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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: POESIA

Poesia sabbatica: “Non m’importa di sapere”

16 sabato Nov 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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NON M’IMPORTA DI SAPERE

 

non m’importa di sapere

da dove veniamo,

in fondo siamo arrivati

e ci troviamo qui,

non si sa se chiamati o gettati,

o viaggiatori distratti

siamo scesi ad una stazione qualunque

da un treno d’altrove

che non doveva essere qui

 

(non qui

dove sopportiamo di starci

perché il ripartire

non può darsi a comando

e il morire è quel viaggio

che nessuno sa dire

se procuri altra vita)

 

non m’importa di sapere

da dove veniamo,

in fondo qui siamo arrivati

e lo abbiamo imparato

che nessuna carezza

nessun sole

nessun oceano grande

potrà farci scordare

la condanna di essere nati.

 

(1998)

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili e sparse)

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Venerdì dispari

15 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Lungo la strada ho infranto il mio tempo

la luna piena è sul fiume

e io la tengo in aria con lo sguardo.

Non so se stanotte cadrà

ma se cade sul nastro d’asfalto

che ora percorro di corsa

ho tempo di vederne le tracce

i duri cristalli di morte

del suo bicchiere di luce.

Francesco Tontoli

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Dieci poesie di Ivan Pozzoni

12 martedì Nov 2024

Posted by Loredana Semantica in POESIA, Poesie

≈ 1 Commento

BRONCHOPNEUMONIA

Sei arrivata dalle oscure terre del freddo Est,
riarse dai roghi luminosi di Jan Hus e di Jan Palach
– mi ricordano il suono indistinto del tuo nome
che non so ancora dire, che non so ancora urlare-,
sei arrivata con una borsa piena delle mie fatiche di Ercole
senza riuscire a scambiare i tuoi occhi coi miei occhi,
senza riuscire a scioglierti sotto i colpi del sapore corrosivo del mio alito
(la mia lingua taglia, erode, brucia).

Alle anime gemelle non occorrono due anime,
si scontrano come corpi nella concretezza della terra,
si scontrano sulle bollette da pagare, sui conti in rosso, su vite in bilico,
alle anime gemelle non occorrono due corpi
attraverso cui scopare, rotolandosi voluttuosamente in letti madidi
su cui restano impressi i segni delle catene,
alle anime gemelle non occorrono due menti,
alle anime gemelle non occorrono due cervelli,
alle anime gemelle non occorrono due cuori.

Sei volata via come la brezza del fantasma di un amore fragile
lasciandomi il compito di rimettere insieme i cocci
della nostra nuova lingua: italiano – english – český,
in un threesome che, ragionevolmente, caratterizzerà la nostra storia,
a fare i conti con il tuo timore di amare e la mia incapacità d’essere amato,
a tossire, a vomitare sangue, a bruciare (due mesi?)
d’una inarrestabile bronchopneumonia amorosa.

Alle anime gemelle non occorre niente,
bastano a se stesse, figurine doppie
sovrapposte sull’album dei ricordi della vita,
a mettere in rilievo un attimo brillante di felicità
al tatto di un Dio che colleziona cadaveri e esperienze altrui,
a Milano, a Karlsbad, o a Milansbad.

SIAMO TIGRI DI CARTA

L’una di notte non suona mai così spontanea
dalle mie mani dense di ragadi non battono doloranti filastrocche,
da anni, oramai, sono vittima collaterale di una metrica troppo risoluta
schiava di no Tav, no Vax, no tax, no fly zone,
i miei acidi gastrici carburano con tonnellate di Pantoprazolo
con la digestione impedita da uno stomaco butterato dai buchi del vaiolo.

Responsabili e irresponsabili allo stesso momento
rogitiamo case come se dovessimo vivere in eterno,
non ci fidiamo a essere padri o madri e, con nonchalance,
adottiamo amori destinati a non sopravvivere un decennio
non vediamo l’ora, dopo una giornata, che il destino ci scodinzoli alla porta
e non ci rendiamo conto, allo specchio, di barattarci con tigri di carta.

Pure va tutto bene e non c’è niente che funziona,
attento alle calorie in eccesso, col contapassi da asino da soma,
bulimizzo ogni sentimento, enigmatico come la sfinge di Chefren,
nessuno saprà mai se sono pago o sto a tre metri dall’overdose d’En,
ubiquo nell’arena, sotto il drappo rosso, bovino dall’aspetto esangue,
non si capisce se sono qui o vorrei stare ovunque.

Continua a leggere →
Ivan Pozzoni su Limina mundiDownload

BRONCHOPNEUMONIA

Sei arrivata dalle oscure terre del freddo Est,
riarse dai roghi luminosi di Jan Hus e di Jan Palach
– mi ricordano il suono indistinto del tuo nome
che non so ancora dire, che non so ancora urlare-,
sei arrivata con una borsa piena delle mie fatiche di Ercole
senza riuscire a scambiare i tuoi occhi coi miei occhi,
senza riuscire a scioglierti sotto i colpi del sapore corrosivo del mio alito
(la mia lingua taglia, erode, brucia).

Alle anime gemelle non occorrono due anime,
si scontrano come corpi nella concretezza della terra,
si scontrano sulle bollette da pagare, sui conti in rosso, su vite in bilico,
alle anime gemelle non occorrono due corpi
attraverso cui scopare, rotolandosi voluttuosamente in letti madidi
su cui restano impressi i segni delle catene,
alle anime gemelle non occorrono due menti,
alle anime gemelle non occorrono due cervelli,
alle anime gemelle non occorrono due cuori.

Sei volata via come la brezza del fantasma di un amore fragile
lasciandomi il compito di rimettere insieme i cocci
della nostra nuova lingua: italiano – english – český,
in un threesome che, ragionevolmente, caratterizzerà la nostra storia,
a fare i conti con il tuo timore di amare e la mia incapacità d’essere amato,
a tossire, a vomitare sangue, a bruciare (due mesi?)
d’una inarrestabile bronchopneumonia amorosa.

Alle anime gemelle non occorre niente,
bastano a se stesse, figurine doppie
sovrapposte sull’album dei ricordi della vita,
a mettere in rilievo un attimo brillante di felicità
al tatto di un Dio che colleziona cadaveri e esperienze altrui,
a Milano, a Karlsbad, o a Milansbad.

SIAMO TIGRI DI CARTA

L’una di notte non suona mai così spontanea
dalle mie mani dense di ragadi non battono doloranti filastrocche,
da anni, oramai, sono vittima collaterale di una metrica troppo risoluta
schiava di no Tav, no Vax, no tax, no fly zone,
i miei acidi gastrici carburano con tonnellate di Pantoprazolo
con la digestione impedita da uno stomaco butterato dai buchi del vaiolo.

Responsabili e irresponsabili allo stesso momento
rogitiamo case come se dovessimo vivere in eterno,
non ci fidiamo a essere padri o madri e, con nonchalance,
adottiamo amori destinati a non sopravvivere un decennio
non vediamo l’ora, dopo una giornata, che il destino ci scodinzoli alla porta
e non ci rendiamo conto, allo specchio, di barattarci con tigri di carta.

Pure va tutto bene e non c’è niente che funziona,
attento alle calorie in eccesso, col contapassi da asino da soma,
bulimizzo ogni sentimento, enigmatico come la sfinge di Chefren,
nessuno saprà mai se sono pago o sto a tre metri dall’overdose d’En,
ubiquo nell’arena, sotto il drappo rosso, bovino dall’aspetto esangue,
non si capisce se sono qui o vorrei stare ovunque.

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Doris Bellomusto, “A corpo libero. Esercizi di poesia” Le Pecore Nere editore, 2024.

11 lunedì Nov 2024

Posted by Deborah Mega in POESIA, Segnalazioni ed eventi

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Tag

A corpo libero. Esercizi di poesia, Doris Bellomusto

 

Propositi

Sviscerare il cuore.
Seguire il vento.
Accarezzare il profilo
delle cose.
Annusare nell’aria
le stagioni.
Aprire il cuore come si apre
all’alba una finestra.
Respirare il cielo.

 

La perifrastica attiva

Io del tramonto cerco
gli avanzi,
le sfumature.
La luna
mi basta dimezzata.
La lussuria della luna piena
non appartiene a me
che al cerchio preferisco la spirale,
che amo l’incompiuto,
il “quasi”, il “non ancora”,
la perifrastica attiva.

 

Il resto

Vivere per addizione
è un vizio di forma,
si vive di ciò che resta
dopo tutto l’oblio.
Si sottraggono gli istanti
alla somma dei giorni.
Resta il cielo
respirato a cuore aperto.
Resta lo sguardo puro
di quando il mondo era
sognato e non ancora
sciupato da mani avide
e pance ingorde.
Il resto si dà per sottrazione.

 

Come le rondini al cielo

Mio figlio
non è
mio.
Devo scriverlo
per ricordarlo
al mio cuore
avido.
Mio figlio
mio
non è,
ma
appartiene
a me
come le rondini al cielo
e non al nido.

 

L’incanto di sempre

Inciampo sempre
in fragili incanti.
Invidio il fiore e
la farfalla,
la lucertola al sole.
Forse,
un giorno inciamperò
nello specchio giusto e
mi vedrò
per quel che sono:
fragile incanto anch’io
minuscolo frammento
di universo.

 

Al vento di Maestrale

Ho imparato
a stare a mezz’aria
se occorre,
saltare la pozzanghera;
morire nel gheriglio della noce;
sfogliare i sogni degli amanti;
disordinare l’amore degli sposi;
disporre del mio tempo con amore;
amare all’improvviso un viso nuovo;
masticare lentamente i sogni;
ogni giorno, lesta o lenta, camminare,
azzardare con l’immaginazione,
agire con tenerezza.

Tremula
al vento di Maestrale
ho imparato a pregare
ogni muta creatura
terrestre.

 

La controra

Il retrogusto del caffè
regala l’impressione del risveglio
anche se la controra stanca l’anima
anche se in tasca si nasconde
qualche promessa scomoda
anche se preferisco il sogno
e gli occhi chiusi,
le mani in tasca
e gli spergiuri.

 

Testi tratti da Doris Bellomusto, “A corpo libero. Esercizi di poesia” Le Pecore Nere editore, 2024.

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Poesia sabbatica: -41-

09 sabato Nov 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

 

41

 

non dimentico il sapore del pane,

dell’olio e il sale sopra alla mollica

 

non dimentico l’acqua bevuta alla fontana

e intorno l’estate azzurra,

il bianco delle case e le ciliegie rosse

stampate sulle gonne

 

non era nero in aria

il volo delle rondini

e non un grido i passeri

ma solo canto a sera

che preparava stelle

 

ed ora lo so perché i bambini

in paradiso giocano.

 

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Variazioni su un dolore solo”)

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Venerdì dispari

08 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Tag

Francesco Tontoli, La logica del tormento

La logica del tormento

Parte da un punto qualsiasi
del tuo corpo
la logica del tormento.
Atterra nella tua mente
un aeroporto affollato
nel traffico perenne
di una metropoli asiatica.
Resta per ore ad angustiarti
conficcata in una tua costola
in uno dei lobi dei tuoi organi.
Descrive il tuo stato
tratteggia le sue fasi lunari
con la calma ansiosa e ferrea
di chi spiega con dovizia l’ineluttabile
come se fosse in un’aula magna
durante una lezione di anatomia.
Il medico è un luminare
e ha la sfortuna di servirsi
di un assistente impacciato
nell’operare una precisa dissezione.
A rifletterci potrebbe apparire
come una parodia di Mel Brooks.
C’è chi prende terribilmente sul serio
la scena della rianimazione
del suo amato Golem.

Francesco Tontoli

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LA POESIA PRENDE VOCE: MARIANGELA RUGGIU

05 martedì Nov 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

≈ 2 commenti

Tag

La poesia prende voce, Maria Allo, Maringela Ruggiu

LA POESIA PRENDE VOCE

Alla povera mia fragilità
tu guardi senza dire una parola.
Tu sei di marmo, ma io canto,
tu – statua, ma io – volo.

Marina Cvetaeva

Testo tratto dal nuovo libro” Rilucenze”,Terra d’ulivi editore, 2023

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Marcello Buttazzo, “Ti seguii per le rotte”, I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, 2024

04 lunedì Nov 2024

Posted by Deborah Mega in POESIA, Segnalazioni ed eventi

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Tag

Marcello Buttazzo, Ti seguii per le rotte

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Poesia sabbatica: “Cronologie diverse”

02 sabato Nov 2024

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Brogliaccio, Francesco Palmieri

 

 

CRONOLOGIE DIVERSE

 

e tu ancora hai chiesto

 

mi ami

 

davvero mi vuoi bene,

risponderai il mio nome

se chiamerò il tuo nome,

ed io che ti amerò per sempre

ti avrò ora e per sempre?

 

io non dico nulla

 

(penso)

 

agli anni da ordinare nei bagagli,

al fuoco che mi resta ed alla fiamma,

al fulmine che è un appena

e poi lo scuro

 

e faccio fatica a dirti

che già da tempo vivo

come dentro a una stazione

 

e vedo te che arrivi

e me che forse parto.

 

 

Francesco Palmieri 

(da “Brogliaccio” inedito)

 

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Venerdì dispari

01 venerdì Nov 2024

Posted by frantoli in Venerdì dispari

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Tag

Francesco Tontoli

Un modo di porsi in mezzo alle cose

I

ormai è previsto l’arrivo dell’inverno
vedo l’ultimo stormo lasciare il campo
l’orologio del cielo ripara le lancette
abbiamo i minuti legali contati

II

bevo ancora l’ultima luce di oggi
azzurra luce portata dal vento
il vento la trascina via con un gesto
alla stazione fischiano un treno
un aereo buca il cielo e mi scrive
un nome che non arrivo a capire

III

un paesaggio di lenzuola stese
di cortili ritagliati nella luce
di ombre che il vento muove al sole
ottobre toglie dal mio sguardo
la sua porzione di vita mattutina
lontano dagli occhi gli alberi si sfiniscono

IV

quando la luce scende sulle foglie
e le rende campanelle di luce
prima di cadere tu facci caso
non cadi tu su quel taglio di luce
cade con quella bellezza autunnale
un modo di porsi in mezzo alle cose.

Francesco Tontoli

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LA POESIA PRENDE VOCE: LUCIA TRIOLO

29 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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Tag

La poesia prende voce, Lucia Triolo, Maria Allo

LA POESIA PRENDE VOCE

La guerra è ciò che accade quando il linguaggio fallisce.
Margaret Atwood

Foto da Wikipedia

INEDITO

A GAZA

tra la folla dove abitai 

un istante

si saggiano i nomi

con la prova:

tu chiami

chi si volta è lui,

oppure no

ma lo diventa

la riuscita è solo probabile:

anche se non è il suo

tu leghi un volto

al nome

lo raccogli nel cuore

A Gaza oggi

erano terminati i nomi

quali i nomi prima del tuo?

e in un istante

nessuno si volta più

e non c’è più nessuno

LUCIA TRIOLO

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Poesia sabbatica: “Senza titolo”

26 sabato Ott 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

SENZA TITOLO

 

forse è ancora guerra qui,

certo, senza bombe,

neanche un colpo di fucile,

solo la fatica

di stare dietro ai giorni,

di accarezzare un meglio

che dura troppo poco

(e fermarsi a volte

al centro di una strada,

togliere alla vista

il mondo a questa parte

e concentrare il fuoco

per l’istantanea breve,

un colpo solo luce

per tutta un’altra storia)

 

e tu le dici fughe

le mie assenze lunghe,

mi chiami allo scoperto

a fare un’altra terra

 

ma io ho già vissuto

il tempo dei leoni

e sto in sintonia

di un tempo in decadenza

 

se tiro fino a tardi

è per contare i morti

che un giorno furono i vivi.

 

Francesco Palmieri

(dal brogliaccio “Poesie escluse” , inedito)

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Venerdì dispari

25 venerdì Ott 2024

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ 1 Commento

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Francesco Tontoli

Cometa

Dietro le nuvole di questo cupo autunno
corre una cometa dai lunghi capelli di luce.
Ha portato la pioggia che ci devasta
ha risvegliato la guerra che ci beffa.
I cacciatori di astri sperano di vederla
forando uno squarcio di cielo stellato
per riprenderla nella corsa della sua follia.
Sanno che disperde fogli d’oro e amianto
piccole schegge di uranio e oscuri presagi.
Ha la terribile bellezza della morte in fronte
il bacio di sangue di una divinità mai sazia
mai stanca di puntare verso il sole ingannatore.
Fingere di allontanarsi per poi tornare
fa parte della sua strategia di sussistenza
e del disegno che traccia in un’ellisse.

Francesco Tontoli

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LA POESIA PRENDE VOCE: NICOLA MANICARDI

22 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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Tag

La poesia prende voce, Maria Allo, Nicola Manicardi

LA POESIA PRENDE VOCE

«Sono a una spanna / dal tuo cuore / e guardo come mi parla il mondo / e come mi parla. / Tutto è dentro al tuo respiro».

Nicola Manicardi

Testo tratto da: CON EFFE”, Qed stèresis Edizioni, 2024. Legge lo stesso autore.

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Poesia sabbatica: “Non è vero”

19 sabato Ott 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri

 

NON È VERO

 

non è vero che morire

è solo mutazione già prevista

(passare dal solido al gassoso,

frantumarsi in soli e stelle

e diventare vento, anni luce,

una saetta da qui a un dappertutto)

 

non è vero che morendo

non si perde niente,

 

si perde tutto

se non ricorderò chi sono

e cosa sono stato,

l’accelerazione al sangue

per te che non esistevi

solo qualche momento prima

e in un istante breve

sei stata il nome sacro

tatuato nella pelle,

se non riconoscerò

i quanti volti ho perso

e non rivedrò mia figlia

che pur senza volerlo

avrò lasciato sola,

se non saprò il fragore

dei sogni che ho sognato,

di una mattina presto

coi passeri già svegli

e del silenzio quieto

dopo la nevicata,

del cielo quando è maggio

che spalanca le finestre

e il sonno di una casa

che guardava verso il mare,

 

non è vero che morendo

non si perde niente

 

io avrò perso tutto

se in un’altra vita

 

non mi ricorderò di questa.

 

Francesco Palmieri

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LA POESIA PRENDE VOCE: FRANCO MASSIMO BOTTURI

15 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA, SINE LIMINE

≈ 4 commenti

Tag

La poesia prende voce, Maria Allo, Massimo Botturi

LA POESIA PRENDE VOCE

La poesia è quando il silenzio prende la parola.

Georges Duhamel

INEDITO

NON TI SOMIGLIA IL DOLORE

Non ti somiglia il dolore

perché hai volto, e lucido di foglia

tra i denti, e sai di erba, incolta ed irrigata

acerba e ragazzina.

Somigli più al papavero che teme la tempesta

la sua immobilità di soldato

le sue stanze, di aria ed acqua santa piovuta.

Nulla triste, soltanto un po’ sorpresa

di vita, la crudele; magnifica presenza

che scorda, delle figlie, talvolta

quella mano al mercato nella folla.

Non ti somiglia il dolore, sei più bella.

FRANCO MASSIMO BOTTURI

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Luca Baratta, “Hanno ragione i poeti”, Eretica Edizioni, 2023.

14 lunedì Ott 2024

Posted by Deborah Mega in POESIA, Segnalazioni ed eventi

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Hanno ragione i poeti, Luca Baratta

 

 

Poesia
volò
da questi libri,
è la luna d’oro
è sveglia
sta sbarcando
sulla terra:
chiede alla gente
sembianze cristalline
di vita.

 

Non soffro
per arrivare sopra te,
mi devasto
per armonizzarci.

Al buio,
seguo tracce
di un paradiso perduto.

 

No, non c’è più tempo
per star male
per sperare
per lavorare
il momento è qui
in luoghi e lingue
diversi, insieme
bisogna
guarire.

 

Ribelli ai nomi nuovi
per gli uguali ingranaggi
della storia,
proviamo ad essere
altri, in forme
non più dicibili.

 

Vastissime e lontanissime
quiete braccia di temporale
sopra le teste e le case del paesello.
Umido corre un ragazzetto
per l’eco del vicolo
e con lui le storie
che furono e saranno.

 

Luca Baratta, “Hanno ragione i poeti”, Eretica Edizioni, 2023.

 

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Poesia sabbatica: “Protesta”

12 sabato Ott 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

PROTESTA

 

avrebbero dovuto cancellare

dai vocabolari

la parola eternità

 

avrebbe giovato a noi posteri

la sua estinzione

e sarebbe scomparso il malinteso

di chi se ne va sicuro

con la polizza stretta nella tasca

 

bisogna dirlo a tutti,

l’eternità

è acqua che le dita

non trattengono

 

e la vita,

il poco che ti specchia

nel cavo delle mani.

 

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili e sparse”  – anni ottanta)

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LA POESIA PRENDE VOCE: LOREDANA SEMANTICA

08 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, LETTERATURA, Podcast, POESIA

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Tag

La poesia prende voce, Loredana Semantica, Maria Allo

LA POESIA PRENDE VOCE

Scrivo poesia e mi aspetto che la poesia

che scrivo dica qualcosa del reale

di cui faccio esperienza.

Christian Prigent

Testo tratto da ” Barracuda ” Terra d’ulivi Edizioni, 2024. (Immagini e lettura della stessa autrice)

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Poesia sabbatica: 13

05 sabato Ott 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Frammenti, Francesco Palmieri

 

13

 

 

trattenermi

trattenerti

com’è difficile per noi

che abbiamo eliche sulle spalle

ali che all’improvviso rotano

 

(per uno squarcio azzurro tra le nubi

per un lampo appena a ciel sereno

per carne o cuore che mai s’acquieta,

perché se un dio muore

ne arriva un altro che ne fa le veci,

perché ha un odore marcio

ciò che è morto

e noi abbiamo fame del risorto)

 

lo so

sarebbe bello poter dire:

ecco, sono arrivato,

da qui non parto più

 

ma chi lo sa

se un’agenzia stellare

subdola o infernale

ha omesso sul biglietto

data e destinazione

 

solo punti di sospensione

le tappe e le stazioni

l’orario di partenze e mai l’arrivo

 

(ed itaca non c’è

atlantide è scomparsa

 

e viviamo noi perduti

noi senza più astri

sul bordo delle ciglia).

 

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

 

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