13 sabato Dic 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, Lettera a mia figlia

 

Lettera a mia figlia

 

se un giorno io morissi,

figlia mia, ti prego

piangi pure ma fa’ che sia breve

 

non dare a questa vita

(inganno di un eterno che non dura)

l’euforia oscena di chi nel palmo

nasconde il poker d’assi che ci umilia,

non darle da godere

la tua estorta pena

e se proprio non riesce

tu fa’ che sia breve,

trattala come faccio io

scrivendo l’impostura

sopra tutti i muri,

coi denti del mercante

che assaggia le monete

e non chiama oro

lo sfavillio del rame,

accordi d’amore canta

quando incontrerai l’amore

e fai volare alianti

quando ti sentirai vento,

ma non cerchiare zeri

al valore della vita

che è solamente l’uno,

il numero di ciascuno                                 

 

intanto ora vivo

continuo questa guerra

che finirà perduta,

ma ti prego in quell’istante

ascolta nel silenzio

le antiche cornamuse

che degli uomini raccontano

il coraggio e la battaglia

 

e poi dammi pure un bacio

ma fa’ che sia breve.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Divenire”, “Chi siamo”

06 sabato Dic 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie giovanili

 

DIVENIRE

 

il tempo

uccide i tronchi

uccide le gemme

divora il ferro

 

il tempo

ci sorprende

anche quando è notte

e vorremmo dormire,

anche quando

non si fa che invocare

la pietà delle stelle

 

il tempo ti annusa

t’insegue

ti riduce a brandelli

poi ti lascia per strada.

 

***

CHI SIAMO

 

chi siamo,

noi ragionatori d’universi lontani,

chi siamo,

noi evocatori di memorie divine

che niente hanno in comune

col guscio di carne e d’ossa

che ci veste,

noi con le ali potenti di cielo

che forse un giorno abbiamo avuto

se ora a volte urlano

cicatrici sulla schiena,

 

certo è difficile comprendere

quale sia la parte sulla scena

e se una parte poi vi sia

ma forse sarà vero

che esiliati siamo

da un mondo che è perduto

e lì certo

eravamo eterni e felici.

 

(1998)

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Poesie  giovanili”)

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Poesia sabbatica: “Salmo d’amore”

29 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Poesie giovanili, Salmo d'amore

 

SALMO D’AMORE

 

se mi dicessero,

vuoi che il mondo intero

parli di te e che il tuo nome

sia il nome pronunciato da tutti,

per rinnegare te…

 

se mi dicessero,

eccoti la terra,

sarà tua se la vorrai,

fino alla montagna più inaccessibile

fino all’abisso più profondo,

saranno tuoi i fiumi,

gli oceani vasti,

le vene d’oro e i diamanti preziosi,

e i fiori, le foglie e ogni frutto sulla terra,

per rinnegare te…

 

se mi offrissero

le nuvole del cielo

e il cielo stesso

e il sole rovente e perenne

e le stelle e i pianeti del cosmo

e l’universo intero

da oriente a occidente

da meridione a settentrione,

per rinnegare te…

  

se mi dicessero,

vuoi il segreto immortale

che non fa morire,

vuoi l’eternità degli angeli felici,

la verità che non tradisce mai,

per rinnegare te…

  

io direi non voglio

 

perché avendo te

 

sarebbe mio tutto il resto.

**

Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili”)

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Poesia sabbatica: “Tempo metropolitano”

22 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, Tempo metropolitano

 

TEMPO METROPOLITANO I

 

non c’è più infinito

in questa sera

già tutta morta,

in questa stanza

dove non importa

se sei solo

o c’è una moltitudine

 

e l’eternità, lo sai,

è il braccio breve

di questo giorno

che mai è certo

che avrà anche un domani

 

e non c’è più dio

e nemmeno un’altra vita

da che ci hanno convinto

che è tutto qui il paradiso

solo a poterlo comprare

 

arriverà anche la notte

e una sirena griderà alle stelle

parole di nulla

 

e sarà quella la tua voce.

 

Francesco Palmieri

(1987)

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Poesia sabbatica: “27-58”

15 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

27

 

strapparti dal mio luogo più remoto,

dallo strato ultimo prima dell’inesistenza,

dal lembo estremo prima di spirare

 

è stato estirpare alle radici,

sciogliere la stretta

che risparmiava la caduta,

il rovinio a valle che non frena

 

e quanto fragore,

i rami spezzati,

il tronco scorticato,

le foglie in agonia,

 

strapparti dal mio cielo

dov’eri astro e firmamento,

angelo superstite in camicetta e gonna,

è stato spegnere la luce,

rimanere al buio in questo mare

 

e non avere più una terra da toccare.

(dalla raccolta “Variazioni su un dolore solo” di pubblicazione prossima)

 

*

-58-

cerco una qualche ragione

un presagio nel cielo

un sussurro di Dio

l’annuncio cifrato

di avventi migliori

(e sui muri di calce

nascerebbero fiori,

il soffitto una festa

di mille colori

e tu coi capelli

sulla grazia del seno)

ma qui sulla terra è ancora rapina,

il cielo è una bocca che ha labbra cucite

ed io che scrivo col fiato sul vetro

un’estrema preghiera ai confini del mondo:

ascoltami Dio

Dio delle maree

Dio lontano mille pianeti

Dio degli astri

io quaggiù

vivo ancora perduto.

 

 Francesco Palmieri 

 

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Poesia sabbatica: “13 Al vivere”

08 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

13 Al vivere, Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

13

AL VIVERE

prima ti sei preso l’infanzia
…quando rondini festose sfrecciavano d’azzurro
intorno ai campanili puntati verso il cielo
dove si credeva dimorasse Dio
ed angeli a schiere, uno per ognuno,
a vigilare il passo a noi che avevamo ancora
un piede sulle nuvole e pensieri con le stelle…

poi anno dopo anno il sodo dei garretti
che correvano puledri
col vento alle criniere
nei giorni all’infinito
e nulla era mortale…

poi vennero gli istanti
del tempo che ti insegna
che qui non c’è durata ma spazi di stagione
che prima è seme e fiore
e poi frutto che aggrinzisce,
la polpa che marcisce

(e fu l’amore dolce di una ragazza azzurra
che diventando donna si fece cielo d’inverno)

e poi vennero anche i morti
che uno dopo l’altro
ti hanno lasciato solo
e infine lo hai capito
che qui sei solamente un numero
in fila per la strage…

adesso ti rimane il fiato
e ancora giorni da camminare,
mattinate al sole e il mare che respira,
il pane e il companatico
e un frutto per finire,
due occhi di ragazza con la gonna a fiori
a ricordarti che l’amore
è stato un gioco rosa,
un tempo dei miracoli
quando ad ogni morte
seguiva resurrezione
e infine il pensiero atroce
di un Cristo che spirato
mai più è sceso dalla croce…

se tu qualcosa hai dato,
l’hai poi strappato a brani,
rimane qualche residuo
ma senza le melodie altissime
di quando si credeva
di avere nelle tasche
l’amuleto portafortuna,
il rotolo lasciapassare
firmato da quel Dio
che per sentito dire
aveva fatto buone
la terra e tutte le cose.

febbraio 2023

 

Francesco Palmieri
(dalla raccolta inedita “Hai spezzato il ramo”

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Poesia sabbatica: “5”-“9”

01 sabato Nov 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Frammenti, Francesco Palmieri

 

5

c’era ghiaccio stamattina

a pozze

 

e foglie sgretolate

gli alberi più spogli

 

appena un po’ di luce

sui tetti delle case

 

ed io

da uno spicchio di luna

a cercarmi qui a terra

dove a cumuli, ad anni,

fuggono fiori e stagioni

 

ed io una forma a svanire

su un pianeta qualunque.

 

***

9

 

è che non ha cura il vivere

è un male terminale

un non poterci nulla

 

perché lo sai che il tempo

è quello che hai perduto

quello che non ti basta

quel che ne resta appena.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

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Poesia sabbatica: “24”

25 sabato Ott 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

24, Francesco Palmieri

 

24

non ho più neanche un pianto

e nemmeno il balzo

di un passero nel vento

*

non ho più un orizzonte

a cui vorrei arrivare

e nemmeno un oltre

dove c’è Dio ad aspettare

*

e non mi sconvolge

il pensiero che un giorno sconosciuto

sarò un altro corpo morto

non più di questa terra

ma in un lontano cielo

o da nessuna parte

*

è  che stanca il vivere

quando capisci infine

che giorno dopo giorno

vivere è un togliere

a quel tuo respiro immenso

di quando da bambino

lanciavi i tuoi sogni in cielo

ed era ogni tuo grido

il ruggito di un leone.

*

novembre 2024

*

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Hai spezzato il ramo”)

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Poesia sabbatica: “134” e “155”

18 sabato Ott 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

134, 150, Francesco Palmieri

 

134

 

 

 

ho gettato una moneta

 

nell’acqua di una fonte

 

chiamando te per nome

 

come in un desiderio

 

quando piovono comete

 

 

 

ma tu

 

-di silenzio e assenza-

 

 

 

l’hai fatta peso e pietra

 

che cade in un abisso.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

-155-

 

 

 

ed io e te

 

saremo una carne sola

 

ci fu detto

 

e noi fummo felici,

 

io sangue del tuo sangue

 

tu sangue del mio sangue,

 

tu l’occhio destro

 

io l’occhio sinistro

 

e orecchie di una sola testa

 

gambe e braccia di un solo tronco

 

 

 

sarete una carne sola

 

ci fu detto

 

e noi fummo felici

 

 

 

ma fu allora un dio

 

(o chi per lui)

 

che disse una bugia.

 

 

 

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: “22”

11 sabato Ott 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-22-

 

a volte ci penso

alle cento e più vite

che forse avrei avuto,

alle cento e più persone

che forse sarei stato,

ai mille e più paesi

che avrei abitato

 

(ma quanto è in secondi

che si decide la tua mano

e che si vinca o si perda

tu ci lasci la vita)

 

e allora io penso a chi sono ora

a colui che mai sono stato

a quell’uomo mai nato

che ogni giorno è un buon giorno,

che si affaccia al balcone

ed ogni strada gli è casa,

che si vive la vita

e non vuole altre vite

 

a volte lo penso

e mi sembra felice.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Biografie” – edizioni Terra d’ulivi)

 

 

 

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Poesia sabbatica: “O Padre nostro” di Dante Alighieri

04 sabato Ott 2025

Posted by Francesco Palmieri in La società, Podcast, POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Dante Alighieri, Francesco Palmieri, Maria Allo

 

Questo post aderisce all’iniziativa Contro ogni guerra

Introduzioni di Maria Allo

Lettura di Francesco Palmieri

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2025/10/voce-091.m4a

 

Purgatorio

 

XI ,1-24

Con questa reinterpretazione del Pater Noster, le riflessioni di Dante assumono una matrice francescana, richiamando esplicitamente il Cantico delle Creature. Esse non si concentrano sull’individuo, bensì abbracciano l’intera umanità, come chiaramente evidenziato nell’ultima terzina (vv. 22-26).

 

«O Padre nostro, che ne’ cieli stai,

non circunscritto, ma per più amore

ch’ai primi effetti di là sù tu hai,

 

laudato sia ‘l tuo nome e ‘l tuo valore

da ogni creatura, com’è degno

di render grazie al tuo dolce vapore.

 

Vegna ver’ noi la pace del tuo regno,

ché noi ad essa non potem da noi,

s’ella non vien, con tutto nostro ingegno.

 

Come del suo voler li angeli tuoi

fan sacrificio a te, cantando osanna,

così facciano li uomini de’ suoi.

 

Dà oggi a noi la cotidiana manna,

sanza la qual per questo aspro diserto

a retro va chi più di gir s’affanna.

 

E come noi lo mal ch’avem sofferto

perdoniamo a ciascuno, e tu perdona

benigno, e non guardar lo nostro merto.

 

Nostra virtù che di legger s’adona,

non spermentar con l’antico avversaro,

ma libera da lui che sì la sprona.

 

Quest’ultima preghiera, segnor caro,

già non si fa per noi, ché non bisogna,

ma per color che dietro a noi restaro».

 

Il valore della preghiera e del rito che ne accompagna la recitazione emerge in tutta la sua chiarezza: rappresenta il cuore della proposta francescana, che invita l’umanità a elevarsi e a riconoscere con consapevolezza i propri limiti. È un’umiltà che si rivela grande proprio per la sua capacità di superare la vanità e i rapporti umani deteriorati che essa genera, scegliendo invece di incarnare valori profondi. L’essere umano raggiunge il simbolico stato di “angelica farfalla” solo nel momento in cui abbandona l’illusione di autosufficienza, scoprendo il bisogno dell’aiuto divino e della solidarietà tra gli uomini. Un bisogno che le anime incontrate da Dante non seppero cogliere nella loro vita terrena.

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Poesia sabbatica: “L’Occidente”

27 sabato Set 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, L'Occidente

 

L’OCCIDENTE

 

noi, che abbiamo stracciato ogni cielo

e non abbiamo più un cielo

dove appuntare una sola speranza

 

noi, che abbiamo aperto sportelli

nelle foreste d’amazzonia

e sepolto nel cemento perenne

i coralli rossi del pacifico,

che abbiamo spezzato in due

totem chiese e cattedrali

per innalzare i minareti di fumo

dei muezzin di tutte le americhe

 

noi, che urtiamo uomini per strada

e non sappiamo più leggere

il tuo e il mio dolore più grande,

che viviamo a colori,

che risorgiamo quando è vacanza

e torniamo a morire appena è finita,

che mangiamo a colazione pranzo e cena

e digeriamo a fatica,

che accogliamo gente

in case da mostrare alla gente

 

noi, forse moriremo tutti

o forse siamo già tutti morti.  

 

(1987)

Francesco Palmieri 

da “Poesie giovanili e sparse” raccolta inedita

*

QUI la lettura A viva voce dell’autore.

 

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Poesia sabbatica: “20”

20 sabato Set 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-20-

 

trovassi le parole

per disfare cielo e terra

e dire a questo buio

che sia fatta luce

e luce sia

 

separare il chiaro dallo scuro

il greve dal leggero

i vivi dal morire

e mai morti i vivi

i morti tutti altrove

distanti ad anni luce

da non saperne nulla

 

trovassi le parole

per fermare il tempo

fissare nella carne

l’estate che fa belli

il liscio della pelle

di pesche morse a maggio

il fermo della quercia

piantato nelle gambe

 

e scordare mesi ed anni

che uno dopo uno

si fanno tempo in meno

e sempre hanno in fondo

la pena di chi è polvere

e polvere tornerà

 

trovassi parole forti

da dire ogni mattina

quando nello specchio

non posso più mentire,

quando nello specchio

vedo me morire.

*
*
Francesco Palmieri
*
(dalla raccolta edita “Biografie” –  edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “A nostra insaputa”

13 sabato Set 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

A nostra insaputa

 

sto parlando da solo

in questa clausura di terra,

a ricordare fra le pieghe

che un certo giorno

dovrò morire

*       

(per esaurimento d’anni

un guasto nella carne

il passare a caso

dove sarà fatale

e tutti a dire,

poverino, forse era destino)

*       

in un modo o in un altro

non c’è verso di passare la mano,

di negarsi al calice ed al fiele,

e si andrà fino al fondo,

 *      

avrei voluto essere là

quando divinità giganti

contrattavano tempo e luogo

per noi che ignari

dovevamo arrivare

 *

(bambini chiassosi in colonia d’estate)

 *

avrei voluto guardarle in faccia,

le divinità giganti,

mentre si giocavano a dadi

 *

l’anima, la carne,

lo strazio infinito

dei giorni contati.

     *   

Francesco Palmieri

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa”  Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Dopo la fine, cinico”

06 sabato Set 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Dopo la fine, cinico

 

cosa vuoi che facciano

le parole che tu dici,

altri di te più intonati

hanno soffiato nelle trombe

e il muro non è caduto

 

svaniti angeli ed arcangeli

ora agonie di sabbia

predoni e scorrerie

bancarelle di mercati sempre aperti

danzatrici dal ventre levigato

con l’ombretto ed il mascara

la lussuria in mezzo ai seni

 *     

io allo stremo

tempero una piuma

fingo contatti extraterrestri

mi travesto con il saio

per la predica e la messa

 *

ma cosa vuoi che facciano

le parole che tu dici,

altro uditorio forse

o forse un’altra vita

 

che questa non può più.

 

Francesco Palmieri
*
(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa“, Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “19”

28 sabato Giu 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-19-

 

siamo vivi

 

se mi arriva da fuori

la luce di un giugno

che prepara all’estate,

se la ragazza in amore

corre incontro al ragazzo

poi si baciano e volano

nel loro cielo al mattino

(poca strada già fatta

pochi inciampi in memoria

tanti anni a venire

tutta intera la vita)

 

siamo vivi qui

fra questo rosso di rosa

e il celeste che spiove

 

e non penso all’eterno

che nulla aggiunge ai miei giorni

ché si muore comunque

dentro o fuori una chiesa,

 

siamo vivi qui ed ora

ed è qui

ed è ora

che sarei stato in salvo

se solo avesse bussato

la mano immensa di un dio.

 

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Biografie” Terra d’ulivi edizioni)

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