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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi tag: Fra improbabile cielo e terra certa

Poesia sabbatica: “amico che lontano…”

24 sabato Gen 2026

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

amico che lontano…

 

amico che lontano

 

tu nel respiro degli ulivi

io qui a milano

nella polvere sottile che mi uccide

(e non dire a precipizio:

il respiro degli ulivi? quali ulivi?

si vive tutti l’asfissia

che poesia non depura)

 

dammi un attimo di tregua,

fammi stare nel delirio

di un sogno di matita,

che io guardi dal patibolo

lo smeraldo delle foglie

impazzite di scirocco,

il discendere di sere

profumate di limone

 

non domando troppo tempo,

un salto appena

lo scatto di una posa

un colpo di grancassa

e rapido lo stoppo

 

poi sarà il silenzio lungo

ed io senza più speranza

 

e tu nemmeno .

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica:”Lettera a mia figlia”

13 sabato Dic 2025

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, Lettera a mia figlia

 

Lettera a mia figlia

 

se un giorno io morissi,

figlia mia, ti prego

piangi pure ma fa’ che sia breve

 

non dare a questa vita

(inganno di un eterno che non dura)

l’euforia oscena di chi nel palmo

nasconde il poker d’assi che ci umilia,

non darle da godere

la tua estorta pena

e se proprio non riesce

tu fa’ che sia breve,

trattala come faccio io

scrivendo l’impostura

sopra tutti i muri,

coi denti del mercante

che assaggia le monete

e non chiama oro

lo sfavillio del rame,

accordi d’amore canta

quando incontrerai l’amore

e fai volare alianti

quando ti sentirai vento,

ma non cerchiare zeri

al valore della vita

che è solamente l’uno,

il numero di ciascuno                                 

 

intanto ora vivo

continuo questa guerra

che finirà perduta,

ma ti prego in quell’istante

ascolta nel silenzio

le antiche cornamuse

che degli uomini raccontano

il coraggio e la battaglia

 

e poi dammi pure un bacio

ma fa’ che sia breve.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “A nostra insaputa”

13 sabato Set 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

A nostra insaputa

 

sto parlando da solo

in questa clausura di terra,

a ricordare fra le pieghe

che un certo giorno

dovrò morire

*       

(per esaurimento d’anni

un guasto nella carne

il passare a caso

dove sarà fatale

e tutti a dire,

poverino, forse era destino)

*       

in un modo o in un altro

non c’è verso di passare la mano,

di negarsi al calice ed al fiele,

e si andrà fino al fondo,

 *      

avrei voluto essere là

quando divinità giganti

contrattavano tempo e luogo

per noi che ignari

dovevamo arrivare

 *

(bambini chiassosi in colonia d’estate)

 *

avrei voluto guardarle in faccia,

le divinità giganti,

mentre si giocavano a dadi

 *

l’anima, la carne,

lo strazio infinito

dei giorni contati.

     *   

Francesco Palmieri

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa”  Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Dopo la fine, cinico”

06 sabato Set 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Dopo la fine, cinico

 

cosa vuoi che facciano

le parole che tu dici,

altri di te più intonati

hanno soffiato nelle trombe

e il muro non è caduto

 

svaniti angeli ed arcangeli

ora agonie di sabbia

predoni e scorrerie

bancarelle di mercati sempre aperti

danzatrici dal ventre levigato

con l’ombretto ed il mascara

la lussuria in mezzo ai seni

 *     

io allo stremo

tempero una piuma

fingo contatti extraterrestri

mi travesto con il saio

per la predica e la messa

 *

ma cosa vuoi che facciano

le parole che tu dici,

altro uditorio forse

o forse un’altra vita

 

che questa non può più.

 

Francesco Palmieri
*
(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa“, Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Solo un desiderio”

07 sabato Giu 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Solo un desiderio

 

avrei voluto darti

darti vele leggere

e non il peso di meteorite

in caduta grave,

olio e non attrito

la corsa nella vita

 

avrei voluto darti l’appiglio

la sporgenza di parete

al precipitare a fondovalle

la stuoia gommapiuma

del riposo

 

ma anch’io sono pioggia

goccia parallela

in tonfo nel finito.

 

Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa ” – edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “In tutta onestà”

19 sabato Apr 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, In tutta onestà

 

In tutta onestà

 

non mi sentirai più dire

d’altri mari

di spiagge in attesa

senza un’ombra di scarpa

 

non mi va

di passarti una piuma

sul profilo degli occhi,

prepararti il decollo

per traversate stellari

dove solo ad un passo

trovi Dio che ti aspetta

 

non soffierò nelle orecchie

altro vento per vele

dove il mare finisce

e comincia l’abisso,

 

ho appena il coraggio

d’accennarti la guerra

da questa trincea

scavata in fondo alla terra

 

se ci sia un altrove

io questo non so

e comunque ti dico

che per me non s’è visto

 

intanto

resisto.                                                      

 

Francesco Palmieri 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa”  Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Lettera a Dio” e “Post-scriptum”

22 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Lettera a Dio

 

forse è ora

di chiudere il conto,

Dio,

forse è l’epilogo

che io non ho voluto

e tu lo sai,

se poi è vero che conosci

quanti capelli resistono nel cuoio

 

vorrei farti domande, tante,

le stesse che da  sempre

avevo ancora stamattina

ma adesso non è più tempo,

ti libero dall’affanno,

 

finirò i miei giorni

nel gelo di uno specchio,

a chiedere alla faccia

se era inevitabile

questo stare in anni

nell’occhio di un cecchino

o forse era fattibile

un giro da turista

al fresco del giardino,

 

non voglio giudicare

e non lo posso,

se poi sia stato osceno

lo sfregio che ti fecero

mia madre e poi mio padre,

ma io te lo giuro

ho fatto dei santini                                        

i miei segnalibri

e inciso sulla porta

il verbo dei profeti,

non ho cercato lodi

ed ho tenuto a bada

l’ebbrezza d’ogni miele,

ho riparato il fianco

al graffio del demonio

e lasciato in vita

le mosche sopra al pane,                                                           

 

a volte sono caduto

e pure sono stato

io spira di serpente

ma debole era la presa,

debole era la presa

perciò, tutto sommato,

qualche sassolino

potrei pure scagliarlo

al transito di spettri

che avevo chiamato piume,

 

gettato alla corrente

di epoche furiose

ho smesso di cercare

l’appiglio al salvagente,

annuso le mie rose

e non domando nulla,

aspetto venga la sera

e il giorno anche domani

 

io spero ci sia il sole

e un poco di calore,

disordine nel letto

e la polvere in salotto,

tanto alla mia porta

non busserà nessuno

 

ed ora somma pure

al tuo silenzio

il mio silenzio

 

e l’ultima parola,

un così sia.

 

  

Post-scriptum

 

ciò che non posso perdonarti

è lo startene a guardare

nel soffice che giurano

è divano in mezzo al cielo

 

l’ho detto anche al curato

ancora in confessione

e lui ha risposto figlio

non sai che le sue vie

non sono libero accesso

ma tu puoi stare certo

che lui ci vuole bene,

 

 

non posso perdonarti

la pena insopportabile

a cui non si era preparati

 

e il calice trabocca

acqua di occhi persi

il sangue dai costati.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Vista bifronte”

25 sabato Gen 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Vista bifronte

 

che sia carezza e velluto

in sfrego di pelle

ed inguine nudo,

che in cima a ginocchia

si apra il passo alle stelle

e ancora più in alto

un respiro d’eterno,

 

che non ci sia altro modo

oltre a nascere carne

per odorare la rosa,

il lenzuolo, la sposa,

per ferirsi le orecchie

sopra una scogliera

poi il cielo nel mare

e il mare a volare,

 

che appena in un bosco

sia delirio di foglie,

la quiete dei tronchi

nella conta dei tempi,

l’impronta graziosa

di una ninfa nascosta,

 

che a bastare un albore

ad aspettarti sul vetro,

lo scostare una tenda

per l’avvampare di sole                           

(e una sera una sera

a chiamare per nome

stelle d’orsa ed orione

e l’infinito era lì,

fra quegli occhi e la luna)

 

che respirando entri un vento

a distendere vele

per l’inizio del viaggio

fra indicibile e immenso                                                         

(e si macchia la pelle

d’indelebile azzurro,

si sciolgono i lacci

stretti sopra alle scarpe)

 

 

non basta a tacere

la gravità che ci atterra

(troppo esposta la croce,

troppo fragile il cuore

per stare con il dolore)

 

e mi sento qualcuno

che deve alzare la mano,

contestare il diritto

del disco orario alla fronte,

lo scegliere i tempi

senza dirci parola

e lasciarci qui a terra

fra il morire ed il sole.                                 

 

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa ” edizioni Terra d’ulivi)

 

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Poesia sabbatica: “Sentenza senz’appello”

21 sabato Set 2024

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Sentenza senz’appello

 

non riuscire a trattenere

lo smeraldo delle foglie,

questa la pena

 

arrendersi all’affondo delle rughe

allo sfibrarsi della pelle

al passo che non tiene più la strada

e rimanere indietro

all’allontanarsi delle spalle

di chi solo ieri

appena si reggeva sulle gambe

 

scoprire oltre il ritardo di saggezza

che semplicemente vivere

era già essere felici,

stare nell’essenziale di un respiro quotidiano

e ancora così lontano

il tempo della falce e mietitura

 

non riuscire a trattenere neanche un giorno,

questa la pena,

sapere l’impossibile risparmio delle ore

e noi a guardarci morire nello specchio

 

ad ogni singolo risveglio.

 

 

Francesco Palmieri

 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Edizioni Terra d’ulivi)

 

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Poesia sabbatica: “Me ne sto fuori”

14 sabato Set 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Me ne sto fuori

  

non che io trafitto

mi sia seduto al bordo

 

(lo sai, ho corso in anni,

in anni ho sopportato assalti ed ombre,

in anni più di una sortita in fondo al molo

perché era oltre il mare e me l’approdo

e non barche, neanche un equipaggio per il viaggio,

solo rottami e vele, valigie sugli scogli)

 

non che io trafitto

piagnucoli un perdono

 

(conosci quanti altari ho costruito

e sai l’offerta di agnelli e di colombe

a farsi fumo in cielo, cenere a terra)

 

tu sai che colpa è il vivere

e vivere espiazione

e allora quale perdono

a chi chiedere perdono

 

è solo un uscire dalla vista

chiudere la porta alle mie spalle

aprire di un quaderno il primo foglio

 

e scrivere il dolore che ci tocca.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Edizioni Terra d’ulivi)

 

 

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Poesia sabbatica: “Lamento di Ulisse”

15 sabato Giu 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, Lamento di Ulisse

 

Lamento di Ulisse

 

(infine    

era questo l’approdo

 

non riposo di ulivi

né carne di sposa,

solo lame, coltelli

ancora la guerra,

 

ed è già tutto visto)

 

ho di fronte altro mare

e una barca per salpare

(se schioccassi le mie dita

vele stese, acqua ai remi)

 

ma dove riva, scoglio,

l’anfratto sconosciuto,

il varco e poi le stelle

 

e l’immenso che mi accoglie.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Seconda lettera a mia figlia”

11 sabato Mag 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri, Seconda lettera a mia figlia

 

Seconda lettera a mia figlia

 

ti chiedo perdono, figlia mia,

per il salto mortale

da un altrove a qui

dove non c’è rete

a frenare la caduta

ma ancora non sapevo

che qui spasimo è la sosta,

 

e se pure t’amo

non mi dico fiero

per quel poco di mare

versato nel secchiello,

per il castello

che avrei voluto roccia

a cingere il tuo passo

e non era sasso

ma solo pastafrolla,

 

ti chiedo perdono, figlia mia,

allora non sapevo

che a te non padre e madre

sarebbe stato il mondo

ma strada insidia e bosco

battuto dai predoni,

girone di più inferni

per essere nata un giorno,

 

se fossi stato dio

avresti avuto sfoglio                                    

di un tempo sterminato

e non il brivido di adesso

ad ogni compleanno,

e non ci sarebbe stata serpe

non ci sarebbe stato frutto

a farmi vacillare

per un perdono in più,

 

in ultimo ti prego

di non guardarmi troppo,                                                        

ignora i miei capelli

e il bianco che mi assale,

la pelle che si appanna

nel conto alla rovescia

e vedimi sulle scale

dove anche oggi io

ho vinto la partita

che gioco con la morte,

 

 

perdonami per sempre, figlia mia,

per il salto mortale

da un altrove a qui

dove non c’è rete

a frenare la caduta,

perdonami per sempre

perché un tempo io

ancora non sapevo

che non appena nasci

è già entrare nel morire.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa“,Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Antipoesia”

23 sabato Mar 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Antipoesia

 

ho fatto scempio nella serra,

i vasi in cocci col martello,

sul pavimento fiori e foglie,

i bonsai senza più terra

 

ho soffiato contro le stelle

fino all’epilogo del cielo

e finalmente solo la notte,

questo riparo breve

all’inganno della luce

 

ho sputato dentro al mare

la menzogna dell’immenso

ed ora guardo indifferente

a ciò che è e poi sarà

 

(un durare di parentesi

soffocate in mezzo al tempo,

una data quando nasci

una data quando muori

ed intanto l’abitudine

ai saluti per chi parte,

al sorriso consumato

da chi mai arriverà

ciò che mai succederà).

 

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa”  Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Peso a peso”

17 sabato Feb 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Peso a peso

 

(…siamo nati a morire

e ancora questo non basta…)

 

non basta farsi certi a poco a poco

che gli anni invulnerabili sono contati

e poi solo il cadere ad una ad una

di scaglie di metallo dalla pelle

(e carne, soltanto carne esposta,

dai piedi fino alla testa, intorno a braccia e cosce,

nel cavo del torace, nel ventre gommapiuma,

carne soltanto col marchio di memorie

che furono corse sott’acqua e pioggia senz’ombrello,

la svolta in un portone ed una rosa,

il bacio ed una rosa, e l’infinito intorno)

 

non basta sovrapporre peso a peso,

comprimere le spalle di zavorra e terra

(e rami fracassati per caduta da sospensione al suolo,

i voli trasparenti che hai aspettato in anni

perché non era ancora il tempo degli spari,

dei colpi di fucili nascosti nelle siepi

e i passeri a stramazzare, i cani ad abbaiare,

e terra tutt’intorno, soltanto questa terra)

 

non basta lo spirare goccia a goccia,

segnare il passo per l’ultimo dei morti            

(e chiudere la casa dopo il lutto,

scenderne le scale per non salirle più)

e poi ancora uno che forse ti aspettavi

e poi ancora un altro venuto di sorpresa,

non basta accorgersi e non dirlo

che i vecchi se ne andranno

e resteranno i figli,

che certo è ancora vita il giro di clessidra

ma come sarebbe stato

il durare gli uni e gli altri

lo spazio di un eterno

e non i giorni d’inferno                                                             

per i sopravvissuti,

 

siamo nati a morire,

e fosse stato questo il neo,

il punto di scadenza di una stagione sazia,

un reclinare il capo come i fiori,

un chiudere le imposte per dormire,

l’andarsene non visti, senza lasciare croci,

svanire fra le stelle e nessuna guerra,

 

sarebbe stata vita, un giorno lungo un sogno,

il canto di un delfino a navigare il mare

 

(ma forse questo

dio

ancora non l’ha visto).

 

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)
Qui, la lettura espressiva della poesia.

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Poesia sabbatica: “Ad ogni poesia”

20 sabato Gen 2024

Posted by Francesco Palmieri in Poesia sabbatica, Poesie

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Ad ogni poesia

 

lo so

non serve a niente

distillare verbi ad alta gradazione

per l’ebbrezza di secondi

 

( e credere tra le dita

la matita santa

le parole inaudite

la bocca sovrumana

a centrare il nucleo di fiamma

l’atomo di luce che rischiara )

 

si tratta solo di una pausa

l’allungo di un respiro di sollievo

la salva inoffensiva sparata contro il cielo

 

poi l’incanto si dissolve

torna la polvere a cadere

la sveglia a spaventare

 

torna questa terra

l’ininterrotto ciclo minerale

 

il nostro essere mortali.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” edizioni Terra d’ulivi)

 

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Poesia sabbatica: Eclissi delle parole

07 sabato Ott 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Eclissi delle parole

 

ho creduto al verbo

( ora non più )

dapprima tutto stampatello

a vegliare il sonno e lo spavento,

a dare fiato

per la corsa dentro agli anni,

poi le lettere ad una ad una

minuscole a sparire,

 

e se ancora scrivo qualche frase

non è preghiera o proclama di riscossa,

è solo parlare dentro a un foglio,

tracciare un segno in mezzo al bianco

come foca, pinguino, leone marino,

una macchia scura su ghiaccio sterminato,

un canto moribondo

sull’estremo della terra

e poco in là

il silenzio di pianeti e stelle

la lingua sottozero dell’assenza.

 

FRANCESCO PALMIERI

 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – pubblicata da  Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: La poesia

10 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

La poesia

 

 

la poesia è una voce interferente,

un bla bla della lingua

che si sperde nel niente,

un pensiero vestito di rose

o una lacrima nel fazzoletto,

la poesia è un frullo di petto,

il calcio ad un sasso

fra cielo e campagna,

il vento di tende

quando viene l’estate,

una sonda alle stelle

per l’ascolto di passi,

 

la poesia è una bottiglia di mare,

la tua voce nel vetro

un sussurro nell’acqua

 

(venitemi a prendere,

hai detto tu a stento,

voi che pescate

dentro onde felici,

qui io non vivo,

trascorro straniero)

 

la poesia,

un pugno nel vento,

un nome un cognome

gridati un momento,                                   

un assalto al silenzio

vendicarsi del niente.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

 

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Poesia sabbatica: Passaggio di consegne

13 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Passaggio di consegne

 

 

conserva queste mie parole

per quando verrà il tuo inverno

(lo vedrai sui rami

degli alberi a fine autunno,

su un’altalena ferma

nei parchi di novembre,

nel freddo sulle mani

e i passeri sul filo

a prendere la neve,

lo sentirai nel ghiaccio

che incrosta a fior di pelle

e non ci sarà più scialle

a trattenere stelle,

non ci sarà più tempo

per altro giro e danza

e lo saprai per certo

che è solo andata il viaggio

e non c’è freno ai giorni,

non uno che ritorni,

che l’essere felici è stato breve

per noi che siamo ore

ma abbiamo sottopelle

l’impronta dell’eterno)

 

conserva queste mie parole

per quando verrà il tuo inverno

e un passo dietro l’altro

tu ti farai da parte

a chi chiederà la strada                                

per le sue gambe forti

il vento sulle spalle

l’avanzo dei domani

la creta nelle mani

(e non avrà sospetto

che tu hai ancora fame

che spasimo è il suo seno

che aspetti un altro treno

ed è un obbligo di carne

il decreto che tradisce,                                                            

un computo di giorni

a fare il vuoto intorno)

 

non un respiro in più

da questo inverno mio

e neanche una parola

per la consolazione,

sarà solo sapere

che tutto quanto è stato,

 

che sono andato avanti

nel solco di discesa

che fa più estranei i vivi

e meno lontani i morti.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: Il vizio di vivere

06 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Il vizio di vivere

 

 

certo,

si fosse fermato

al tempo posteriore della gemma

ai giorni delle fanciulle con le gonne a fiori

e la lussuria accesa in un rossore,

 

e se anima, pensiero,

potessero la spinta

e si abitasse il volo

delle correnti in alto,

 

si fosse limitato il vivere

a due o tre decenni e poi il fermo,

a quando era immortale

l’incedere del piede,

 

sarebbe stata già bestemmia

una sola protesta al cielo

 

ma siamo scivolo di sere,

siamo carne che intristisce,

epilogo in crescendo

col no contro la morte                                       

 

(per vizio che ritorna

quando finisce il giorno,

per l’altro appuntamento

fissato per domani,

per noi che siamo i vivi

e morire non sappiamo).

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Cambi di stagione”

22 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Cambi di stagione

 

 

si è aspettato a giorni il mondo che verrà

(era in attesa sul finire di una buonanotte,

oltre la storia e i baci prima di dormire,

era inciso su cupole fra firmamento e cielo

che bastava una preghiera perché dio

vi si affacciasse in volo,

e poi sospeso sopra labbra rosse

quando l’amore non era un dopo

di lenzuola sudate da lavare)

 

si è aspettato, noi,

come bambini seduti sopra a un molo

coi piedi in pesca dentro acquario e mare

e gli occhi di vedetta in cima a caravelle

(perché i bambini hanno angeli per ciglia

e coperte con le stelle sulle spalle,

perché i bambini sono senza confini

ed hanno passi alti dalle montagne al cielo)

 

poi vennero gli anni scivolati in acqua:

un tempo per il tuono delle cannoniere,

un tempo per il fumo delle petroliere,

un tempo per l’utopia caricata dalla polizia,

un tempo per un muro al fondo d’ogni via,

 

e adesso è solo vivere al presente,

lo spazio di giornata o qualche minuto appena,

e se mi affaccio un tanto sulla riva                 

lo so tutto il silenzio a perdita di vista,

il nientenulla oltre la superficie

ed un bisbiglio di cordoglio dentro cattedrali,

così, come viene naturale dopo la strage,

ad ogni genocidio di generazione

quando infine si capisce

che si nasce per le stelle

e si muore in una cella.

 

 

FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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