Oggi montando sui tornanti di Giuncarico
ai lati della strada anemoni e viole tremolanti
tutta la Maremma era un cimitero
di alberi spezzati e stesi dal vento.
Centinaia di mimose esponevano
gli squarci freschi dei tronchi al cielo,
e come monetine gialle
i fiori tintinnavano nella tempesta.
Su in cima a Roccastrada
da solo sull’Acropoli ho dovuto lottare
perché il cappello non mi volasse via
tenevo ben calzati i pensieri alla testa.
provate voi a impazzire di vento.
Gli eroi mitologici parlano sempre di un destino tragico
nascosto dentro la profondità sublime di un paesaggio.
Un immenso e spaventoso sguardo
attraversava la pianura inseguendo le folate.
Mi è venuto in mente di andarmene
volare e rotolare via come un cappello.
Sono disceso poi lungo i vicoli
sbandando ubriaco come un asmatico iperventilato
inseguendo un barattolo trascinato dalla corrente
che s’era infilata tra le case.
Francesco Tontoli