• ABOUT
  • CHI SIAMO
  • AUTORI
    • ANTONELLA PIZZO
    • DEBORAH MEGA
    • EMILIO CAPACCIO
    • FRANCESCO PALMIERI
    • FRANCESCO TONTOLI
    • LOREDANA SEMANTICA
    • MARIA ALLO
  • HANNO COLLABORATO
    • ADRIANA GLORIA MARIGO
    • ALESSANDRA FANTI
    • ANNA MARIA BONFIGLIO
    • FRANCESCO SEVERINI
    • MARIA GRAZIA GALATA’
    • MARIA RITA ORLANDO
    • RAFFAELLA TERRIBILE
  • AUTORI CONTEMPORANEI (letteratura e poesia)
  • AUTORI DEL PASSATO (letteratura e poesia)
  • ARTISTI CONTEMPORANEI (arte e fotografia)
  • ARTISTI DEL PASSATO (arte e fotografia)
  • MUSICISTI
  • CONTATTI
  • RESPONSABILITÀ
  • PRIVACY POLICY

LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi autore: frantoli

Venerdì dispari

13 venerdì Mar 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli

L’uomo guarda gli storni vagare nel cielo della città

Loro non sanno che appartengono all’idea di un essere sconosciuto
che sta nella mente e negli occhi di chi è incantato dalle loro fughe

Il falco li insegue invisibile come un dio dei giochi e degli agguati

Le forme perturbanti e ancestrali che si dissolvono e si addensano hanno il destino di durare solo il tempo per sedurre
e lasciarsi andare

Disegnano ombre senza corpo e corpi che fluttuano ognuno seguendo le piccole variazioni musicali del compagno vicino

Nessuno sa di essere parte di un silenzioso motivo che abita i sensi di chi guarda

Sotto questa musica visiva precipitano le cose terrene sul balcone dei desideri.

Qualcuno si incanta e si interroga
lasciando che le risposte prendano forma
e si disperdano.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

06 venerdì Mar 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli

Ancora mi ostino a scrivere cose sulle foglie
e a divertirmi a invertire il senso delle frasi
un esercizio che col vento assume forme bizzarre
in questo tempo così sgrammaticato.
Ho molti amici intenti a pubblicare libri sacri
ma io non mollo la mia presa di vento
lo acchiappo e lo trituro facendo a pezzi le nuvole
strizzando quella parte di succo di aloe
l’amaro e il dolce rimasto nella ciotola
molti mangiate e bevetene condivisi con altri apostoli
con la stessa mania alcolica di scambiarsi le parole.
Siamo ebbri e assetati di un nulla ricolmo.
Alcuni lo consegnano ai libri punzonandolo al meglio
altri lo lasciano al proprio altrove e io tra questi.

(8/10/2015)

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

27 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli, Il mosaico blu

IL MOSAICO BLU

Noi andavamo “laggiù” e non lo trovavamo.
Ritornando da “laggiù” ci sentivamo come naufraghi
dopo aver circumnavigato le paludi con il mare a due passi,
con nemmeno rumore e l’odore di mare.
Sapevamo dalle carte nautiche che la palude
nel ravennate può fare scherzi che non ci crederesti
e la nebbia ti spedisce un po’ dove vuole. E che in città
tutti i mosaici hanno come tema di fondo il labirinto
e tutti i pavimenti, le absidi e i mausolei rimandano
al cammino che l’anima deve compiere, tessera dopo tessera
per arrivare, ci fosse pure una nebbia del diavolo,
al porto celeste, alla pace una e indivisibile
che Ario e Eusebio auspicavano.
Visitammo basiliche e battisteri in quella nebbia
e i mattoni rossi di San Vitale , e perfino una chiesa
con una Madonna che accoglieva le suppliche dei tumori.
Vagavamo e incontravamo altri vaganti con toponomastiche
rabberciate che studiavano itinerari fantastici e approssimativi.
Per chiedere della tomba di Dante, un austriaco perse nella nebbia
una moglie americana e i suoceri parecchio contrariati,
che ritrovò fortunosamente al ristorante segnalato da un apposito
lampeggiatore automatico.
Sulla tomba di Teodorico invece si svolse lo psicodramma
di un bambino nascosto nel sarcofago rosso di porfido imperiale,
cercato dalla mamma inutilmente, e chiamato con voce alta
che la nebbia spegneva e avvolgeva nella sua ovatta.
Fu ritrovato lì steso mentre accennava a una canzoncina che io interpretai sadicamente “Teodorico, perché sei morto? Pane e vino non ti mancava…”.
La nebbia cosa combina? Tutto diventa simbolico e solenne per compensare l’assenza della visione d’insieme. Una parola detta nella nebbia assume un significato destinato a essere taciuto. E tutta la nebbia infatti si era raccolta intorno a una parola.
Ma io non ricordo davvero quale fosse.
Mi sembrava di vedere da lontano, da una specie di finestra oscurata con una lastra di alabastro, quello che rimaneva dell’universo visto dalla Terra.
Il blu del mausoleo di Galla Placidia.
Lo stesso blu che per non farlo fuggire e disperdersi, avevano raccolto tutto in un solo edificio.
E che Cole Porter dopo averlo visto un giorno nebbioso di tanti anni fa, decise che era il tempo di scrivere “Night and Day”.

14/01/2016

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

20 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli

Ritaglio la mia figura
con la paziente accuratezza del bambino
che sistema il suo teatro di ventura
Il vento freddo disperde i burattini
deve essere il ricordo ancestrale
del racconto della mia nascita
durante la bufera del cinquantasei
la sarta Bettina che confezionò la camicia
con le ali ricamate, il braciere e l’acqua calda
appena arrivata con il coperchio di legno
ricoperto di fiocchi di neve
le grida di gioia delle donne
lo spillo che mi punse per farmi piangere
e assaggiare il dolore della vita.

Sullo schermo scorrono le immagini
di un uomo che stringe una mano
che spunta dalle macerie della sua casa
il solaio è crollato sul letto della figlia
che stava sognando
il futuro semplice del giorno dopo.
Lui se ne sta fermo sotto la neve
mentre lo fotografano senza sosta
indossa una tuta arancio
ha le scarpe bianche di calce.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

13 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli

Nella lunga storia delle notti
che ho passato da sveglio
a volte senza sapere perché
altre volte immaginando solo i contorni
sovrappongo anche questa notte
la classifico per puro scopo scientifico,
facendo dell’insonnia missione e destino.

C’è forse una che ancora non mi trova
e un’altra che amo conservare nel ricordo.

Collezionista di veglie e di silenzi
non riesco a leggere niente
se non le screpolature dei soffitti
le ombre cinesi proiettate dall’abat jour
le sagome mute degli oggetti che riposano
perché nessuno li guarda e li condiziona.

Cose che accadono nella meccanica quantistica
cose che si animano quando tutti dormono
ma non pretendono di turbare nessuno.

Hanno come scopo l’immobilità nella sua perfezione
e pur non avendo occhi e bocca sembrano sempre dirmi
che il tempo di raggiungerle non è così lontano.

Diventare cosa o uomo succede all’alba
anche se il sole bacia entrambi
indifferente nella scelta di chi bruciare.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

06 venerdì Feb 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli

Questo interno è foderato di silenzio
profondo come una tasca vuota
cerco di tastare un oggetto
che abbia più solidità dell’anima
frugo senza trovare aderenze
stringo nel pugno me stesso
e avverto il tiepido calore della stretta
il pulsare lontano del cuore.
Il tatto nel suo vicolo cieco
è un senso perfetto e lineare
accarezza le forme, valuta le impurità
rincorre il desiderio di ricostruire
riparando con le mani
ciò che è irreparabile con gli occhi.
Così sono io stanotte
lato oscuro della mia ombra
percorro il verso del mio corpo
raccogliendomi nella punta delle dita.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

30 venerdì Gen 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli, Spiaggia d'inverno

Spiaggia d’inverno

Amo le ossa degli alberi spiaggiati sulla riva
dopo la tempesta stanno come scheletri nella sabbia
imprigionati dalle posidonie e dal filo spinato.

Amo le canne intrecciate in capanne posticce
i solitari tubi dadaisti annegati nel bagnasciuga
che hanno smesso di pompare liquami.

Amo la profusione di oggetti sparsi sulla costa
i vasi di plastica etrusca appena disvelati dalla risacca
archeologie future, messaggerie silenziose, petrolio in bottiglia.

Amo gli alberi di natale abbandonati
ancora pieni di nastrini colorati e batuffoli
le stelle marine incastrate sui rami di conifera rinsecchiti.

Amo i tronchi incagliati a pochi passi dalla riva
che agitano alghe imbustate di nazionalità sconosciuta
le bandiere invernali di lingue mute e appuntite sui rami.

Vicino a questo mare i pochi e temerari cercatori
innalzano aquiloni e amano il vento freddo sulle guance.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

23 venerdì Gen 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Amén, Francesco Tontoli

Amen

Di come e quanto ti ho cercato
con la lingua degli affetti
e tu mi hai trovato che biascicavo
in un dialetto torbido e gutturale.

Ripasso con un dito il tuo corpo
come quando si disegna una forma nell’aria
per ricordarla.

Una mappa per dire che in questo punto
ho sostato
e in quest’altro vi ho costruito la mia tana
e in quest’altro ancora ho assistito
al fenomeno della neve che si scioglie.

E in un altro punto infame ho patito
le temperature al calor bianco della luce
che proveniva dai tuoi occhi.

Tu non ci crederai
ma il chiodo che conficco
nel tuo tenero legno
trapassa prima la mia carne
celebra un sacrificio
una messa di sudore
un mangiate e bevete.

E io ogni volta
cerco il tuo Amen.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

16 venerdì Gen 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli

una cosa so
questa pagina vive nel presente
e si lascia consumare in una sola giornata

i ricordi invadono la mia mente
molto più dei progetti futuri
avverto consapevolmente che la cosa mi intristisce
accelera il consumo delle mie energie vitali
ridotte sempre più a riserva impoverita
faccio fatica a tenere ancora acceso l’olio santo
della volontà e della gratitudine

osservo questo mondo che brucia
metaforicamente ed esattamente nella sua crudeltà.
e nello splendore delle sue miserabili fiamme
provocate o evocate
trasmesse a reti unifuocate
di primo mattino nelle case calde o gelide
dei nostri emisferi
mi rassereno solo a fatica
allo spirito del fatalista

sono tragicamente rassegnato a misurare
la silenziosa durata del lume di una candela
destinata a spegnersi miracolosamente da sola
con il divino e troppo umano
aiuto salvifico
del più flebile dei soffi.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

09 venerdì Gen 2026

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Bestiario, Francesco Tontoli

BESTIARIO

Volevo dire qualcosa
ai cani bagnati e a quelli bastonati
alle gatte morte
alle rane dalla bocca larga
alle api laboriose
ai coccodrilli (in) sul punto di piangere
alle acque chete
ai pappagalli rompicoglioni
ai piccioni stanziali
ai topastri di fogna
agli squali navigati
ai pesci lessi
e a quelli in barile
alle mosche nocchiere
alle oche di Lorenz
al cavallo di Caligola
prima di accedere al Senatuspopulusque
al cane di Pavlov
al colore del cavallo bianco di Napoleone
all’asino di Buridano
e all’orangotango
e all’aquila reale in stemma imperiale
all’occhio di falco
al lupo mannaro
alle cicale che costringono le formiche a lamentarsi
ai pulcini e ai loro genitori
alle galline in cova di uova al cubo
agli OGM
ai t’amo piobove
al porcocane che dolore!
agli albatri in forma impoetica
ai pipistrelli impigliati nei capelli
ai gabbiani Jonathan e Pasquale
alle bestie immonde del sottosuolo
alle sirene bicaudate
al bestiario medievale parcheggiato davanti alle cattedrali
in posa per i fotografi.

Volevo dirgli qualcosa
volevo ringraziarli
per il sacrificio non ricambiato
per la pazienza
per la decenza rassegnata
con la quale porgono la testa
alla scure.

( 2012 )

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

“Bambino che guardi il moto del cielo” di Francesco Tontoli

25 giovedì Dic 2025

Posted by frantoli in POESIA

≈ Lascia un commento

Tag

Bambino che guardi il moto del cielo, Francesco Tontoli

Bambino che guardi il moto del cielo
così che il moto della terra vi si specchi
che osservi le faglie profonde nelle nuvole
gli abissi, i canyon e tutti i minuti frattali.

Tu che pensi
che con le sole parole
e con le palpebre
puoi spostare i cirri e cumulonembi
puoi far ruotare a piacere gli arcobaleni
creando e ricreando
il tuo bestiario celeste.

Tu che hai appena scoperto
una città in un golfo
e un fiume, una catena di monti
e un sole nascosto.

Bambino che addensi
e disperdi il temporale
che raduni in un angolo del cielo
gli angeli trombettieri
e che mandi in guerra a morire
i tuoi poveri diavoli.

Fa’ che questo gioco silenzioso e crudele
che rende luminosi per poco i tuoi occhi
abbia la durata di un tuo battito di ciglia

e che sulla dura terra
e sul vasto mare
possano continuare a transitare
le ombre veloci degli dei e degli eroi
che abitano ciò che sogni.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

19 venerdì Dic 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli, Sulla via del latte e della luna

Sulla via del latte e della luna
l’inverno è da passare in una tenda
non vedo comete disposte a guidarmi
e tutto è ricoperto di spuma e pioggia.

Cielo mio fammi prigioniero
fa’ passare l’occhio oltre la nebbia
le mani falle affondare nel mistero

cosa cercare non so cercarlo
cosa capire non capirò domani se schiarisce
annunciami però di essere uomo
quantomeno.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

12 venerdì Dic 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli, Libro

Libro

Certe poesie che ho scritto
andrebbero messe in un bel libro
anziché stare qui a consumarsi
lo dico sul serio, lo penso davvero.

Starebbero nel loro luogo adatto
farebbero la loro figura
impaginate a dovere, presentate, recensite
da una voce autorevole con parole oscure
ma sagge, che vanno a pescare chissà dove.

Certe poesie passerebbero l’esame
andrebbero diritte a un cuore
qualcuno chiuderebbe la pagina
e per un po’ guarderebbe lontano
qualcuno si accontenterebbe dei primi versi.

Qualcun altro dei coraggiosi lettori
andrebbe a cercare le cose
che alcuni poeti lasciano fuori
chiedendosi perché proprio così
e non invece
e la ragione di quel vuoto e come mai,
e che roba è mai questa.

Altri mi ignorerebbero
e non posso dargli torto.

Devo confessare ora che ho un autore di riferimento
un poeta che ha scritto un libro a mano
poesie poverissime
ottima calligrafia ottocentesca, qualche rara cancellatura
scrittura semplice, poche rifiniture.

Lo ha rilegato a sue spese
con il titolo stampigliato sul dorso
la copertina di marocchino rosso.
Deve essere stato in libreria una vita
possiede perfino alcune pagine strappate
chissà da chi e per quale ragione.

Ha il suo scaffale confuso con gli altri
che sono tutti stampati a dovere.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

05 venerdì Dic 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Tontoli

Voltarsi,
davanti non c’è niente
fare in modo che ieri
non sia come oggi.

I panni sono sempre stesi ai balconi
la domenica è grigia e piovosa
le famiglie numerose non hanno spazio in casa

e vedo capi di ogni misura sulle funivie
andare e venire dalle stazioni delle finestre
bambini che aspettano al capolinea un cappotto
donne che sognano di indossare una magica maglia
sento cigolare la ruota ondeggiare la carrucola.

Voltarsi,
davanti non c’è niente
le corde son tese
gravate dagli anni

nessuno guarda dritto la propria strada
il cielo non disegna un perdono
ciò che tutti vorrebbero è perduto.

Sono mesi che non alzo la testa
per vedere le stelle.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

28 venerdì Nov 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

anniversario, Francesco Tontoli

Anniversario

Oggi compiresti gli anni
e tutto il mucchio di quelli passati
che avresti aggiunto a questo presente
sono qui dentro il mese e dentro il giorno
che racchiude la tua ora di morte

sono dentro al dato incrollabile del così sia
e in quello della gravità delle leggi
dentro la clessidra ostruita
dal granello riluttante a scendere

e nella trascurabile increspatura della roccia
che ha deviato il corso del tempo
facendo disallineare i pianeti
rendendo le possibilità di vita meno certe.

Ancora conto i passaggi che ti hanno spezzato
i frammenti di te che ho conservato
le tue carte d’identità scadute
il passaporto per l’ultimo trasbordo
il fiore che è ancora nella tua scatola

poche cose sopravvissute a questi tre decenni abbondanti,
e altre briciole che evito accuratamente di mettere in fila.

Rimane la mollica della tua nascita
e dell’improvvisa e perfetta certezza
di non essere l’unico pulcino della nidiata
di quando da piccolo mi svegliava
il rumore battente dei tuoi colpi di tosse.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

21 venerdì Nov 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Bianco notte, Francesco Tontoli

Bianco notte

Le notti in bianco
che affresco sul soffitto
in un disegno trompe-l’oeil
dove mi perdo
sono nel cielo abbagliante
del disincanto.

Così i pensieri
mi si sciupano vagando
angeli che imbracciano
fucili a soffietto
panneggi che svolazzano
e affacci dove uomini e donne
mi guardano dall’alto
in beata comunione con il basso.

Alcuni cercano di dirmi
cose che non sento
nelle pose di dottori di sapienza.
Altri sorridono di me
che non dormo
e tengo in piedi
il loro mondo con il fiato.

E questo sonno barocco
disfatto nella veglia
mi tiene in vita sopra un precipizio
che pazientemente attende
un passo falso per accogliermi
oltre il muro del pianto.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

14 venerdì Nov 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli

Mia madre che mi rincorre

dagli anni cinquanta

 

mi corre incontro

senza voler morire

 

scambiando la sua vita

ad ogni passo con la mia

 

dicendomi che oltre i suoi cent’anni

e oltre i suoi mille passi

non c’è risposta né ritorno

 

e oltre il tempo felice

della mia permanenza nel suo seno

 

ha avuto tempo di nutrire

i miei settant’anni

 

con la lunghezza della sua corda

e con il mio telefono staccato

 

apposta per non sentirle ripetere

questa storia della morte e delle morti

 

questa falsità di vita invissuta

con i nodi ancora ben legati

 

e i freni ben tirati e il tutto sprecato

e irreparabilmente usato.

 

Mia madre che aspetta che ritorni la linea

che la vecchia cornetta si decida a squillare

 

che Quel Tale si ricordi di lei

e la mia e la sua interferenza sia ripulita

 

e che ognuno come è scritto

partorisca e finalmente

 

oltre alla vita

anche la propria morte.

 

  • Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

07 venerdì Nov 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Francesco Tontoli, Saper piangere

Saper piangere

I
Con l’occhio annegato di nuovo nell’olio
cosa mi tocca vedere del mondo
una patina di vetro smaltato
che deforma leggermente le ombre.
Vorrei non dirlo con questa voce
e nemmeno con l’altra, la voce dei ciechi
che galleggia nella gola e non cresce
abbastanza ma descrive precisa
non ciò che si vede ma il suo contrario
il vedere capovolto, l’imperfetto, il sublime
ciò che non può inscriversi in nessuna forma
e che custodisce la sua vecchia funzione
ormai silenziosa e caduta in disgrazia
destinata ad essere un occhio
che guarda per sempre, fino a morirne
l’altro lontano e oscuro sé stesso.

II
Quando ti entrano negli occhi
con gli strumenti necessari
indagano fino alle radici e ai nervi
spargono un olio santo e benedetto
per rendere la vista scivolosa e durevole.
Si odono i trapani e gli scalpelli
tracciare le linee giuste di scasso
che ti riportano con pazienza alla luce
attraverso lo scavo dei tunnel.
L’organo viene smontato minuziosamente
e puoi sentire ciò che accade
ai frantumi di vetro
durante le discussioni e gli scambi
di chi lavora intorno al tuo osso luminoso.
Pezzetti sparsi di colori non ancora associati
segni di vernice sul prisma dei Pink Floyd
fantasie che ti giungono dal mondo di Lucy
nel suo cielo di diamanti
con le esperienze psichedeliche dei buoni
vecchi maestri di cerimonia di quegli anni.
Potresti addirittura uscire risorto
dal tavolo operatorio ma solo per poco.
Se si ritorna a guardare pensosi e dubitativi
gettando di nuovo l’occhio sul mondo
possono presentarsi imperfezioni e disastri
che il chirurgo non attribuirà mai al suo
cattivo lavoro, ma alle cose e agli uomini
che non sono più gli stessi, irriconoscibili e oscuri.

III
Mi dici cose che arrivano da chissà dove
ma io non sono sicuro che a ripeterle
riuscirei a riportarti in vita.
Così ci parliamo sapendo
che le frasi e perfino le pause
sono come le pietre dei ponti
e gli archi maestri
che dividono territori confusi
diventano sguardi sugli abissi.
La tua voce mi arriva dall’acqua
che mi corre negli occhi
e da lì una lacrima che cerca una via
si ferma all’orecchio e lo colma
come fosse una coppa.
Io sto disteso a guardare
un soffitto che non vedo
ma ascoltando sento gocciolare
tutto l’udibile e l’invisibile.

IV
La sala d’attesa all’ambulatorio
è piena di gente che misura
la propria capacità di vedere
strizzando l’occhio buono
e lasciando che l’occhio malato
vaghi nel vuoto e attraversi i corpi
i volti, i cartelli che segnalano le uscite.
Si cerca di leggere la luce e tradurla
si interpreta il sorriso del vicino
sperando sia davvero sorriso
la smorfia deforme che si intravede
dalla finestra rossa della pupilla.
Si discute sui metri di luce e sugli anni
il percorso ha i suoi tempi
se arriva un raggio sfocato
è una benedizione che può perdersi.
E la coppia più bella che vedo
col monocolo che indosso
è composta da una madre e da un figlio.
Lui è un uomo con gli occhiali chiari e spessi
lei è piccolissima con quelli scuri e spenti.
Si danno la mano e se la consumano.
Poi si danno l’altra mano.

V
La luce è tutto quello che ho
e pensare che nulla al mondo
è più vicino all’idea della vita
è una sorgente a monte
che scende e accende
e trasforma il pensiero.
Pensare che il cieco la sogna
nella sua notte e la tocca
con le mani senza bruciarsi
e che misura lo spazio
con gli anni della sua cecità
Lui conosce per filo e per segno
la sua origine oscura
il punto distante che la inghiotte.
Conosce il suono prodotto
da un cammino interrotto
sensibile al lato del viso con cui la cattura
conosce il sonno e il tempo che dura.
È solo all’oscuro del bacio
che gli viene donato dal raggio
e dall’effetto sottile del suo miraggio.

VI
Il giorno che ho imparato a leggere il cielo
portavo gli occhiali spessi,
e le mosche galleggiavano sul mio orizzonte
come avevano predetto
gli specialisti del ramo.
Sapevo distinguere il vuoto dal pieno
come gli antichi àuguri il volo degli uccelli
e la direzione che prendono le foglie
sul tappeto di un ottobre
malinconico e taciturno.
Mi avevano insegnato a capire
indicandomi gli alfabeti
nelle varie dimensioni
che il peso delle nuvole
varia già alle prime letture
e che alcuni dei grandi blocchi
di materia celeste
sospesi in alto e in basso
senza un motivo apparente
possono essere spiegati
oltre che ai bambini
anche ai vecchi
sfogliati e descritti
nel loro silenzio cifrato
ascoltati nei loro lontanissimi appelli.
Ma non mi è bastato apprendere e divagare
presto ho dimenticato le lezioni di guida
i maestri li ho persi lungo il cammino
diventati troppo numerosi e discordi.
Mi rimane un piccolo orecchio musicale
e una voglia di fermarmi ai lati della strada
quando si formano in cielo cumuli sparsi
pagine e pagine di leggère preghiere.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

31 venerdì Ott 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Al mercato dei bambini morti, Francesco Tontoli

Al mercato dei bambini morti
un tanto al chilo, tra i flash
ognuno ha tra le braccia il suo fagotto
ogni mamma insanguinata porge il viso
alla televisionata riportata nel salotto.
Certamente questi morti han frainteso
non volevano morire su un social
santificati dai deliri di martirio dei padri
in bella posa di vita sorridenti o appisolati
morti meglio di altri bimbi siriani o israeliani non mercificati.

Se è solo una questione di confine fra due stati
lo stato di confine con la vita ha un passaporto
timbrato da due divinità entrambe decise a cancellarsi.
La diplomazia celeste che ama farsi ritrarre
con bambini sorridenti tra le braccia.

(2013)

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...

Venerdì dispari

24 venerdì Ott 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ Lascia un commento

Tag

Al popolo delle foglie, Francesco Tontoli

Al popolo delle foglie

A noi che piace raccontare le cose come non stanno
quelle cose in bilico che producono metafore

a noi che abbiamo in mente l’autunno
che demolisce e che precipita

a noi che inciampiamo nei tempi
da sistemare nei verbi
e che siamo diventati quelli
che non avevamo in mente di essere

e sempre giochiamo col ricordo
di ciò che siamo stati
compagni temporanei degli alberi
sorpresi a partire trascinati dal primo vento.

A noi e agli altri che verranno
a partire dai tronchi dai fusti ben piantati
a finire in leggerezza e grazia
come in una danza.

Francesco Tontoli

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
Mi piace Caricamento...
← Vecchi Post

Articoli recenti

  • Una poesia di Giovanna Sicari 19 marzo 2026
  • “Passato! ” di Giovanni Verga 18 marzo 2026
  • Monica Messa, “Una pistola al Luna Park”, RPlibri, 2024. 16 marzo 2026
  • Poesia sabbatica: “15” 14 marzo 2026
  • Venerdì dispari 13 marzo 2026
  • “Nel domestico giardino” di Raffaella Bettiol, Arcipelago Itaca, 2025 12 marzo 2026
  • Loredana Semantica legge una sua poesia 11 marzo 2026
  • Quando lo stress diventa pericolo: la sindrome del bambino scosso 10 marzo 2026
  • Alessandra Raffin, “Introvert”, Eretica, 2024. 9 marzo 2026
  • Buon 8 marzo su Limina mundi 8 marzo 2026

LETTERATURA E POESIA

  • ARTI
    • Appunti d'arte
    • Fotografia
    • Il colore e le forme
    • Mostre e segnalazioni
    • Prisma lirico
    • Punti di vista
  • CULTURA E SOCIETA'
    • Cronache della vita
    • Essere donna
    • Grandi Donne
    • I meandri della psiche
    • IbridaMenti
    • La società
    • Mito
    • Pensiero
    • Uomini eccellenti
  • LETTERATURA
    • CRITICA LETTERARIA
      • Appunti letterari
      • Consigli e percorsi di lettura
      • Filologia
      • Forma alchemica
      • Incipit
      • NarЯrativa
      • Note critiche e note di lettura
      • Parole di donna
      • Racconti
      • Recensioni
    • INTERAZIONI
      • Comunicati stampa
      • Il tema del silenzio
      • Interviste
      • Ispirazioni e divagazioni
      • Novità editoriali
      • Segnalazioni ed eventi
      • Una vita in scrittura
      • Una vita nell'arte
    • POESIA
      • Canto presente
      • La poesia prende voce
      • Più voci per un poeta
      • Podcast
      • Poesia sabbatica
      • Poesie
      • Rose di poesia e prosa
      • uNa PoESia A cAsO
      • Venerdì dispari
      • Versi trasversali
      • ~A viva voce~
    • PROSA
      • #cronacheincoronate; #andràtuttobene
      • Cronache sospese
      • Epistole d'Autore
      • Fiabe
      • I nostri racconti
      • Novelle trasversali
    • Prosa poetica
    • TRADUZIONI
      • Capo Horn – Tijuana. Cuentos Olvidados
      • Idiomatiche
      • Monumento al mare
  • MISCELÁNEAS
  • MUSICA
    • Appunti musicali
    • Eventi e segnalazioni
    • Proposte musicali
    • RandoMusic
  • RICORRENZE
  • SINE LIMINE
  • SPETTACOLO
    • Cinema
    • Teatro
    • TV
    • Video

ARCHIVI

BLOGROLL

  • Antonella Pizzo
  • alefanti
  • Poegator
  • Deborah Mega
  • Di sussurri e ombre
  • Di poche foglie di Loredana Semantica
  • larosainpiu
  • perìgeion
  • Solchi di Maria Allo

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

INFORMATIVA SULLA PRIVACY

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la PRIVACY POLICY.

Statistiche del blog

  • 473.913 visite
Il blog LIMINA MUNDI è stato fondato da Loredana Semantica e Deborah Mega il 21 marzo 2016. Limina mundi svolge un’opera di promozione e diffusione culturale, letteraria e artistica con spirito di liberalità. Con spirito altrettanto liberale è possibile contribuire alle spese di gestione con donazioni:
Una tantum
Mensile
Annuale

Donazione una tantum

Donazione mensile

Donazione annuale

Scegli un importo

€2,00
€10,00
€20,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

O inserisci un importo personalizzato

€

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

REDATTORI

  • Avatar di adrianagloriamarigo adrianagloriamarigo
  • Avatar di alefanti alefanti
  • Avatar di Deborah Mega Deborah Mega
  • Avatar di emiliocapaccio emiliocapaccio
  • Avatar di Francesco Palmieri Francesco Palmieri
  • Avatar di francescoseverini francescoseverini
  • Avatar di frantoli frantoli
  • Avatar di LiminaMundi LiminaMundi
  • Avatar di Loredana Semantica Loredana Semantica
  • Avatar di Maria Grazia Galatà Maria Grazia Galatà
  • Avatar di marian2643 marian2643
  • Avatar di maria allo maria allo
  • Avatar di Antonella Pizzo Antonella Pizzo
  • Avatar di raffaellaterribile raffaellaterribile

COMMUNITY

  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Runa
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di The Butcher
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di miribruni79
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Copyrights © Poetyca https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Marco Vasselli
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Artamia
  • Avatar di Sconosciuto
  • Avatar di Sconosciuto

BLOGROLL

  • chiscrivechilegge di Antonella Pizzo
  • alefanti
  • Poegator
  • Deborah Mega
  • Disussurried'ombre
  • Di poche foglie di Loredana Semantica
  • larosainpiu
  • perìgeion
  • Solchi di Maria Allo

Blog su WordPress.com.

  • Abbonati Abbonato
    • LIMINA MUNDI
    • Unisciti ad altri 287 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • LIMINA MUNDI
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...
 

    Informativa.
    Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la
    COOKIE POLICY.
    %d