La bambina aspetta
che io la chiami
e la veda sorridere.
Lei sa che sorridere
le dona grazia
e piena di grazia
mi rivolge gli occhi
affondando lo sguardo nel mio
riconoscendo la mia umanità
e io benedicendo la sua.
Entrambi restiamo a guardarci
come folgorati dal nome
che in silenzio ci siamo dati
dal nome
che sta nelle nostre bocche
e dagli occhi
che si richiamano cercandosi.
Ci affrontiamo così
fino a toccarci i nasi
come per dirci
ciò che non sappiamo
attraverso ciò che sappiamo.
E tutto passa dalle nostre narici
occhi, naso, bocca
e invisibili radici
una chimica inspiegabile
elementi e mattoni d’ amore
che stanno tutti nelle mie braccia
che la contengono
e nelle sue piccole dita
che mi segnano il viso.
Francesco Tontoli