Tag

,

 

GIULIA

Omero, dov’è finita l’aurora dalle dita di rosa?
Tramonta una giovane stella
che non risalirà l’orizzonte
domattina.
“La cosa più bella è quella che si ama”,
– diceva Saffo –
ma sulla terra nera, nel nome
indebito dell’amore
la cosa più bella oggi è quella che
si uccide.

1. Ladra di tempo

Ti ho visto arrivare
ladro di tempo
la mattina in cui non ti ho mai cercato.
Ti ho visto entrare
ed era già tardi, troppo tardi, per chiudere a chiave.
Ti ho visto spogliare
il mio scheletro di bambina
Ti ho visto dare
un nome al mio seme di donna.
Potrei dire che mi hai derubata,
ma so quello che ho donato.
Potrei dire che mi hai avvelenata,
ma so quello che ho bevuto.
Che darei per sbagliare di nuovo
la vita giusta in quelle tue braccia,
brinderei con la saliva
leccando ancora l’ultimo istante
io, ladra di tempo, famelica delle
tue maestose briciole.

11. Fantasmi dell’universo

Scoperta la sorgente dei neutrini cosmici
E penso al tuo pene nella sua vagina
Messaggeri nello spazio
E penso al tuo pene nella sua vagina
Fantasmi dell’universo
E penso al tuo pene nella sua vagina
Si tratta di particelle originate da un buco nero in una
galassia che dista 4,5 miliardi di anni luce dalla Terra.
È una grande scoperta, come il tuo pene
nella sua vagina.
Cambierà le sorti dell’astrofisica,
non come il tuo pene nella sua vagina.
Squallido e arrabbiato, irrilevante
e io sono qui a pensare al tuo pene
nella sua vagina.
Sprofondo nella mia insicurezza
è un vortice di paura
che affoga la mia mente,
labile mente.

32. Serva d’amore

Un cuore di ghiaccio si scioglie
anche col sole d’inverno: con te trovo la pace,
sono Marte che pende dalle labbra di Venere.
La battaglia è solo dentro di me
che fremo ad ogni distanza: solo te dentro,
sento che ti muovi e scavi come un tarlo.
Impazzita serva d’amore
io mi sento solo incapace: come si ama
quest’uomo, c’è un manuale da studiare?
Fuori tutto è armistizio,
devo solo accettarlo: la guerra è altrove,
lontana dai nostri respiri affannati.

35. Disarmata

Volevo così forte amare
che non ho guardato:
sferrato il tuo attacco
sono caduta a terra
in silenzio come mai
e anche la morte era
un errore per te.
Io nemica improvvisata
o sempre velatamente
temuta nel letto
tenuta tra le tue braccia,
serpe in seno del desiderio:
mi scacci ora che hai morso
il frutto del piacere e io
ho sputato quello
dell’amore.
Non voglio difendermi da te:
la mia è una resa d’amore
o di stanchezza?
Alzo le mani coi vetri in bocca
seduta sul mio cuore,
schiacciata dalle tue parole
d’ortica. Solo il gatto mi
consola, estraneo salvatore.

38. Bambine mie

Se potessi
senza sembrare pazza
io vi abbraccerei tutte.
Se potessi
vi proteggerei
da quelle brutte idee
del mondo, prive di poesia,
così crude.
Lezioni inevitabili che vi
renderanno donne perché
siete già nate femmine
e io vi vedo come me:
bambina, cosi piccola,
ingenua, col cuore da
lanciare.
E l’ho lanciato.
Ha fatto molto male,
ma poi è tornato.

Alessia Pizzi, La poesia non può ferirmi, Eretica Edizioni, 2026.

L’AUTRICE

Alessia Pizzi è filologa classica, giornalista e consulente di digital marketing. Il suo lavoro si sviluppa all’incrocio tra cultura, letteratura e comunicazione digitale.
Dai suoi studi sulle scritture femminili nasce poetessedonne.it, il primo sito italiano dedicato al censimento delle poetesse assenti dai libri di scuola. Ha pubblicato il corto teatrale Qualcuno si ricorderà di noi, in cui Google risveglia tre poetesse dimenticate dalla storia con l’aiuto di Saffo, e la silloge Poesie sul tavolo, successivamente tradotta anche in lingua rumena.

poetessedonne@gmail.com
[link osservatorio]
[link report]