Mi accadesti dentro, come vento
che irrompe e divo, parole sconosciute agli dei
l’inizio di un incanto.
Verbo che chiama carne
baraonda dei corpi,
un vortice che annichilisce
il fulmine di uno sguardo.
Del tempo che perdona
lasciammo gli anni
e stretti davanti ad un camino
invecchiati ora, dell’amore mai stanchi.
*
La notte si è alzata
su questi nudi alberi,
muta pazienza del tempo
che muore, e di noi una
selva di parole
sconosciute agli dei.
Sarai luce quando il silenzio
tramutato fiorirà fra i primi
uomini, un cielo che assolve
senza conoscerti.
Nebbia a gennaio, il gelo
dell’orma dissolta nell’aria.
Passasti così come fa il tuono
prima della pioggia,
un fiato sospeso
di te mi svelò.
Domenico Setola