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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: POESIA

Titos Patrikios, “Πολιορκημένος χρόνος -Tempo assediato”, Fallone Editore, 2024.

24 lunedì Feb 2025

Posted by Deborah Mega in POESIA

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Πολιορκημένος χρόνος - Tempo assediato, Titos Patrikios

Πολιορκημένος χρόνος – Tempo assediato
Autore Titos Patrikios
Traduzione a cura di Maria Caracausi
IL LEONE ALATO, Collana diretta da Andrea Leone

 

I
Δὸν Κιχῶτες

Ἀπ’ τοῦ σχολειοῦ μας τ’ ἄχαρα θρανία
ὄνειρα πλέκαμε γιὰ τὴ ζωὴ
κι ὣς χτὲς ἀκόμα μὲ μανία
νὰ βγοῦνε λέγαμε μπορεῖ.

Νέοι κινήσαμε τοῦ κόσμου Δὸν Κιχῶτες
γιὰ τὴν κατάχτησή του τὴ σκληρὴ
μ’ ἄγγιχτη ἡ πανοπλία πρόσμενε τὸ πότες
ὥσπου βαρέθηκε τὴ δόξα μας νὰ καρτερεῖ.

Σὰ σκούριασε στὴ γωνιά της ἀφημένη
μάχη δὲν ἤξερε ἀκόμα τί θὰ πεῖ
ὅμως καλύτερα νά ’βγαινε νικημένη
παρὰ ποὺ τὴ σκέπασε ἀπόλεμη ντροπή.

Τώρα ποὺ ὅλα ἔχουνε πιὰ χαλάσει
καὶ μάδησαν τὰ λίγα μας φτερὰ
σὲ τούτη ποὺ μᾶς δόθηκε τὴν πλάση
τὰ δόντια σφίγγοντας γιὰ πρώτη μας φορὰ

θὰ ψάξουμε ὅλοι νὰ βροῦμε μιὰ θεσούλα
ἴσως καὶ παραγιοὶ σὲ κάποιο καπηλειὸ
εἴτε νὰ κουβαλᾶμε βαλίτσες καὶ μπαοῦλα
ἄσχετο ἂν χρόνια πηγαίναμε σχολειὀ.

Σιγὰ σιγὰ καθένας μας θὰ συνηθίσει
κι ὁ χρόνος τὴν κάθε μιὰ πληγὴ
ἤρεμα κι ἀνεπαίσθητα θὰ κλείσει
ἂν γρήγορα δὲ μᾶς ρουφήξει ἡ γῆ.

 

I
Don Chisciotte

Dagli squallidi banchi della nostra scuola
intrecciavamo sogni per la vita
e ancora fino a ieri, folli,
dicevamo che potessero realizzarsi.

Novelli Don Chisciotte del mondo
muovemmo alla sua dura conquista
ma la corazza aspettava intatta il quando
finché si stancò di attendere la nostra gloria.

Quando arrugginì abbandonata nel suo angolo
cosa significasse battaglia non sapeva ancora
tuttavia meglio uscirne sconfitta
piuttosto che imbelle, coperta di onta.

Ora che tutto si è ormai guastato
e si sono disfogliate le nostre esigue ali
in questo mondo che ci è stato dato
stringendo i denti per la prima volta

cercheremo tutti di trovare un posticino
forse anche da garzoni in qualche bettola
o a trasportare valige e bauli
anche se per anni siamo andati a scuola.

A poco a poco ciascuno di noi si acconcerà
e il tempo tranquillo e impercettibile
chiuderà ogni ferita
se presto non ci ingoierà la terra.

 

V
Ἀφταρσία τῆς ὕλης

Λέξεις ποὺ δὲν εἰπώθηκαν,
μ’ ἕνα νυχτερινὸ ἀπόηχο μονάχα, μάταιες,
αἰσθήματα ρευστὰ ποὺ πρόσκαιρα
ὑποτάσσονταν στὸ σχῆμα τοῦ κορμιοῦ,
διαβατικὲς γυναῖκες, ἐπιθυμίες
ἀκόρεστες κι ὅμως χωρὶς ἀντίκρισμα
(ἴσως καὶ δίχως θέληση νὰ ὑπάρξουν…).
Τόσα ὄστρακα νεκρὰ καὶ πετρωμένα
σκεπάζοντας σιγὰ σιγὰ τὴ γλώσσα
τοὺς βρόγχους, τὰ πλεμόνια,
σκεπάζοντας τὰ ὕφαλα
αὐτοῦ τοῦ ἐγκαταλειμμένου πλοίου.

 

V
Incorruttibilità della materia

Parole che non furono dette,
solo con un’eco notturna, vane,
sentimenti fluidi che temporaneamente
si sottomettevano alla forma del corpo,
donne di passaggio, desideri
insaziabili e tuttavia senza copertura
(forse anche senza volere che ce ne fossero…).
Tanti cocci morti e pietrificati
che coprono a poco a poco la lingua
i bronchi, i polmoni,
che coprono l’opera viva
di questa nave abbandonata.

 

VI
Ἡ μεταμόρφωση

Δὲ γεννήθηκα τελειωμένος ἄντρας,
μέρα τὴ μέρα μεγάλωνε ἡ ζωή μου
βλασταίνοντας σὰ δέντρο.
Δὲ γεννήθηκα ἥρωας,
μέρα τὴ μέρα μεγάλωνε ἡ ζωή μου
μέσα σὲ κατανικημένους φόβους.
Ἦρθα κοντά σας τρέμοντας κι ἐλπίζοντας
προσπάθησα νὰ γίνω ὅπως μὲ θέλατε
μαζὶ νὰ πολεμήσουμε τὴν ἀδικία.
Ὅμως δὲν νοιάζομαι ἄλλο γιὰ τὴ γνώμη σας
μέχρι τὸ ποῦ θὰ ψάξουμε γιὰ ὑπεύθυνους
μέχρι τὸ ποῦ θὰ ξεγυμνώσουμε τὸ ψέμα.
Δὲν νοιάζομαι πιὰ γιὰ τὴ συγγνώμη κανενός.

 

VI
La metamorfosi

Non sono nato uomo compiuto,
giorno per giorno cresceva la mia vita
germogliando come un albero.
Non sono nato eroe,
giorno per giorno cresceva la mia vita
dentro paure stravinte.
Sono giunto vicino a voi con timore e speranza
ho cercato di diventare come volevate
per combattere insieme l’ingiustizia.
Tuttavia non mi curo più del vostro parere
fin quando cercheremo responsabili
fin quando metteremo a nudo la menzogna.
Non mi curo più del perdono di nessuno.

Titos Patrikios, “Πολιορκημένος χρόνος -Tempo assediato”, Fallone Editore, 2024.

 

Titos Patrikios (Atene, 1928) ha coltivato da sempre la poesia, esercitando nel contempo l’attività politica: esperienze intense, anche drammatiche, affrontate con onestà intellettuale e vigile spirito critico. Costantemente impegnato nel sostegno dei diritti civili, ha al suo attivo, oltre a numerosi racconti e traduzioni, diversi saggi letterari, sociologici e giuridici.
La sua produzione poetica è raccolta nei volumi Ποιήματα Α’, 1943-1959 (2017), Ποιήματα Β’,1959-2017 (2018) e Ο δρόμος και πάλι (2020).
Fra le traduzioni italiane più recenti della sua opera si ricordano: Poesie scelte, a cura di V. Rotolo, Palermo 2019; La strada di nuovo, a cura di D. Puliga, Palermo 2022.

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Poesia sabbatica: “Lettera a Dio” e “Post-scriptum”

22 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Lettera a Dio

 

forse è ora

di chiudere il conto,

Dio,

forse è l’epilogo

che io non ho voluto

e tu lo sai,

se poi è vero che conosci

quanti capelli resistono nel cuoio

 

vorrei farti domande, tante,

le stesse che da  sempre

avevo ancora stamattina

ma adesso non è più tempo,

ti libero dall’affanno,

 

finirò i miei giorni

nel gelo di uno specchio,

a chiedere alla faccia

se era inevitabile

questo stare in anni

nell’occhio di un cecchino

o forse era fattibile

un giro da turista

al fresco del giardino,

 

non voglio giudicare

e non lo posso,

se poi sia stato osceno

lo sfregio che ti fecero

mia madre e poi mio padre,

ma io te lo giuro

ho fatto dei santini                                        

i miei segnalibri

e inciso sulla porta

il verbo dei profeti,

non ho cercato lodi

ed ho tenuto a bada

l’ebbrezza d’ogni miele,

ho riparato il fianco

al graffio del demonio

e lasciato in vita

le mosche sopra al pane,                                                           

 

a volte sono caduto

e pure sono stato

io spira di serpente

ma debole era la presa,

debole era la presa

perciò, tutto sommato,

qualche sassolino

potrei pure scagliarlo

al transito di spettri

che avevo chiamato piume,

 

gettato alla corrente

di epoche furiose

ho smesso di cercare

l’appiglio al salvagente,

annuso le mie rose

e non domando nulla,

aspetto venga la sera

e il giorno anche domani

 

io spero ci sia il sole

e un poco di calore,

disordine nel letto

e la polvere in salotto,

tanto alla mia porta

non busserà nessuno

 

ed ora somma pure

al tuo silenzio

il mio silenzio

 

e l’ultima parola,

un così sia.

 

  

Post-scriptum

 

ciò che non posso perdonarti

è lo startene a guardare

nel soffice che giurano

è divano in mezzo al cielo

 

l’ho detto anche al curato

ancora in confessione

e lui ha risposto figlio

non sai che le sue vie

non sono libero accesso

ma tu puoi stare certo

che lui ci vuole bene,

 

 

non posso perdonarti

la pena insopportabile

a cui non si era preparati

 

e il calice trabocca

acqua di occhi persi

il sangue dai costati.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” Terra d’ulivi edizioni)

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Venerdì dispari

21 venerdì Feb 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

≈ 1 Commento

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Francesco Tontoli

Senti, mi ha detto la voce
non farti troppe domande.
Rispondi solo ai campanelli indecisi
alle chiamate insicure.
Non riattaccare subito
osserva il silenzio che si crea
ascolta e dimmi quali colori
tra i tanti
ti vengono in mente.
Stai sulle parole
come chi debba guardarle
prima di dirle.
Trova un’uscita dignitosa
a questo avvenire
il succedersi precipita
senza che tu sia capace di riconoscerlo
se ripassi la lingua tra i denti
se ti mostri tenace
nel mantenere quello che hai concordato
tra te e te
se ti sparisce la voce
e ti rimangono i suoni
e con loro, i ricordi.
Non badare agli odori
che ti riportano a certe primavere
tieni all’oscuro quella luce
che ti preme sul petto.
Fai in modo che le notti abbiano
le porte chiuse sui desideri
non sei più in ritardo,
né in anticipo
su nessun appuntamento.

Francesco Tontoli

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LA POESIA PRENDE VOCE: RAFFAELA FAZIO

18 martedì Feb 2025

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA, TRADUZIONI

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Tag

La poesia prende voce, Maria Allo, Raffaela Fazio

LA POESIA PRENDE VOCE

R. BROOKE – Sonnet/Sonetto. Traduzione di Raffaela Fazio

SONNET

Sonnet

I said I splendidly loved you; it’s not true.
Such long swift tides stir not a land-locked sea.
On gods or fools the high risk falls − on you –

The clean clear bitter-sweet that’s not for me.
Love soars from earth to ecstasies unwist.
Love is flung Lucifer-like from Heaven to Hell.
But − there are wanderers in the middle mist,
Who cry for shadows, clutch, and cannot tell
Whether they love at all, or, loving, whom:
An old song’s lady, a fool in fancy dress,
Or phantoms, or their own face on the gloom;
For love of Love, or from heart’s loneliness.
Pleasure’s not theirs, nor pain. They doubt, and sigh,

And do not love at all. Of these am I.

*

Sonetto

Ti professai, magnifico, il mio amore: era fasullo.

Se chiuso, non è mosso da rapide correnti il mare.

Il grande rischio grava dei o folli – tu tra quelli.

Non fa al caso mio il chiaro e netto dolce-amaro.

S’innalza dalla terra a ignote estasi l’amore,

come Lucifero scagliato dal Cielo all’Inferno.

Ma in mezzo, nella nebbia, ci sono viaggiatori

gementi per un niente; s’aggrappa a ciò che ha intorno

ognun di loro. Se ami oppur chi ami dir non sa:

se un pazzo in costume o dama di vecchia canzone,

se uno spettro o il suo stesso volto nell’oscurità,

per amor di Amore o solitudine del cuore.

Né pena né piacere gli appartiene. Di tutto

è incerto, sospira, non ama affatto. Io son sì fatto. 

da “L’amore è breccia nelle mura.” Antologia poetica a cura di Raffaela Fazio (puntoacapo 2025)

Nota

Raffaela Fazio (Arezzo 1971) risiede a Roma dove lavora come traduttrice. Ha trascorso dieci anni in vari paesi europei, laureandosi in lingue e politiche europee all’Università di Grenoble, e specializzandosi presso la Scuola di Interpreti e Traduttori di Ginevra. Rientrata in Italia, ha conseguito un diploma in scienze religiose e un master in beni culturali presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. 

Nel campo dell’iconografia, ha pubblicato alcuni articoli e due guide sull’arte paleocristiana. È autrice di vari libri di poesia. Tra gli ultimi: “L’arte di cadere” (Biblioteca dei Leoni, 2015); “Ti slegherai le trecce” (Coazinzola Press, 2017); “L’ultimo quarto del giorno” (La Vita Felice, 2018); “Midbar” (Raffaelli Editore, 2019); “Tropaion” (puntoacapo Editrice, 2020); “A grandezza naturale. 2008-2018” (Arcipelago Itaca, 2020); “Meccanica dei solidi” (puntoacapo Editrice, 2021); “Un’ossatura per il volo” (Raffaelli Editore, 2021); “Gli spostamenti del desiderio” (Moretti e Vitali, 2023). Si è occupata della traduzione di Rainer Maria Rilke, in “Silenzio e Tempesta, Poesie d’amore” (Marco Saya Edizioni, 2019), di Edgar Allan Poe, in “Nevermore. Poesie di un Altrove” (Marco Saya Edizioni, 2021), di Renèe Vivien in “L’ardente agonia delle rose” (Marco Saya Edizioni, 2023) e di Rupert Brooke in “L’amore è breccia nelle mura” (puntoacapo Editrice, 2025). Nel 2021 è uscito un suo libro di brevi racconti come vincitore del primo premio Narrapoetando 2021: “Next Stop. Racconti tra due fermate” (Fara Editore, 2021).

Raffaela Fazio

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Versi trasversali: Naomi Simeoli

17 lunedì Feb 2025

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Versi trasversali

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Tag

Naomi Simeoli, poesia contemporanea

 

Piet Mondrian, Composition with large red plane, yellow, black, grey and blue (1921)

La poesia è anche incontro, una geometria di rette a volte parallele, altre volte perpendicolari. Similmente al quadro di Mondrian un reticolato vivo e riccamente colorato. Nell’ambito della rubrica Versi Trasversali, presentiamo la poesia di …

NAOMI SIMEOLI

 

Meglio sentirsi altrove e oltre
le soglie della lingua dei giudizi,
dell’ossessione tua di definirci
e dare nome ai baci e rìdici
se per me somigliano a radici
o a vertigini d’acqua, qualcosa
che piove e si insinua ovunque.

*

Un bacio e tornasti nella luce
ti seguì quella voce che diceva
qualcosa che non volevo sentire.

Noi non ci vediamo che son più lune
eppure, compaiono in primavera
le rose, le nostre, rosse, sfiorite.

*

Il tuo profumo è fresco di astri!
Gli eterei incastri sono condotti
dai gesti che fai, se muovi le mani
tu dai ordine agli universi.
Scorgervi i segreti per salvarti!

Tu insegnami il tuo alfabeto
composto da lune e uragani.

*

Esisto solo se mi senti

[…]
Donna vedi alle soglie dei voli
quasi sfioriamo le soglie dei sogni.
Ti ho raggiunta nel gelo dei cicloni,
liberata la fronte dai ghiaccioli,
ciondoli d’acqua sulla tua frangetta.
[…]

Com’è che in petto a te pensando
tal tempesta si scatena? Della schiena
lascia che la mia pelle sia la tela
che mordi coi tuoi denti distanti;
che io esisto solo se mi senti,
se mi sventri fin’ al cuore e tremi,
se ci canti come amanti e menti.
[…]

*

[…]
Da orme luminose nel fluttuare
intuisco il suo cammino, lo seguo,
ci inciampo e non ne vedo la fine.
Come vivere dopo un sentire
più che infinito nel mondo vuoto?
Non capivo, di colpo tutto era finito.

*
Finendo la notte

Vedendo insieme le stelle rotte
dal mattino svelto, avresti detto
che di strana sostanza si compone
la mia anima, ch’ogni sua pagina
rivela diversa d’ogni fantasma
una propria, sgranata verità.
Dunque, mi racconteresti la tua.

*

[…]
Sai ch’io dagl’incavi delle clavicole
ti riconoscerei all’indomani
venuti meno i passaggi, i barranchi,
i cieli, le strade, i nomi, le cose.
[…]
Da su, più su, guardiamo le nuvole;
nel tuttonulla mi stringi le mani,
tra le piaghe rocciose, tra i calanchi
del cosmo le tue mani vaporose.

*

Porti segreti come i bambini
con i fiori, li raccolgono scalzi
dietro fasci nascosti di ginestra.

 

Naomi Simeoli, testi tratti da Qualcosa resiste, De Frede Editore, 2024.

Naomi Simeoli (Napoli, 1998), conseguita la laurea triennale in lettere moderne, frequenta filologia moderna all’Università di Napoli «Federico II». Nel 2024 raggiunge il podio del Premio Internazionale Luigi Vanvitelli nella sezione “poesia orale e performativa”. Qualcosa resiste è la sua prima silloge poetica.

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Poesia sabbatica: -8- e -13-

15 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-8-                                                

 

( a un’amica per un lutto che il tempo non ha medicato)

 

 

tu la sai

la crudeltà dei morti

 

quel loro andarsene zitti

e noi senza più parole

senza più appuntamenti da dare

nessun giorno dopo

 

noi

che possiamo solo chiamarli

che sappiamo i nomi ad uno ad uno

che guardiamo fotografie

 

e niente

nessuno risponde

non una parola

una voce

un rumore

 

noi

siamo i vivi

a sopportare la morte.

***

-13-

 

 il passero

preso nella stretta

sembra più domestico

 

mangia

beve

quando è sera dorme

 

solo certe notti

sbatte un po’ le ali

cinguetta dentro al sonno

 

forse sogna.

 

Francesco Palmieri
(dalla raccolta edita “Biografie”  edizioni Terra d’ulivi)

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Venerdì dispari

14 venerdì Feb 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Davvero è un caso
incontrare questa parola
che non fa rima con niente
non combacia con nessun’altra
sembra non accordarsi al mobilio o alla tappezzeria
si sforza di non distinguersi
dallo sfondo di silenzio di una casa.
Non ruzzola dalle scale come tutte le altre
non prende treni né aerei per arrivare lì
e non parte nemmeno veramente da qui.

E se non l’avessi sentita sillabata
aperta in una bocca e infilata
tra i denti e la lingua di uno o di una
arrivare alle orecchie tappate dell’altro
non potrei stare qui a fare il poeta d’accatto
quello che sfrutta e che parla a vanvera.
E se qualcuno mi dice che non ha mai sentito
la parola “addio”
senza rispondere “a cosa? a chi?”
io non ci credo
non credo si possa dire addio
così come si dice cosa a una cosa
e pane a chi ha fame e acqua a chi ha sete.
E perfino dire rosa a una rosa
se ci pensi, vengono le spine nel cuore.

Francesco Tontoli

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Poesia sabbatica: “Solitudine fisica e metafisica”

08 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri, il male nascosto, Solitudine fisica e metafisica

 

SOLITUDINE FISICA E METAFISICA

 

 tu le sai le sere

le notti senza stelle

la luna sta nascosta

e tutto nero il cielo

la strada è già silenzio

lontano chi saluta

un chiudersi di porte

e la tua ombra a terra

 

sospesa su un abisso.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta edita “Il male nascosto” Edizioni Terra d’ulivi)

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Venerdì dispari

07 venerdì Feb 2025

Posted by frantoli in POESIA, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli

Tutto questo azzurro raro cielo d’inverno
mi ha costretto a vegliare sulla luce
e l’orizzonte
sopra le case della città
e godermi la vista
delle antenne e dei panni stesi.
È come raccogliere e conservare i raggi
piantare un albero su quella montagna lontana
avvicinare agli occhi i frammenti
delle grandi gru del porto
e dire ai gabbiani
di allungare lo sguardo
sul mare così distante.
Non mi resta che fremere
di quella piccola gioia che ci prende
quando si è sazi senza aver mangiato
canticchiando un grazie
una preghiera arcaica e passeggera
comunicare al citofono
attraverso lo strato denso
delle trasmittenti che affollano i tetti
il proprio incontenibile esserci.

Francesco Tontoli

 

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Poesia sabbatica: “Attimo di coscienza”, “L’inevitabile”

01 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, il male nascosto

 

Attimo di coscienza


anche oggi un giorno di nuvole basse

di foglie dentro, mute a cadere,


novembre,

e poi verrà dicembre


e ancora a seguire


un tempo inutile


(ed io

nel tentativo estremo

di trasformare in storia


un assordante nulla).



*************************************************



L’inevitabile


troppo a lungo

ho distolto occhi e faccia,

sempre a guardare (testardo)

dall’altra parte, non questa,


non qui che lo sentivo

quanta moria di fiori

(e gli anni polvere, neve,

appena qualche traccia

scordata in un quaderno)


eppure era questa

la destinazione,

l’arrendersi al sangue

che si fa calcare


e ritrovarsi in resa

nel mezzo di una strada


in alto

un cielo ad inferriata

e in terra rami

che ieri erano foglie.



Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Il male nascosto” – edizioni Terra d’ulivi)

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Venerdì dispari

31 venerdì Gen 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Stamattina al risveglio

Stamattina al risveglio
scambiandoci il buongiorno
nel raccontare le piccole storie
come quella di essere stati lontani nel tempo
ti ho chiesto se per caso mi avessi sognato
e come. Se anche lì insomma
per forza o per amore ci fosse stata
quella cosa che ancora teniamo viva
tutti i giorni l’uno nell’altro.
Se talora imbastendo una storia inverosimile
e smaltendo i ricordi residui
ci fosse stata la mia presenza
il simulacro che abbiamo agitato
con la devozione e che il tempo ha scandito
come fosse un quotidiano dio minore.

Non mi è mai capitato di chiederlo
dire ” scusa, mi sarò mica perso dentro
ciò che hai sognato? e ti ho voluto bene
anche lì?”.

Ma ho sentito che ti era successo
non sempre, non spesso
di avvertire e avvertirmi di notte
dormendo al di fuori dal sogno
provare precisa la forza sensibile
di parlare chiedendomi con la voce impastata
di uscire da dove stavi sognando
di stare un po’ sulla soglia
di spostarmi ai bordi della nave
ai confini del letto.

Francesco Tontoli

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Poesia sabbatica: “Vista bifronte”

25 sabato Gen 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Vista bifronte

 

che sia carezza e velluto

in sfrego di pelle

ed inguine nudo,

che in cima a ginocchia

si apra il passo alle stelle

e ancora più in alto

un respiro d’eterno,

 

che non ci sia altro modo

oltre a nascere carne

per odorare la rosa,

il lenzuolo, la sposa,

per ferirsi le orecchie

sopra una scogliera

poi il cielo nel mare

e il mare a volare,

 

che appena in un bosco

sia delirio di foglie,

la quiete dei tronchi

nella conta dei tempi,

l’impronta graziosa

di una ninfa nascosta,

 

che a bastare un albore

ad aspettarti sul vetro,

lo scostare una tenda

per l’avvampare di sole                           

(e una sera una sera

a chiamare per nome

stelle d’orsa ed orione

e l’infinito era lì,

fra quegli occhi e la luna)

 

che respirando entri un vento

a distendere vele

per l’inizio del viaggio

fra indicibile e immenso                                                         

(e si macchia la pelle

d’indelebile azzurro,

si sciolgono i lacci

stretti sopra alle scarpe)

 

 

non basta a tacere

la gravità che ci atterra

(troppo esposta la croce,

troppo fragile il cuore

per stare con il dolore)

 

e mi sento qualcuno

che deve alzare la mano,

contestare il diritto

del disco orario alla fronte,

lo scegliere i tempi

senza dirci parola

e lasciarci qui a terra

fra il morire ed il sole.                                 

 

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa ” edizioni Terra d’ulivi)

 

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Venerdì dispari

24 venerdì Gen 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Gennaio ancestrale

Gennaio ancestrale

È tornato Gennaio ancestrale che conosco
ha smesso di recitare fingendo per caso
di esser un qualsiasi Marzo o Aprile
ci ha tenuto a cantare il suo inno d’inverno
la musica lenta che copre i monti di nebbia.

È tornato e ha parlato la lingua dei lupi
ha promesso di rendere il sonno un letargo mancato
ha cambiato la notte in una lunga veglia
e il giorno ha stabilito sia un grumo di luce.

Aspettiamoci altro che gelo alla porta
definiamo turni di guardia alle finestre del cielo
rinforziamo gli argini con sacchi e vedette
lui vuole convincerci che aspettare sia un inganno
vuol mettere in giro le voci più oscure.

Ha corrotto le menti e drogato i pochi pozzi
ai bambini racconta di futuri spariti nel nulla
e stare di guardia ai fienili non basta.

Le speranze dei sogni vuol far credere
siano sepolte come gelidi semi
nella terra glaciale indurita dal vento.

Francesco Tontoli

 

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Citazione

LA POESIA PRENDE VOCE: RAFFAELLA ROSSI

21 martedì Gen 2025

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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Maria Allo, Podcast, Raffaella Rossi

LA POESIA PRENDE VOCE

Le parole sono un mezzo con cui attraversare il tempo

e starci, fuori misura, dentro.”

Beatrice Niccolai

Letture tratte dalla raccolta ” Ipotermia”, Delta 3 Edizioni, collana Plenilunio, 2024( Postfazione di Emanuela Sica). Legge l’autrice stessa.

ph. di Ida Idaco

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Versi trasversali: Alessandro Barbato

20 lunedì Gen 2025

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Versi trasversali

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Tag

Alessandro Barbato, poesia contemporanea

 

 

Piet Mondrian, Composition with large red plane, yellow, black, grey and blue (1921)

 

La poesia è anche incontro, una geometria di rette a volte parallele, altre volte perpendicolari. Similmente al quadro di Mondrian un reticolato vivo e riccamente colorato. Nell’ambito della rubrica Versi Trasversali, presentiamo la poesia di …

ALESSANDRO BARBATO

 

In un tuo volo

Se fossimo vapore, come nuvole
sapremmo attraversare forme e cieli,
ammorbidire i segni, arrotondarli,
potremmo fare a meno di parlare.
Ci basterebbe piovere ogni tanto
sui prati, sui tuoi tarli, i continenti
oppure sfilacciarci lenti e bianchi
sui mari che respirano alla Luna.
Se fossimo vapore e non in questo
giro sordo in cui scorrono le vite
attorcigliate a date e a situazioni,
potremmo continuare anche a sorridere
se sfuma un’altra estate, invecchia il mondo
e tu non sei ora qui, ma in un tuo volo.

In coda (La vita di ogni regola)

Sto bene con gli estranei,
perché non sanno il gioco e quanto è dura
la vita di ogni regola.
Con chi, se un po’ curioso, potrà sempre
immaginarmi un po’
più buono, in chissà quale suo collage
di vuoti e proiezioni.
E poi con te, quando compari come
un lampo tra le nuvole
più spesse a fare chiari anche i minuscoli
dettagli sparsi in coda
a ogni mio sbaglio, in tutti i tuoi sbadigli.
Con quelli che si allenano
a sbocciare, persino a tramontare
senza intoppi; coi gatti
che vedono anche al buio quando serve.

In estate la luce

Fa buio. Troppa luce
rimpicciolisce l’iride, socchiude
un po’ le palpebre e paglia pare il prato
dove razzola un bambino
a cui regalo ogni mio sogno.
Li porterà nel petto, forse allegro
sotto il Sole polveroso,
mentre corre come un pazzo
col pallone, tra le aiuole secche,
il cuore che sconfina nei polmoni.
Oppure al mare, quando basterà
la sabbia ai suoi capricci senza tempo,
e a noi guardarlo per pulire il nostro
sguardo al bianco canto delle onde.

Con l’approssimarsi dei primi sogni d’autunno

Ci sono altre vecchie abitudini
che dovrei smettere di coltivare,
non misurare più il tempo in autunno
o dare alla pioggia il colore
del mare. Anche abbassare un filino
la voce e fare di notte un sentiero
di braci, non traccheggiare
inseguendo le briciole, le anime
perse, sfinite a volare.
Ci sono molte altre vecchie abitudini
che dovrei smettere di praticare,
per liberare più spazio all’odore
sparso ogni giorno dai tuoi desideri:
fare un veloce inventario del mondo,
stare in silenzio a guardarti dormire.

Inediti di Alessandro Barbato

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Poesia sabbatica: -15-

18 sabato Gen 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

15, Francesco Palmieri

 

15-

non raccontiamoci più nulla (amore)

di chi sei stata

di chi sono stato

delle altre vite avute

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

 

non ci diciamo più

che già abbiamo amato e pianto

ma non ero io

non eri tu

chi ci prendeva

e poi ci ha lasciato andare

 

non raccontiamoci più (amore)

chi siamo stati

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

 

guardami nuovo

come io ti guardo nuova

 

guardami

non sono mai esistito

io sono nato adesso

 

dimmelo,

non sono mai esistita

io sono nata adesso

 

e io e te rinati a un’altra vita.

 

Francesco Palmieri

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Venerdì dispari

17 venerdì Gen 2025

Posted by frantoli in Poesie, Venerdì dispari

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Francesco Tontoli, Sulla terrazza delle ricordanze

Livorno, Piazza Mascagni

 

Sulla terrazza delle ricordanze
si prende sul viso lo schiaffo del libeccio
nelle passeggiate controvento
prima che la pioggia spenga
definitivamente il palpito del cielo.

Siamo guidati da una bambina saggia
che ci difende dalla sferza della solitudine
attraversa la corrente, calpesta per gioco
solo le mattonelle scure, e sceglie la strada
della sua piccola candela di luce
che si oppone alla tempesta.

Qui saggiamo la natura delle cose
il salmastro che penetra nei pori
il rumore dei fiocchi e delle bandiere
il battere ritmico dei pennoni
le onde che ingrossano il cuore e l’orizzonte.

Qui bisogna urlare per sentire
le mie e le tue voci nascoste
e quella taciuta che il vento porta sul dorso.

E prima di salutare il mare con un inchino
piegati come fuscelli dal soffio del tempo
ci guardiamo ad occhi semichiusi
sprecando lacrime di sale

tenendo protetta in mezzo a noi
la nostra infanzia come un tesoro conteso
ognuno stringendo la sua piccola mano.

Francesco Tontoli

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Nel verso giusto. Sguardi di resistenza di poete siciliane, L’Arca di Noè, 2024

16 giovedì Gen 2025

Posted by Loredana Semantica in LETTERATURA, POESIA, Segnalazioni ed eventi

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L'Arca di Noè, Nel verso giusto

Col titolo “Nel verso giusto”, sottotitolo “Sguardi di resistenza di poete siciliane“, nel mese di ottobre scorso, è stata pubblicata dalla casa editrice “L’arca di Noè” una raccolta di poesie a tema civile. Emarginazione, discriminazione, invisibilità, migranti, guerra, donne tra violenza e resilienza sono i temi trattati nelle specifiche e omonime sezioni del libro. Il libro è nato da un’idea di Bia Cusmano di riunire la scrittura poetica femminile siciliana d’impegno sociale, in modo che fossero rappresentate il più possibile tutte le province dell’isola. Curatrici sono Stefania La Via e la stessa Bia Cusumano. In copertina “Ritratto pixellato” acrilico su tela di Giacomo Cuttone. La prefazione di Anna Maria Bonfiglio.

Nel libro, inseriti nelle varie sezioni, testi poetici di ventisette autrici, elencate di seguito nell’ordine in cui si succedono nella stessa raccolta.

Cinzia Accetta
Margherita Biondo
Jana Cardinale
Giovanna Fileccia
Patrizia Giurleo
Maria La Bianca
Giuseppina Lauricella
Ornella Mallo
Maricla’ Micale
Adriana Montalbano
Adele Musso
Daniela Musumeci
Loredana Semantica
Rosa Maria Chiarello
Marilina Giaquinta
Stefania La Via
Francesca Traina
Liliana Arrigo
Iolanda Cuscunà
Giuseppina Mira
Ester Monachino
Margherrita Rimi
Rossella Caleca
Chiara Catanese
Bia Cusumano
Ester Guglielmino
Deborah Prestileo

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Andrea Ravazzini, Inediti

13 lunedì Gen 2025

Posted by Deborah Mega in POESIA

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Andrea Ravazzini

Resta

Rimasi
Alla fine
Di quel luogo
Silente
Sospeso
Tra stormi
Di sogni
Migranti
Su ali
d’Altrove.

Lieve scappai

Scappai
Tra il sibilo
Asciutto
Di una notte
In fiamme
E il velo
Disfatto
Di una bruma
Inconsueta.

Fosti
L’ancella
Di quel nudo
Rimpianto,
Di quel fuoco
Immondo,
Di quel pianto
Nel buio
Disperso,
Che presto
Scoprii
Di luna
Suo canto,
Di notte
Suo verso.

Fosti
Chiarore
Di ebbrezza
Leggiadra,
Angolo vuoto
Nel manto
Di un nulla
Redento,
Scosso
Dal vento,
Su un fianco
Posato.

Scappai
Verso
Un nudo
Bagliore,
Vessillo
Di stelle,
Denso
Richiamo
Di un cuore,
Di un battito
Spento,
Di un bacio
Rubato
Di cui scorgo
Ancora
L’ardore.

Guardo un solo lieve riflesso

Stringe
Attorno
A un cuore
Novello
Il rado
Sussulto
Di queste
Lacrime
Amare.

Ruba
Al soffio
Di vento,
Che un nudo
Passato
Tradisce,
Una terra
Al confine,
Un livido
Bacio,
Una goccia
Arsa
Nel buio,
Che non riesco
A guardare.

Sorge
Un placido
Tempo
Da sogni
Pestati
Nel vuoto.

Ferma
La notte,
Il lento
Risveglio
Non si ode
Ancora.

Non è nota
La fine,
Né il senso
O lo scopo.

Guardo
Solo
Un lieve
Riflesso,
Un breve
Solo
Respiro,
Che brilla
Tutt’ora
Tra i resti
Dismessi
Di una tenue
Aurora.

Ormai fuggito lieve nel vento

Ruba
Al fondo
Notturno
Di una vaga
Rugiada
Il pallido
Ardore
Uno scoppio
Di brace.

Risorto
E redento,
Brucia
Brucia
-Mai spento-
In un tiepido
Nulla,
Che trascorso
Un vano,
Disfatto
Momento
Rifugge
Reietto
Una parola
Mai detta.

Trascina
Il suo sguardo
In terre lontane
Un candido
Cuore.

Un urlo
Scostato
Da un buco
Dolore,
Rimbalza
Stretto
Stretto
Nel fondo
Dismesso
Di un unico
Petto.

Sfumato
In un mondo
Che il senso
Essiccato
Di occhi
Incolore
-Cieco-
Ha disfatto,
Tende al fondo
Di fulgida bruma
L’attimo assorto
Che da fragili mani
Lieve nel tempo
Ormai è sfuggito.

Testi di Andrea Ravazzini

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Poesia sabbatica: -73-

11 sabato Gen 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

-73-

 

che dirti questa sera

di una giornata

dove tu non ci sei stata

 

(ed io ad aspettare all’angolo

un ultimo minuto

un ultimo secondo

che tu venissi

con le tue labbra rosse

il passo accelerato

di chi va incontro al sogno

 

il sogno che ho raccolto

in una carta a fiori,

tenuto nella mano

ché non volasse al vento)

 

che dirti questa sera,

di come ho camminato

nella mie spalle strette

di come sono morti

gli angeli sul cappotto

e le parole tutte

cadute tra le foglie

 

mi sono voltato ancora

e tu non sei venuta

tu certo eri altrove

comunque dove io non c’ero.

 

 

Francesco Palmieri

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