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Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

 

Tu non lo sai, ma io spesso mi sveglio di notte,
 
rimango a lungo sdraiato nel buio
 
e ti ascolto dormire lì accanto, come un cane
 
sulla riva di un’acqua lenta da cui salgono
 
ombra e riflessi, farfalle silenziose.
 
Stanotte parlavi nel sonno,
 
con dei lamenti quasi, dicendo di un muro
 
troppo alto per scendere sotto, verso il mare
 
che tu sola vedevi, lontano splendente.
 
Per gioco ti ho mormorato di stare tranquilla,
 
non era poi così alto, potevamo anche farcela.
 
Tu hai chiesto
 
se in basso ci fosse sabbia ad aspettarci,
 
o roccia nera.
 
Sabbia, ho risposto, sabbia. E nel tuo sogno
 
forse ci siamo tuffati.
 
 
 
Fabio Pusterla
 
da “Corpo stellare” ed. Marco y Marcos, 2010