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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi autore: Francesco Palmieri

Poesia sabbatica: 13

05 sabato Ott 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Frammenti, Francesco Palmieri

 

13

 

 

trattenermi

trattenerti

com’è difficile per noi

che abbiamo eliche sulle spalle

ali che all’improvviso rotano

 

(per uno squarcio azzurro tra le nubi

per un lampo appena a ciel sereno

per carne o cuore che mai s’acquieta,

perché se un dio muore

ne arriva un altro che ne fa le veci,

perché ha un odore marcio

ciò che è morto

e noi abbiamo fame del risorto)

 

lo so

sarebbe bello poter dire:

ecco, sono arrivato,

da qui non parto più

 

ma chi lo sa

se un’agenzia stellare

subdola o infernale

ha omesso sul biglietto

data e destinazione

 

solo punti di sospensione

le tappe e le stazioni

l’orario di partenze e mai l’arrivo

 

(ed itaca non c’è

atlantide è scomparsa

 

e viviamo noi perduti

noi senza più astri

sul bordo delle ciglia).

 

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

 

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Poesia sabbatica: “Presentendo la sera”

28 sabato Set 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, il male nascosto

 

 

PRESENTENDO LA SERA

 

me ne sto andando

in uno scadere d’anni

(quando si comincia a morire,

a cinquanta, sessanta,

a settant’anni,

o quando a un compleanno

lo sai che non c’è tempo

per passi troppo lunghi

la vista più lontano)

 

che importa

se ancora avrò stagioni,

se soffierò candele

sui troppi giorni spesi,

su qualche storia in fronte

e troppi vuoti di memoria

 

(ma c’ è ancora nella carne

un guizzo d’ascensione,

la voglia all’improvviso

di stare nel tuo odore,

a te donna che passi

vestendo il sole addosso,

a te che sei polpa e pelle

più vera di ogni stella)

 

me ne sto andando

come lo stormo a ottobre

i giorni più corti

la foglia che trema

la luce che sviene

oltre i tetti e le cime

 

(ma il passero in volo

sa già d’altro sole,

ha linee di cielo

ricamate negli occhi,

non io che a terra

mi arrendo alla sera,

che ho i passi contati

di un tempo a scadere,

e la fine verrà, sarà fine,

sarà il sonno e l’inverno,

parlerò coi miei morti

nell’insonnia e la notte

e un mattino qualunque

non aprirò più la porta)

 

intanto io aspetto

che un dio mi sorprenda,

che faccia cadere

sul mio letto le rose.

 

 FRANCESCO PALMIERI

(tratta dalla raccolta “Il male nascosto“, Terra d’ulivi edizioni, 2016)

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Poesia sabbatica: “Sentenza senz’appello”

21 sabato Set 2024

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Sentenza senz’appello

 

non riuscire a trattenere

lo smeraldo delle foglie,

questa la pena

 

arrendersi all’affondo delle rughe

allo sfibrarsi della pelle

al passo che non tiene più la strada

e rimanere indietro

all’allontanarsi delle spalle

di chi solo ieri

appena si reggeva sulle gambe

 

scoprire oltre il ritardo di saggezza

che semplicemente vivere

era già essere felici,

stare nell’essenziale di un respiro quotidiano

e ancora così lontano

il tempo della falce e mietitura

 

non riuscire a trattenere neanche un giorno,

questa la pena,

sapere l’impossibile risparmio delle ore

e noi a guardarci morire nello specchio

 

ad ogni singolo risveglio.

 

 

Francesco Palmieri

 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Edizioni Terra d’ulivi)

 

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Poesia sabbatica: “Me ne sto fuori”

14 sabato Set 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Me ne sto fuori

  

non che io trafitto

mi sia seduto al bordo

 

(lo sai, ho corso in anni,

in anni ho sopportato assalti ed ombre,

in anni più di una sortita in fondo al molo

perché era oltre il mare e me l’approdo

e non barche, neanche un equipaggio per il viaggio,

solo rottami e vele, valigie sugli scogli)

 

non che io trafitto

piagnucoli un perdono

 

(conosci quanti altari ho costruito

e sai l’offerta di agnelli e di colombe

a farsi fumo in cielo, cenere a terra)

 

tu sai che colpa è il vivere

e vivere espiazione

e allora quale perdono

a chi chiedere perdono

 

è solo un uscire dalla vista

chiudere la porta alle mie spalle

aprire di un quaderno il primo foglio

 

e scrivere il dolore che ci tocca.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Edizioni Terra d’ulivi)

 

 

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Poesia sabbatica: [quando ti troverò]

07 sabato Set 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

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Francesco Palmieri, Poesie giovanili

 

[quando ti troverò]

 

quando ti troverò amore

tu non volterai lo sguardo

da un’altra parte

 

quando ti troverò

tu non mi lascerai solo

nella strada

né ti nasconderai più

perché io ti rincorra

a perdifiato nella gola

 

quando ti troverò amore

tu non avrai un segreto

da nascondere,

tu non avrai segreti,

 

tu non giocherai

al gatto e al topo

e non sarai tu il gatto

non sarò io il topo

 

quando ti troverò amore

sarà una giornata d’estate

e ci saranno i fiori nei giardini,

il vento profumerà di rose

e brillerà il sole

negli occhi tuoi d’estate

e di fiori

 

quando ti troverò amore

tu mi chiamerai per nome

ed io ti chiamerò per nome

 

e per tutto il giorno

noi non ci lasceremo mai

noi non ci lasceremo più.

 

 FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili”)

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Poesia sabbatica: “14”

22 sabato Giu 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Mr Hyde o del profondo abisso

 

14

 

è caduta così tanta neve

che sono ghiacce le vene

 

e così lungo l’inverno, così lungo,

 

 

è caduta così tanta acqua

che tutta la terra è un mare di sale

 

e non ho che morte colombe

non un’isola, un monte,

un ramo appena che regga

 

ho perduto così tante lettere

(e vocali e respiro)

che non ho più parole

una frase che salvi

un  messaggio d’altrove.

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta inedita “Mr Hyde o del profondo abisso”)

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Poesia sabbatica: “Lamento di Ulisse”

15 sabato Giu 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, Lamento di Ulisse

 

Lamento di Ulisse

 

(infine    

era questo l’approdo

 

non riposo di ulivi

né carne di sposa,

solo lame, coltelli

ancora la guerra,

 

ed è già tutto visto)

 

ho di fronte altro mare

e una barca per salpare

(se schioccassi le mie dita

vele stese, acqua ai remi)

 

ma dove riva, scoglio,

l’anfratto sconosciuto,

il varco e poi le stelle

 

e l’immenso che mi accoglie.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: -18-Lettere dal fronte occidentale di questa guerra persa”

08 sabato Giu 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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-18-Lettere dal fronte occidentale di questa guerra persa, Francesco Palmieri

 

18

Lettere dal fronte occidentale di questa guerra persa*

 

carissimo,

 

ti scrivo qualche ultima lettera

dal fronte di questa guerra persa

 

ricordi la fanfara che ci accompagnò

al treno destinato al campo di battaglia?

ricordi i fiori sulla strada, le grida e i fazzoletti

come quando è festa e suonano le campane?

 

noi credevamo di andare a scrivere le storie

che iniziano col dire c’era una volta

e dovevano finire col vissero per sempre

felici e contenti com’era nei racconti della buonanotte,

 

sì, c’erano anche gli orchi e le cattive streghe,

i re malvagi e i ladroni con le armi in mano

ma era sempre il buono a vincere la sfida,

 

e a noi arrivati al fronte cos’è accaduto?

abbiamo visto il  cielo accendersi d’argento

ma non erano le stelle di natale, erano bombe,

e poi le case a sgretolarsi, la carne fatta a pezzi,

i morti così tanti che non li conto più

e morire sembra più normale che nascere in una culla,

 

allora non sapevamo leggere e il mondo ci era raccontato

da chi dicevano maestro e ancora da padri e madri

che ci hanno evitato il brivido di chi già conosceva

il fondo degli abissi, il mondo quello vero,

 

sapevano che ci sarebbe stato il male dell’amore,

la crudeltà del cielo quand’è disabitato

e la fatica aspra di chi cammina a terra,

l’atrocità di gente che non ha in orrore il sangue

e il vivere e morire è un calcolo indecente di ricavi e perdite

 

noi che ne sapevamo che s’invecchia e muore,

non contavamo il tempo ed ogni compleanno era una festa

e non ci sembrava strano che sulla nostra torta morivano candele,

non ci diceva nulla il crescere del bianco fra i capelli delle madri,

il passo un po’ più stanco del padre che tornava a sera,

il frutto che marciva, il fiore che appassiva,

 

non so se sarò vivo quando mi leggerai,

non so se ti troverò sveglio o per sempre addormentato,

ma dobbiamo dircelo che siamo stati traditi

da chi ci ha fatto nascere con l’immenso nella testa,

le stelle dentro agli occhi, l’eterno ai giorni dell’inizio

e l’innocenza azzurra di noi tutti bambini a giocare nei cortili

 

intanto resistiamo senza aggiungere altro male al male

e arriviamo all’ultimo secondo solo con qualche peccato veniale,

 

cerchiamo di restare umani,

almeno per il tempo della vita che ancora ci rimane.

 

(ispirato al romanzo di E. M. Remarque “Niente di nuovo sul fronte occidentale”)

 

FRANCESCO PALMIERI

dicembre 2023

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Poesia sabbatica: “Il male nascosto”

01 sabato Giu 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, il male nascosto

 

Il male nascosto 

 

mai ti mostrerò le mie ferite

 

(e il piatto da lavare nel lavello

la polvere che cresce già nell’angolo

il libri aperti e chiusi ad uno ad uno

perché non c’è parola che mi salvi)

 

vedrai con i tuoi occhi il corpo intatto

il nodo fatto bene alla cravatta

il viso che sorride senza barba

ed io che dico in chiaro: tutto bene

 

(e no, tu non saprai

che sotto alla mia giacca

ho sempre una camicia

con uno squarcio netto in mezzo petto).

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Il male nascosto” Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Fra cielo e terra”

25 sabato Mag 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, POESIA

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Francesco Palmieri, il male nascosto

 

FRA CIELO E TERRA

 

inadatto,

come i pesci in aria

i passeri in mare,

come gli angeli sotterra

e i demoni in cielo,

 

incompiuto,

come una parola taciuta

una frase spezzata

il viaggio affondato

da una furia di vento

 

(ed era veleggio d’azzurro

verso l’unica spiaggia

che valesse la pena,

una terra promessa

dove latte era l’acqua

ogni frutto di miele)

 

sfigurato,

in questo corpo di creta

che si spacca nel sole

e il respiro impazzito

che vuol fuggire nell’aria

 

io mezzo uomo

mezzo figlio bastardo

di un dio voluto e perduto

 

comunque sbagliato

 

io di cielo

io a terra.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Il male nascosto” – Edizioni Terra d’ulivi)

 

 

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Poesia sabbatica: -27-

18 sabato Mag 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

-27-, Francesco Palmieri

 

-27-

 

è stato lungo il viaggio

per arrivare a te

(ho avuto contro il vento

ho avuto contro il tempo

e a maledirmi un dio

quando ho spiegato vele)

 

ho attraversato mari

e vuoti siderali,

bevuto fino in fondo

l’abisso nei bicchieri,

provato ad ogni morte

un po’ della mia morte

 

ho disserrato il cuore

per canto di sirene

(era appena gonna

tirata sul ginocchio,

un’ombra di rossetto

e fragole alla bocca)

 

ma ancora il ripartire,

il ritornare al largo

con la parola addio

incisa ad ogni passo

 

è stato lungo il viaggio

per arrivare a te

 

se tu l’àncora, la riva,

la sabbia fine del riposo,

 

non andare

 

resta

che io ti chiami casa.

 

FRANCESCO PALMIERI

in Studi lirici (solo parole d’amore), La Vita Felice, 2012

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Poesia sabbatica: “Seconda lettera a mia figlia”

11 sabato Mag 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, Seconda lettera a mia figlia

 

Seconda lettera a mia figlia

 

ti chiedo perdono, figlia mia,

per il salto mortale

da un altrove a qui

dove non c’è rete

a frenare la caduta

ma ancora non sapevo

che qui spasimo è la sosta,

 

e se pure t’amo

non mi dico fiero

per quel poco di mare

versato nel secchiello,

per il castello

che avrei voluto roccia

a cingere il tuo passo

e non era sasso

ma solo pastafrolla,

 

ti chiedo perdono, figlia mia,

allora non sapevo

che a te non padre e madre

sarebbe stato il mondo

ma strada insidia e bosco

battuto dai predoni,

girone di più inferni

per essere nata un giorno,

 

se fossi stato dio

avresti avuto sfoglio                                    

di un tempo sterminato

e non il brivido di adesso

ad ogni compleanno,

e non ci sarebbe stata serpe

non ci sarebbe stato frutto

a farmi vacillare

per un perdono in più,

 

in ultimo ti prego

di non guardarmi troppo,                                                        

ignora i miei capelli

e il bianco che mi assale,

la pelle che si appanna

nel conto alla rovescia

e vedimi sulle scale

dove anche oggi io

ho vinto la partita

che gioco con la morte,

 

 

perdonami per sempre, figlia mia,

per il salto mortale

da un altrove a qui

dove non c’è rete

a frenare la caduta,

perdonami per sempre

perché un tempo io

ancora non sapevo

che non appena nasci

è già entrare nel morire.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa“,Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: -127-

04 sabato Mag 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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-127-, Francesco Palmieri

 

-127-

ho imparato a fare a meno di te
ho imparato a svegliarmi
a vestirmi e pettinarmi
senza pensare a niente
senza pensare a niente

ho imparato a mangiare zitto
ad arrivare al frutto
a sparecchiare in fretta

ho imparato a camminare
senza guardarmi indietro
a dare un occhio al cielo
e dire pioverà
o magari farà bello

ho imparato a far passare giorni
tutti i mesi e gli anni
le ore ad una ad una

e dentro ogni secondo
il ticchettio del nulla.

FRANCESCO PALMIERI

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Poesia sabbatica: “Preghiera”

27 sabato Apr 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, Preghiera

 

PREGHIERA

 

chiedo al cosmo

di darmi parole infinite

parole galassie

parole stella

 

chiedo all’aria

il verbo degli angeli

il coro dei santi e dei beati

dei giusti e degli arcangeli

 

chiedo al cielo

il canto delle nubi e del vento

del fulmine e del tuono

dell’acqua e della pioggia

 

chiedo al mare

il grido degli oceani

e l’impeto dell’onda

la schiuma immacolata

la furia dei marosi

 

chiedo alla terra

lo stormire delle foglie

il profondo di radici

scavate negli abissi

il duro della pietra

e le vene del granito

l’oro che brilla al sole

e il puro dell’acquamarina

 

e non più le parole d’uomo

recluso in una cella,

non l’urlo a sprofondare

di un angelo caduto,

non l’afonia di lingua

di chi parlava alto

quando in ogni dove

c’era ancora Dio.

 

FRANCESCO PALMIERI

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Poesia sabbatica: “Presa d’atto”

20 sabato Apr 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, il male nascosto

 

PRESA D’ATTO

 

ci si deve far bastare

il luccichio dal cascame,

dal cumulo di foglie

cadute da un altrove

 

(e non dico il cielo

o altro spazio aggiunto

ma un attimo feriale

che speri volga al meglio)

 

ci si deve abituare

a recitare addii,

a sentire i saluti

dei passi morituri

 

(e non guardare indietro

scrostare ogni ricordo

il peso che zavorra

ancora qualche rosa)

 

si deve infine stare

su questo rasoterra,

viaggiare su binari

in piano orizzontale,

lasciare ogni cielo

all’alzo di ali vere

 

(eppure io lo so

che a volte è inevitabile

l’insorgere di violini

in scoppio in fondo al mare)

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Il male nascosto” Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Se il cielo resta muto”

13 sabato Apr 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, il male nascosto

 

SE IL CIELO RESTA MUTO

 

non ho più preghiere

da offrire in olocausto

 

non ho più preghiere

 

e allora sia interminata

ogni bufera, vento,

tempesta che ci squassa

 

ed io uno dei tanti

lasciati alla tormenta

 

eppure l’ho chiamato, dio,

fermandomi nel banco

a messa già finita

 

e il segno l’ho aspettato

 

magari solo il nome

o la risposta breve

di un sì dietro alle spalle

 

ma se non c’è soccorso

a stragi da macello,

come può darsi in cielo

un tramestio di passi

a me che busso piano

 

anzi, non busso più.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Il male nascosto” – Edizioni Terra d’ulivi)

 

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Poesia sabbatica: -25-

06 sabato Apr 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri

 

-25-

 

ho già occhi

 

di notti che non dormo,

i mattutini estivi

di una superflua luce

 

(non ci sei tu

e neanche ci sarai

perché lo so

che questa è terra

di vita allucinata

di ombre lievi in fuga

appena si fa giorno

e sono solo pieghe

le piume sul cuscino)

 

ho già le cifre

di un marmo da scolpire,

l’oro sopraffino

che scriverà il tuo nome

 

(e tu sarai un foglio

di rosso sangue e fiori,

il primo verso tremulo

di una poesia d’amore)

 

ho già tutta la vista

da me alla tua stella

 

ma io rimango qui

spezzato dietro a un vetro

 

e tu ad anni luce

in qualche firmamento.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Solo poesie d’amore” quando andrà in ristampa, forse)

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Poesia sabbatica: 22 (Canzonetta)

31 domenica Mar 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

22 (Canzonetta)

 

è un dolore troppo dolore

quello chiuso in una stanza

e la chiave,

la chiave l’ho cucita dentro a un polso,

per non lasciarla in giro

sul tavolo in cucina quando ho fretta

o sopra al comodino con la luce dimenticata accesa,

 

è un dolore nascosto,

un buco alla parete che sopra ci metti un quadro

magari con il mare che fa azzurre anche le fosse

o anche un crocifisso ma senza Cristo

perché lui è risorto e poi non s’è più visto,

 

è un dolore fragile,

che se lo guardi in faccia lui si fa bambino

ma senza madre e padre a tacere la paura,

neanche un angelo custode

a spegnere la luce, chiudere la porta,

lui fa le smorfie dure, poi dice sono un uomo

ma sente in qualche posto un piangere di stelle,

 

è un dolore che non ha nulla di speciale,

il dolore è dolore e non è a chili e neanche a metri,

il dolore è dolore

e comunque fa male.

 

FRANCESCO PALMIERI

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Poesia sabbatica: “Antipoesia”

23 sabato Mar 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Antipoesia

 

ho fatto scempio nella serra,

i vasi in cocci col martello,

sul pavimento fiori e foglie,

i bonsai senza più terra

 

ho soffiato contro le stelle

fino all’epilogo del cielo

e finalmente solo la notte,

questo riparo breve

all’inganno della luce

 

ho sputato dentro al mare

la menzogna dell’immenso

ed ora guardo indifferente

a ciò che è e poi sarà

 

(un durare di parentesi

soffocate in mezzo al tempo,

una data quando nasci

una data quando muori

ed intanto l’abitudine

ai saluti per chi parte,

al sorriso consumato

da chi mai arriverà

ciò che mai succederà).

 

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa”  Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Domande e graffiti”

16 sabato Mar 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, il male nascosto

 

DOMANDE E GRAFFITI

 

perché a volte
incidiamo il nostro nome
sull’albero, la pietra,
un muro sgretolato,

vogliamo forse dire
che non siamo macchie sporche,
una manata grassa
stampata sopra a un vetro,

vogliamo forse dire
che non si può morire,
che non si vuol morire,
che è una beffa il tempo
se poi non c’è più tempo,

e non ci basta
aver veduto il mare,
il sole quando illumina
tende d’estate e garze
(e quel tuo ventre teso
scoperto dal lenzuolo)

non ci basta
non ci basta
essere effimeri,
un soffio calcolato
per qualche inspirazione

e poi si deve andare,
si deve già svanire.

 FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta edita “Il male nascosto”  Edizioni Terra d’ulivi)

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