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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: Venerdì dispari

Venerdì dispari

21 venerdì Mar 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Impermanere

Impermanere

Il giorno mi dice piccole cose
si fermano sulla retina indugiando e fuggono
piccole parole inudibili scritte perchè io legga.

Il mare in tempesta e l’onda orlata di spuma
una famiglia di nuvole con il vento in poppa.
C’è del buono perfino in una domenica
che passa sotto il sole senza fretta.

Quello che non succede mi è indispensabile
quello che accade destinato a non durare.
Così è il sorriso della bambina che gioca con la sabbia
così è l’impronta impermanente della risacca.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

14 venerdì Mar 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ 1 Commento

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Francesco Tontoli, Il migliore dei mondi

Il migliore dei mondi

C’è questo mondo migliore
che vorremmo come si vuole un pane.
Si va dal panaio chiedendo
la parte di pane che si spezza
ogni giorno per noi
e al banco non si sa proprio come dirlo.
Che il grano non è stato raccolto
e in parte è arrivato bruciato
e ci sono parti di mondo
che non sono venute bene al forno.
Che il migliore dei mondi
non è stato sfornato da tempo.
Che le mani non sono più infarinate
come quando ti porgono il frutto caldo
del lavoro migliore che hanno.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

07 venerdì Mar 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, L'orologio

L’orologio

C’è un orologio dell’apocalisse
da ricaricare ogni mattina
simbolico e arcano si vede da lontano
sul campanile che ci governa il sonno.

Fa girare i secondi dimenticando le piccole
ore e i minutissimi granelli di vita
che scorrono e si consumano
facendo deserto e giardino sotto i nostri piedi.

Alcuni scienziati di chiara fama
lubrificano lancette e ruote dentate
si sforzano di meritarsi il Nobel
in pagnotte di pane che hanno ricevuto
per questo lavoro infame.

La sveglia con il sole alto
l’attesa di una notte
il ricordo di quando giravo per casa

e prima di andare a letto
rimboccavo con la coperta
il sonno dei miei figli.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

28 venerdì Feb 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

La voce corre di notte

attraversa il corpo disteso

produce un’elettricità lieve

a volte si accuccia in un angolo.

Voi tutti la sentite vagare

noi invece la scriviamo

non abbiamo altro da fare.

Siamo in pochi affamati che osano

trascrivere i testi in versetti

questi richiami d’oltrefrontiera

per tradurre in parola formule confuse.

Trasformiamo la materia in concetti

diamo retta ai filosofi piuttosto che

ai medici dell’anima.

Non abbiamo cure certe per queste malattie

e il farmaco rimane una scrittura

con molti ripensamenti.

Passiamo le notti come si passano i ponti

e dopo i ponti le voci nella nebbia

un’oscurità con palpiti di luce.

E non sappiamo se è il frutto

di un lampione sotto casa che pulsa

o l’apertura di una qualche porta segreta

malamente socchiusa.

 

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

21 venerdì Feb 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ 1 Commento

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Francesco Tontoli

Senti, mi ha detto la voce
non farti troppe domande.
Rispondi solo ai campanelli indecisi
alle chiamate insicure.
Non riattaccare subito
osserva il silenzio che si crea
ascolta e dimmi quali colori
tra i tanti
ti vengono in mente.
Stai sulle parole
come chi debba guardarle
prima di dirle.
Trova un’uscita dignitosa
a questo avvenire
il succedersi precipita
senza che tu sia capace di riconoscerlo
se ripassi la lingua tra i denti
se ti mostri tenace
nel mantenere quello che hai concordato
tra te e te
se ti sparisce la voce
e ti rimangono i suoni
e con loro, i ricordi.
Non badare agli odori
che ti riportano a certe primavere
tieni all’oscuro quella luce
che ti preme sul petto.
Fai in modo che le notti abbiano
le porte chiuse sui desideri
non sei più in ritardo,
né in anticipo
su nessun appuntamento.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

14 venerdì Feb 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Davvero è un caso
incontrare questa parola
che non fa rima con niente
non combacia con nessun’altra
sembra non accordarsi al mobilio o alla tappezzeria
si sforza di non distinguersi
dallo sfondo di silenzio di una casa.
Non ruzzola dalle scale come tutte le altre
non prende treni né aerei per arrivare lì
e non parte nemmeno veramente da qui.

E se non l’avessi sentita sillabata
aperta in una bocca e infilata
tra i denti e la lingua di uno o di una
arrivare alle orecchie tappate dell’altro
non potrei stare qui a fare il poeta d’accatto
quello che sfrutta e che parla a vanvera.
E se qualcuno mi dice che non ha mai sentito
la parola “addio”
senza rispondere “a cosa? a chi?”
io non ci credo
non credo si possa dire addio
così come si dice cosa a una cosa
e pane a chi ha fame e acqua a chi ha sete.
E perfino dire rosa a una rosa
se ci pensi, vengono le spine nel cuore.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

07 venerdì Feb 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Tutto questo azzurro raro cielo d’inverno
mi ha costretto a vegliare sulla luce
e l’orizzonte
sopra le case della città
e godermi la vista
delle antenne e dei panni stesi.
È come raccogliere e conservare i raggi
piantare un albero su quella montagna lontana
avvicinare agli occhi i frammenti
delle grandi gru del porto
e dire ai gabbiani
di allungare lo sguardo
sul mare così distante.
Non mi resta che fremere
di quella piccola gioia che ci prende
quando si è sazi senza aver mangiato
canticchiando un grazie
una preghiera arcaica e passeggera
comunicare al citofono
attraverso lo strato denso
delle trasmittenti che affollano i tetti
il proprio incontenibile esserci.

Francesco Tontoli

 

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Venerdì dispari

31 venerdì Gen 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Stamattina al risveglio

Stamattina al risveglio
scambiandoci il buongiorno
nel raccontare le piccole storie
come quella di essere stati lontani nel tempo
ti ho chiesto se per caso mi avessi sognato
e come. Se anche lì insomma
per forza o per amore ci fosse stata
quella cosa che ancora teniamo viva
tutti i giorni l’uno nell’altro.
Se talora imbastendo una storia inverosimile
e smaltendo i ricordi residui
ci fosse stata la mia presenza
il simulacro che abbiamo agitato
con la devozione e che il tempo ha scandito
come fosse un quotidiano dio minore.

Non mi è mai capitato di chiederlo
dire ” scusa, mi sarò mica perso dentro
ciò che hai sognato? e ti ho voluto bene
anche lì?”.

Ma ho sentito che ti era successo
non sempre, non spesso
di avvertire e avvertirmi di notte
dormendo al di fuori dal sogno
provare precisa la forza sensibile
di parlare chiedendomi con la voce impastata
di uscire da dove stavi sognando
di stare un po’ sulla soglia
di spostarmi ai bordi della nave
ai confini del letto.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

24 venerdì Gen 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Gennaio ancestrale

Gennaio ancestrale

È tornato Gennaio ancestrale che conosco
ha smesso di recitare fingendo per caso
di esser un qualsiasi Marzo o Aprile
ci ha tenuto a cantare il suo inno d’inverno
la musica lenta che copre i monti di nebbia.

È tornato e ha parlato la lingua dei lupi
ha promesso di rendere il sonno un letargo mancato
ha cambiato la notte in una lunga veglia
e il giorno ha stabilito sia un grumo di luce.

Aspettiamoci altro che gelo alla porta
definiamo turni di guardia alle finestre del cielo
rinforziamo gli argini con sacchi e vedette
lui vuole convincerci che aspettare sia un inganno
vuol mettere in giro le voci più oscure.

Ha corrotto le menti e drogato i pochi pozzi
ai bambini racconta di futuri spariti nel nulla
e stare di guardia ai fienili non basta.

Le speranze dei sogni vuol far credere
siano sepolte come gelidi semi
nella terra glaciale indurita dal vento.

Francesco Tontoli

 

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Venerdì dispari

17 venerdì Gen 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Sulla terrazza delle ricordanze

Livorno, Piazza Mascagni

 

Sulla terrazza delle ricordanze
si prende sul viso lo schiaffo del libeccio
nelle passeggiate controvento
prima che la pioggia spenga
definitivamente il palpito del cielo.

Siamo guidati da una bambina saggia
che ci difende dalla sferza della solitudine
attraversa la corrente, calpesta per gioco
solo le mattonelle scure, e sceglie la strada
della sua piccola candela di luce
che si oppone alla tempesta.

Qui saggiamo la natura delle cose
il salmastro che penetra nei pori
il rumore dei fiocchi e delle bandiere
il battere ritmico dei pennoni
le onde che ingrossano il cuore e l’orizzonte.

Qui bisogna urlare per sentire
le mie e le tue voci nascoste
e quella taciuta che il vento porta sul dorso.

E prima di salutare il mare con un inchino
piegati come fuscelli dal soffio del tempo
ci guardiamo ad occhi semichiusi
sprecando lacrime di sale

tenendo protetta in mezzo a noi
la nostra infanzia come un tesoro conteso
ognuno stringendo la sua piccola mano.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

10 venerdì Gen 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Giorno di pioggia fin dal mattino

Giorno di pioggia fin dal mattino

Giorno di pioggia fin dal mattino
e io che volevo scrivere del sole
rimango a farmi crocifiggere
dalle perturbazioni atlantiche
un apriti cielo che è previsto
per un numero imprecisabile di ore.
E prendo questo sole finito in un calzino
nascosto nella tasca del giubbino
tra un plettro di chitarra e un centino
lo prendo come si prende in cura un figlio
appena ritornato con la nave da crociera
lo cullo come quando lo facevo da bambino
lo canto pure un poco nella gola
lo mastico lo appiccico ad un’aurora.
E’ un sole omeopatico spalmato sulla pelle
medicamento segreto e iniziatico
sparito a primavera in questo cielo grigio
riapparso per fortuna a tarda sera.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

20 venerdì Dic 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Parole in croce

Parole in croce

Rimango sempre stupito
di come tu riesca
a stare nelle cose
quelle che teneramente
prendono il tuo verso, la tua forma
a volte il tuo cuore.
Alcune posseggono una voce
una lingua silenziosa che le attraversa
frutto delle lezioni di passione
che hanno ricevuto dalla nascita.
Posso immaginare le tue mani benedirle
e farle camminare, imporgli un olio santo
una stimmata per farle esistere.
Come oggi che hai aggiunto
un altro ferro al tuo lavoro a maglia,
e hai rubato a qualcuno
la ricetta di far crescere le foglie
alle orchidee moribonde
e variato quell’idea che ti teneva sveglia
ed esserti infine arresa a quel nove orizzontale
che non risponde fino a quando non lo pronunci.
“Stare nelle cose” diceva il quesito
quando ho provato a risolverlo
senza riuscirci, passando al sette verticale
che mi chiedeva quale fosse
la rima più difficile del mondo.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

13 venerdì Dic 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Come non si scrive una poesia, Francesco Tontoli

Come non si scrive una poesia

Prima di tutto bisogna avere la passione di non scrivere
poi quella di non guardare.
Quindi esercitarsi a tamburellare con le dita
su un tavolo da lavoro
e lasciarsi andare alla poliritmia.
Siamo esseri sensibili ai silenzi modulati
alle presenze di frasi fatte
e addirittura alle parole contaminate .
Il rumore che provocano incide
scava, come la classica goccia
lo strapuntino di roccia
sopra il quale siamo seduti.
E pensare che questo stato estatico
faccia passare gli anni
è parte del gioco dell’ attendere.
Poi bisogna indagare il sonno
e le sue fasi
rendere commestibile il suo ciancicare
e dentro di esso scegliere le fasi lunari
i borgorigmi del sole le aurore boreali
e tutto l’apparato doloroso che ci espone
alle ustioni dei sogni profondi.
Dopo aver compiuto questo piccolo viaggio notturno
sporchi di fango e con le ginocchia sbucciate
dallo scalare vette e saltare fossi
possiamo felicemente decidere in pace
di non scrivere quello che
in fondo è già scritto sotto dettato.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

06 venerdì Dic 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Ricordo la cesura tra il prima e il dopo
l’apertura profonda della faglia
sulla dorsale oceanica
che non verrà mai più ricomposta.
Una deriva che non avrei mai
immaginato così veloce
il cigno nero che distingui
nello stormo avvicinarsi e atterrare
ignaro di essere un oscuro messaggero
testimone e padrone del tempo.
Tutto ora si trova in un ricordario polveroso
abbandonato in fretta su in soffitta.
Tutto sta rientrando nella norma
di una sopravvivenza da mercato nero.
C’è la guerra dicono, ma è lontana
e dobbiamo mobilitarci solo quando
si odono dal vivo i colpi di cannone.
Ricordo che era una serata da concerto
per mandolino solo, e andammo alla musica
come si va quando si è benevoli col mondo
certi che il mondo ci risponda con un trillo
con una innocenza studiata e un’aria accorata.
La musica che ancora incanta e ripara
le crepe nelle ciotole con il suo oro.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

29 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Sempre a novembre

Sempre a novembre trattengo il tuo nome tra le dita
lui ritorna come un migratore che ha perduto la strada
e io non posso nemmeno scandire le tue lettere
diventate foglie e vento nelle foglie
vocalità di cui ho smarrito il senso e la forma.

Sempre a novembre richiudo con la penna
il cerchio canoro con il quale ti richiamo
mi appunto le immagini che ti legano a me
il glutine che si addensa e che nutre il legame.

Appoggio al muro della pagina che ci separa
questa mia testa piena di ricordi senza corda
e vi incido sempre necessariamente una voce.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

22 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Due canti amari di paese, Francesco Tontoli

Due canti amari di paese

I

Succede che se vedo una foto dall’alto
del paese dove per caso son nato
io non possa fare a meno di pensarlo
divorato da una enorme bocca ingorda
mangiapietre disposta al tradimento.

Succede che nella cartolina di benvenuto
compaiano alcune necessarie ferite inferte
dai denti aguzzi di una fabbrica di vento
che ha fatto del santuario dell’arcangelo
una rampa al cielo con pallidi scalini.

Mentre bontà sua, sulla collina a fianco
il capomastro divoratore si è fermato
opportunamente ai confini del castello
considerando di cattivo auspicio abbatterlo.
E questo è stato solo il tiepido antipasto.

Poi apparecchiando il più ricco dei banchetti
pare senza nemmeno accorgersene
considerando di buon gusto farlo
hanno devastato i campi profumati di zagara
e la feudale divisione della terra in moggi

credendosi affrancati dalla schiavitù
del duro lavoro di Terra di Lavoro
per costruire si è detto case ai figli
così potendo meglio annusare
l’essenza di percolato impacchettato

opera d’arte di un artista tiranno
nascosta sotto enormi tappeti a cielo aperto
un vasto tonnellaggio di piramidi in rifiuti
nere testimoni di questa civiltà
che immagino in bella vista dallo spazio

II

Succede che l’idea di mangiare pietre e terra
di approfittare del rassegnato silenzio degli alberi
di ricoprire frettolosamente le buche
dove si sono interrati bisogni chimici secondari
prodotti altrove e venduti un tanto al chilo

sia percepita come merda del nord resa splendente
ma vagamente radioattiva e tossica
occultata in cimiteri di fortuna.
Succede, è necessario ed è accaduto
divenuto fatalmente inderogabile

che tutto sia stato avvertito come croce
dalle chiese scampananti di paese.

Oh, quanto devono aver sofferto
ad assistere a un dolore così aperto
come devono aver taciuto i parroci e i sacrestani
per ogni morto accidentalmente avvelenato
per ogni malato estremamente confortato.

Quanto quel così compianto monsignore
deve aver istruito i suoi piccoli allievi
nel suo tenace Sabato del Villaggio
in orazioni e oscure penitenze corporali.

Quanto lavoro creato dal nulla e nel nulla finito
quanto quei figuri abituati a bere il sangue
del rivale in amore o in affari infine
hanno donato denaro e mendicato indulgenze

per le proprie criminali debolezze e vizi
invocando dal santo il miracolo di un maschio
e applicando biglietti devozionali al gonfalone!

La città ringrazia per la crescita del formicaio
del quartino diventato fortezza di famiglia.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

15 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Lungo la strada ho infranto il mio tempo

la luna piena è sul fiume

e io la tengo in aria con lo sguardo.

Non so se stanotte cadrà

ma se cade sul nastro d’asfalto

che ora percorro di corsa

ho tempo di vederne le tracce

i duri cristalli di morte

del suo bicchiere di luce.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

08 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, La logica del tormento

La logica del tormento

Parte da un punto qualsiasi
del tuo corpo
la logica del tormento.
Atterra nella tua mente
un aeroporto affollato
nel traffico perenne
di una metropoli asiatica.
Resta per ore ad angustiarti
conficcata in una tua costola
in uno dei lobi dei tuoi organi.
Descrive il tuo stato
tratteggia le sue fasi lunari
con la calma ansiosa e ferrea
di chi spiega con dovizia l’ineluttabile
come se fosse in un’aula magna
durante una lezione di anatomia.
Il medico è un luminare
e ha la sfortuna di servirsi
di un assistente impacciato
nell’operare una precisa dissezione.
A rifletterci potrebbe apparire
come una parodia di Mel Brooks.
C’è chi prende terribilmente sul serio
la scena della rianimazione
del suo amato Golem.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

01 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Un modo di porsi in mezzo alle cose

I

ormai è previsto l’arrivo dell’inverno
vedo l’ultimo stormo lasciare il campo
l’orologio del cielo ripara le lancette
abbiamo i minuti legali contati

II

bevo ancora l’ultima luce di oggi
azzurra luce portata dal vento
il vento la trascina via con un gesto
alla stazione fischiano un treno
un aereo buca il cielo e mi scrive
un nome che non arrivo a capire

III

un paesaggio di lenzuola stese
di cortili ritagliati nella luce
di ombre che il vento muove al sole
ottobre toglie dal mio sguardo
la sua porzione di vita mattutina
lontano dagli occhi gli alberi si sfiniscono

IV

quando la luce scende sulle foglie
e le rende campanelle di luce
prima di cadere tu facci caso
non cadi tu su quel taglio di luce
cade con quella bellezza autunnale
un modo di porsi in mezzo alle cose.

Francesco Tontoli

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Venerdì dispari

25 venerdì Ott 2024

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Cometa

Dietro le nuvole di questo cupo autunno
corre una cometa dai lunghi capelli di luce.
Ha portato la pioggia che ci devasta
ha risvegliato la guerra che ci beffa.
I cacciatori di astri sperano di vederla
forando uno squarcio di cielo stellato
per riprenderla nella corsa della sua follia.
Sanno che disperde fogli d’oro e amianto
piccole schegge di uranio e oscuri presagi.
Ha la terribile bellezza della morte in fronte
il bacio di sangue di una divinità mai sazia
mai stanca di puntare verso il sole ingannatore.
Fingere di allontanarsi per poi tornare
fa parte della sua strategia di sussistenza
e del disegno che traccia in un’ellisse.

Francesco Tontoli

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Il blog LIMINA MUNDI è stato fondato da Loredana Semantica e Deborah Mega il 21 marzo 2016. Limina mundi svolge un’opera di promozione e diffusione culturale, letteraria e artistica con spirito di liberalità. Con spirito altrettanto liberale è possibile contribuire alle spese di gestione con donazioni:
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