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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: SINE LIMINE

Anniversario del blog: Primavera senza limiti

21 martedì Mar 2017

Posted by Loredana Semantica in LETTERATURA, Poesie, Segnalazioni ed eventi, SINE LIMINE

≈ 2 commenti

Un anno fa abbiamo inaugurato il blog Limina Mundi. Al momento del varo non abbiamo scelto un giorno a caso, ma volutamente abbiamo deciso che l’avvio avvenisse il 21 marzo. Questo perché il 21 marzo:

  • è l’equinozio di primavera,
  • in primavera si festeggia la Pasqua
  • è risveglio della natura
  • si festeggia la giornata mondiale della poesia e, per finire,
  • è il giorno in cui è nata Alda Merini.

Per celebrare degnamente un anno di attività di questo blog abbiamo pensato ad un’iniziativa che coinvolgesse anche i lettori. Una specie di festa di primavera. Le abbiamo dato il nome di “Primavera senza limiti”, e consiste in un invito rivolto a poeti (e non) a proporre una poesia su uno di questi temi: Rinascita, Risveglio, Natura, Primavera, Pasqua.

La poesia dovrà essere inviata all’indirizzo mail del blog liminamundi@gmail.com

L’iniziativa si avvia oggi 21 marzo 2017 e si concluderà il giorno di Pasqua: 16 aprile 2017.

Tutte le poesie pervenute saranno pubblicate in questo stesso post, di seguito a questo annuncio.

Buona poesia a tutti e buona festa di primavera.

 ***
Cominciamo ad inserire i testi inviatici in ordine di arrivo. Saranno pubblicati in gruppi di cinque poesie per volta. Continuate ad inviare i vostri testi sulla Primavera.Grazie. 

Il logo della rosa che separa i testi è stato disegnato da Maria Rita Orlando.

 

Di regola tutte le poesie sulla primavera vengono automaticamente cestinate. Questo tema ha cessato di esistere in poesia, Nella vita ovviamente continua a esistere. Ma si tratta di due faccende diverse. (Szymborska, Posta letteraria, Scheiwiller 2002)

Chi ha visto primavera? Era la poesia
ancora da scrivere, un suono di nuvole,
il foglio dove il vento
tra soffi di anemoni si sarebbe posato

L’hanno vista, dicono, i bambini
che sono stati bambini nei cortili,
l’hanno vista in tutti gli azzurri
e nei verdi dell’erba cantare.

Ho perso la primavera.
È andata con la luce dei prati
e le corse dei bambini.

Guardavo le case, gli alberi
stretti, in un silenzio di cose
finite molto prima di adesso:

l’acqua senza le ninfee di Monet
i fiori di bosco che il babbo
più non porterà alla mamma.

Mi fermavo davanti al bianco delle betulle
che mangiava la luce
e alla riga scura della pioggia
che fa triste la poesia e i giorni.
E mi pareva un assurdo scherzo la vita,
come chi dice ridendo vado via
e scompare per sempre.

da Nel solo ordine riconosciuto, Gianfranco Fabbri editore

Liliana Zinetti

Cambiare

Il vagito della primavera
ha portato via il mantello del gelo.
Gli animali cambiano
piumaggio,
pelle,
manto.
Gli alberi
colore,
fogliame,
frutti.
E io?
Io posso cambiare
aria alla casa,
coperte al letto,
abbigliamento,
colore e taglio dei capelli
e poi …
Il mondo
si chiude sempre a ombrello.
Il rumore
di ieri è sempre vita di un giorno.
Un giro di anime
segna sempre un vissuto.
Il tempo
nasce età
e muore sempre in eterno.
I ricordi
riposti sempre in stanze chiuse
con muri senza finestre.
I rancori
s’imprigionano in scrigni
in fondo al mare
ma emergono sempre
dal fango melmoso.
Sempre!
Sempre!
Sempre!
Ho capito.
Devo cambiare
sole,
pelle,
viso.
Essere amore.
Un amore
che ti fa odorare
la pelle del tuo uomo.
Il suo profumo di maschio.
Ti togli la maschera.
Ti presenti nuda nell’anima.
Vestita con le tue fragilità.
Un segreto …
Non murarti dentro
con l’ultimo respiro
devi  …  cambiare!

Clara Chiariello

Vèrta in Canséi*

A pas lidier la va la cerva piena
incontra a l’orìvo ndove i saléz
i met i primi but, la bat al trói
de la nef de la vèrta, ognequaltrato
la trà, squasi a assar indrìo la mòrt
che la ghe mòrz le cadìce, al so vèrs
l’é ’n reciamo che ’l sgorla in cao al bosch
al costà dei faghèr, na ora la val
n’altra stajon intiera, na nassesta
che la fà del futur tut al presente,
la se met prèssa, al so òcio l’é ’n mondo
che ’l sogna na ciarèla che la sìe
cesura de erba, co ’n ùltemo sfòrz
la salta ’l fil spinà, vers un tenp novo.

Primavera in Cansiglio

A passo leggero la cerva gravida va / incontro al limitare (del bosco) dove i salici / mettono i primi germogli, batte il sentiero / della neve primaverile, ogni tanto / scalcia, quasi a lasciare indietro la morte / che le morde le caviglie, il suo bramito / è un richiamo che scuote in fondo al bosco / il costato dei faggi, un’ora vale / un’altra stagione intera, una nascita / che fa del futuro tutto il presente, / si mette fretta, il suo occhio è un mondo / che sogna una radura che sia / recinto d’erba, con un ultimo sforzo / salta il filo spinato, verso un tempo nuovo.

* Dialetto veneto della Foresta del Cansiglio

Pier Franco Uliana 

Primavera altra

Il giovane corpo d’albero robusto, folto
i capelli abitati da corvi dentro a un nido
di ricci: quanto tempo è passato? mi chiedo,
da quando eri un cucciolo magro, petulante,
con parole gracili invece che mani irrequiete,
quelle che adesso tieni sui fianchi della tua sposa,
giovinezza accecante che invidio – un bocciolo –,
per la prima volta vedo il segno delle stagioni
sul volto degli altri, mi accorgo di essere oltre
gli anni di polpa rossa da mordere, sono il frutto
per terra, ora, e osservo i fiori crescere altrove,
la mia primavera è una pallida offerta a un sole
indifferente, sono io adesso la donna che
non vale la pena. Meno male, mi dico,
da questa altezza non ho più le vertigini,
lascio a te e alla tua bella il vertice da cui
all’improvviso, inevitabile, arriva la resa,
la china dei giorni. Dopo è solo questione
di ombre da imparare a memoria,
da non avere paura di niente.

Silvia Rosa

maiuscole di vita

dove sporgono le rapide del sogno
come visioni su rasoi di luce
dove guardano i bambini che scoprono
in un gambo di prato
maiuscole di vita
nel piccolo largo delle loro mani

in fondo al bianco delle scale sole
le voci
i bambini che pedalano l’aria
e il pasto del cielo che vola
è musica il suono di piccole mani
il giallo a stento delle loro ali
è un passo largo tra gli spigoli delle ombre
l’odore è buono
una stanza di pane e di domenica
l’azzurro del bucato

Marisa Guagliardito 

Stamane , all’improvviso …

C’è un silenzio antico nelle cose
sui crinali dei colli nei limoneti
in fondo alle valli intrecciate di ortiche
grovigli di rami disseminati
erbe aromatiche finocchi selvatici
menta e rucola.
C’è un silenzio antico nelle cose
aspetta da sempre,  sorregge radici di ulivi
nidifica nel forno sconnesso…
Tendo l’orecchio a inseguire voci
che invadono segni  consonanze
di parole lievi librate nelle crepe
dei muri sconnessi tra ciottoli e spini
dietro ogni siepe.
C’è un silenzio antico nelle cose
estenuato da parole di sempre
in ogni angolo della vecchia casa
nella speranza che tende la mano.
Inseguo tenacemente l’azzurro
con occhi spalancati
ma respirare cieli è un’altra cosa
E c’è un silenzio dentro le parole
che rimbalza distrattamente
mai al tempo giusto muto nel dolore
un silenzio non ancora sfiorato
da venti lievi come le mie ciglia,
c’è un silenzio che nessuna parola
può penetrare senza fiatare
con mille nodi i suoni
ne infittiscono gli echi
segnati da erba calpestata
e rami che annaspano
al fruscio dei pioppi ansimanti.
Ma poi senti l’acqua del torrente
borbottare prima piano
poi sempre più incessante
parole e parole
c’è silenzio nel nido
di quei passerotti implumi
c’è silenzio nel buio che trasmigra certezze
nel rumore incessante dei dubbi
nelle pagine bianche nei luoghi di frontiera
in questo tempo che se ne va
c’è  silenzio anche nel fuoco
che divampa e zampilla
empiti di poesia arde seguendo tracce
di odori suoni e colori…
Ma non ti ho detto che  la pietà
ha grosse ali di viva carne e linfa nuova
a foglia di mandorlo
come segreto albero radicato nell’aria
impastato di lava e  comprensione  radiosa
nelle braccia gigantesche di perdono.
Cresce stamane all’improvviso  l’universo
tra solchi e semi come ininterrotti fiori
nel vorticare di memorie salde a questa terra.
Lentamente  torna  più calda
la fragranza  di essenze mutevoli
ma immortali lungo questo fiume.
Persefone s’imperla come il suono
di ogni voce in un ciliegio.

Maria Allo

Prima Vera

La bella stagione zufola Zefiro
pollini ed erba, tutto sospeso
lo scoppio del canto
la coltre del chiaro discanto
dischiuso il sereno passeggia
con la pace benigna
in un ciondolo al seno
falene di notti ancora insonni
affanno di brame contuse
al cuscino d’incudine e cotone sogno
e rapace possesso
notturno cinereo infetto
domani il sole nuovo
scaccerà altre nubi
evaporando inutili scuse
sul prato in cui rinasco
ingoiando foglie secche
per poi ritornare verde

Federico Preziosi

 

 Primavera a Piazza di Spagna

Passioncella canuta, mio fiore nero (ti sei tinta?)
chi (cosa) ti alimenta
ti accudisce e ti accredita
oltre la circostanza di un sorriso?

Maggio è tornato.
Alla mattina dipinta dai suoi colori forti
sottentra una controra di smog che non lo onora…

Tu rovesci in questo cielo
la tua vecchia cartolina in bianco e nero
e dribblando il nepente del benzene
mi fai subito planare
in un terso mattinale annicinquanta.

Da “Siamo alle solite”, Fermenti Editrice, 2001

 Leopoldo Attolico

 

  

I giorni dell’acqua e delle rose

I giorni dell’acqua e delle rose
quando la prima pioggia sa di vino
e il tuo stelo è un istante
se ti amo.

 Giovanni Baldaccini

 

  

(Primavera)

fa carezza, dove Amore ha scordato la viola nei silenzi
le nascono fiori fragranze distribuite ai vari sensi
quando la Vita sospende nei fuori corso
c’era una volta e c’è
la scultrice del sogno che non perde la musa
di bellezza senza dannazione
nell’anima in lirica..
non osa morire, non osa il dolore
non ama dice…
e s’ inganna nel continuo

©Emmaistrini

l’attesa leggera  il tonfo
dondolìo  d’un immenso
istante dal vento scende

sai d’acqua a maggio  le
ciglia  di bianco silenzio
la mano quasi un odore

il girotondo accucciato i
tuoi gesti  nel soave dire
fammi di niente  domani

la casa  la margherita di
un bambino e il sole giù
dal tetto al mio petto un

saremo nudità anteriore
andando e stando inizio
nel cavo come arreso di

una mora addormentata
e d’innocenza accesa la
vertigine così all’infinito

s’è fiorita al nido la ferita
dall’alba bagna doralisa                                                                            

( daìta martinez, 2017 )

Non si pente l’incedere
di sempre si ripete
uguale nei secoli
mantiene la promessa
atavica alla vita
tornerò nella cadenza della terra
tornerò eterna nel tempo
più d’ogni virgulto
d’ogni vagito avrò le vene
mosse dall’impulso
che segue il germoglio
il piacere del gemizio
che spreme linfa agli atomi
alle cellule ai versi di tutti
gli animali allo sbocciare
d’inni e magnificat
al vortice di pollini
di odori a tutta questa
grazia pompata nei polmoni
d’api di chimica d’ormoni
s’inchina implacabile e commossa
alla bellezza indicibile dei fiori.

Loredana Semantica

 E’ un canto senza voce
un grido represso inespresso
il turbinio di emozioni
vigili ma contenute
fili di seta che si aggrovigliano
annodati ma vitali
vibrazioni gravi che si fanno strada
in questa primavera
un’altra delle tante
ma non trovano il varco
il passaggio naturale ed obbligato
la soluzione che dal corpo cassarmonica
risuoni e si innalzi
libera.

Deborah Mega

 

Se ci pensi potrebbe anche essere primavera
ma le cose sembra siano andate tutte storte.
Potrebbe per esempio, esser fiorito aprile
col caldo e sudati, staremmo a fare le salite
dei sentieri che conoscevamo da ragazzi
oppure ad ascoltare le rane nelle pozze
gracidare, e noi imitarle e tirar sassi.
Suonare tutti i campanelli dei palazzi
fare le squadre con nessuno in porta
e le ragazze tiferebbero per noi
e proprio a quello timido che segna
andrebbe forse un bacio o un cenno d’occhi.
Se ci pensi si sta qui a sperar di maggio
e per molti versi credimi, inutilmente.
E il tepore che ora proviene dal riverbero
d’asfalto, oppure dagli schermi azzurri
delle case tutte divise dal tessuto connettivo
che ci rende eremiti societari, non ci scalda
e non ci asciuga. Come la mano delle mamme
quando tornavamo dentro tutti sporchi
a prendere la dose santa degli schiaffi.

Francesco Tontoli

 

In fondo l’aveva sempre saputo
che sarebbe accaduto il cambio
anatomico del saluto a mascelle
tese per evitare l’affanno dell’addio
durato quattro anni e mezzo
la ripetizione sovrabbondante
della chiusura. In fondo già
conosceva la sbattuta del portone
le parole che sarebbero tornate
quel tono negativo di cui preoccuparsi.
Vecchia storia suggerita dalla forza
gravitazionale nell’aria immobile
in cui tutto il mondo va alla deriva.

Rita Pacilio

Dis/lirica

il pesco era rosa
nella stagione dell’amore,
poi venne il vento
di rasoi e lame
(ma chi l’aveva chiamato?
da dov’era venuto?)

freddo era il fiato
sulle corolle aperte
(oh fiori innocenti
oh petali ardenti)

e si vive l’aprile
come il mese più vile.

Francesco Palmieri 

 

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Numeri e auguri

01 domenica Gen 2017

Posted by Loredana Semantica in SINE LIMINE

≈ 2 commenti

Tag

limina mundi, Numeri e Auguri

Quando lo scorso 21 marzo 2016 abbiamo inaugurato il blog LIMINA MUNDI, noi autori del blog non eravamo così convinti della sua durata. Ci rendevano conto abbastanza chiaramente che riempire di contenuti un blog che non si pone limiti, ma di converso vuole proporre lavori originali fosse una faccenda tutt’altro che semplice, si trattava non solo di dare ad esso vita, ch’è presto fatto, basta volerlo, ma di dare continuità ed animare. Non soltanto dunque condurre la nave, ma anche lavare il ponte, issare le vele, ammainarle, cucinare o stare nella stiva a immagazzinare, fare scalo per approvvigionamenti, non dimenticando mai di seguire la rotta e di scrutare l’orizzonte. Non ci siamo arresi. Siamo andati avanti e per ora siamo arrivati qui, al primo giorno dell’anno 2017 con quasi un anno di percorso sulle spalle, la voglia di andare ancora avanti, non si sa per quanto, ma con la convinzione di avere ancora cose da dire.

Capodanno 2017 ci sembra anche una buona occasione per un bilancio dell’attività finora svolta e poiché, come qualcuno disse giustamente, anche i numeri hanno un’anima, li mettiamo nero su bianco. Le visite al blog  fino a questo momento sono 10.825, le persone che seguono il blog sono 58, un numero che, permetteteci di dirlo, ci ha sorpreso piacevolmente e reso orgogliosi; i commenti sono stati 121, gli articoli postati: 145.

Le categorie maggiormente utilizzate nel  postare gli articoli sono state quelle di seguito indicate in carattere grassetto precedute dal punto.

  • INTERVISTE, con 29 articoli prevalentemente pubblicati da Deborah Mega

Gli intervistati sono stati poeti e critici letterari che hanno risposto a due tipologie di intervista: Il cerchio e la botte, caratterizzata dalla brevità delle risposte che non dovevano superare tre righe circa e 7 domande sulla poesia, che non aveva questo limite.

Hanno risposto all’intervista Il cerchio e la botte: Fernanda Ferraresso, Flavio Almerighi, Antonio Pibiri, Maria Allo, Salvatore Sblando, Pier Franco Uliana, Stefano Guglielmin, Claudia Piccinno, Viola Amarelli, Alessandro Assiri, Rita Pacilio, Silvia Calzolari, Loredana Semantica.

Hanno risposto a 7 domande sulla poesia: Fabrizio Centofanti, Rita Pacilio, Leopoldo Attolico, Daita Martinez, Emilia Barbato, Irene Ester Leo, Adriana Gloria Marigo, Giacomo Cerrai, Max Ponte, Elisabetta Maltese, Cristina Bove e Deborah Mega

Sono stati interpellati anche quattro editori che hanno risposto alle domande dell’intervista: Editori si nasce o si diventa? Gli editori sono: Adriano Gabellone, Arturo Bascetta, Emanuele Scarciglia, Gilberto Gavioli.

In questa sede ringraziamo autori ed editori per la disponibilità e le interessanti risposte.

  • IL TEMA DEL SILENZIO, 28 articoli in prevalenza curati da Loredana Semantica

Nella rubrica Il tema del silenzio Loredana Semantica ha commentato le poesie dei seguenti autori del blog che gentilmente le hanno rese disponibili: Maria Allo, Deborah Mega, Francesco Tontoli, Raffaella Terribile, Alessandra Fanti, la stessa Loredana Semantica

  • CANTO PRESENTE, 10 articoli per una rubrica di poesia contemporanea a cura di Loredana Semantica e Deborah Mega

Sono state proposte le selezioni di poesia dei seguenti autori contemporanei: Stefano Della Tommasina, Pier Francesco De Iulio, Sonia Lambertini, Alessandra Carnaroli Carloni, Monica Puleo, Silvia Rosa, Liliana Zinetti, Marisa Guagliardito, Giovanni Baldaccini. Ringraziamo i poeti del loro Canto presente.

  • APPUNTI LETTERARI, categoria con circa 14 articoli, molti dei quali a firma di Deborah Mega. Approfondimenti di testi letterari, proposte di lettura e interpretazione, recensioni.
  • POESIE/SINE LIMINE sono stati pubblicati oltre 13 articoli principalmente da Alessandra Fanti
  • SOCIETA’/CRONACHE DI VITA categoria nella quale sono presenti circa 12 articoli a cura di Loredana Semantica, Deborah Mega, Francesco Palmieri Considerazioni e osservazioni sulla società attuale, le sue problematiche e orientamenti.

Tra le altre, sono state utilizzate anche  le categorie: APPUNTI D’ARTE con articoli di Raffaella Terribile e di Francesco Severini; RECENSIONI  con articoli di Elio Ria su Elio Scarciglia e di Deborah Mega su Christian Tito, Giovanni Campi, Luigi Mariano; CONSIGLI E PERCORSI DI LETTURA con post a firma di Maria Allo e Deborah Mega; non dimenticando le FIABE di Francesco Palmieri con le opere di Francesco Severini e ultime, ma non meno importanti, le ISPIRAZIONI E DIVAGAZIONI di Francesco Tontoli e Loredana Semantica.

Per l’arte figurativa sono stati presenti sul blog oltre che Francesco Severini, Artur Politov, Alessandro Bavari, Emanuele Dello Strologo, Daniele Gozzi, Alessandro Tocco, Massimo Grassi, Carlo Piscopo, Massimo Lichtman, Samuele Romano, Daniela Alessi, Angelo Merante, Art Khai, Lex Lutther Marek Waligora. Ai quali va il nostro grazie per disponibilità e bellezza dell’arte proposta.

Gli autori del blog sono 9, di seguito gli articoli postati da ciascuno:
Alessandra Fanti: 18 articoli
Deborah Mega: 47 articoli
Francesco Palmieri: 1 articolo
Francesco Severini: 1 articolo
Francesco Tontoli: 1 articolo da
Limina mundi: 10 articoli (per conto di altri autori o frutto di collaborazioni)
Loredana Semantica: 61 articoli
Maria Allo: 3 articoli
Raffaella Terribile: 2 articoli
Maria R. Orlando che ha sempre sostenuto le iniziative del sito.

Anche a loro il reciproco grazie di far parte di questa ciurma senza capitani, disponibili ancora all’avventura ch’è l’esplorazione dell’arte, la riflessione e il pensiero liberi per l’alto mare aperto…

Auguri di Buon Anno Nuovo

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CADENZE

18 domenica Dic 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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Affianco i tuoi anni con i ricordi e non siamo più così distanti.
C’erano giorni imbanditi, mi nutrivano le emozioni
erano sottili nel tempo, riuscivo ad inghiottirle
nonostante i passaggi resi stretti dai rinforzi delle mura.
Era pieno di nemici là fuori.
C’è voluto tanto ad individuare lo specchio
a riconoscermi dietro l’armatura.
Tu che c’entri? Non posso sapere se è noia
a far fare la mosca al tuo sguardo.
Il mio ha un sapore di madre
ma lei, la ragazza affamata di ieri
torna con la sua notte infinita a porgere la mano.
A chiedere un pezzo d’amore da masticare piano.
Non si dimentica la fame.

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DOMENICA

11 domenica Dic 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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“Se dagli occhi invecchiati
più non suole sortire la luce che ho dentro
perché l’a lungo guardare li ha spenti
ecco che son costretta e mi conviene
raccontarla in parole.
Per quanto povere siano sapranno farmi dono
dell’essere guardiane e mie compagne
del desiderio di mettere in comune
ciò che la vita insegna:
ch’è bello certamente esserci stati
e ancor più bello è esserci ancora
fino a che un dio vorrà, chiamato vita grata”.
Questo diceva la vecchia a chi chiedeva
che fosse quel suo fine disegno di parole:
l’andava ricamando sul lenzuolo
e lo chiamava con quel nome strano: sudario.

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APPUNTI

27 domenica Nov 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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Quale baldo cubismo balzerà coniglio da dietro le fronde dei tuoi occhi?
Quale taglio sullo scampolo della luce
improvviserà un panneggio ardito sulla veste della tua nudità?
Non sei vecchia ancora e già sai tutti i mai più senza rancori da schivare.
Hai finito l’elenco degli amori e ti fai sorprendere
dallo schiudersi di nuove generazioni di natura in fiamme.
L’epica monta in sella e questo genera nuovi stupori.
Come dirti dei colori senza nome?
Pare ci sarà da conoscere come cibo incastrato tra i denti.
Pare che un fiume di parole da buttare siano fatte nuove dalla banalità della pioggia.
È notte.

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A OGNI FIGLIA

20 domenica Nov 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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Le briciole. Raccolte. Da sotto il letto.
Briciole dell’abbandono all’amore
seminate come speranze
briciole di fame dell’abbandono di non amore
sparse per cercare più aria al respiro.
Le ho raccolte – prima di te e durante –
per impastare un povero pane
che ti nutrisse meglio di come
è capitato a me.
Il miracolo succede ancora:
un’ abbondanza immeritata
mi è restata tra le mani
mentre sazia andavi alla vita
la tua.

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PAESAGGI

13 domenica Nov 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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I luoghi non ci sono tra i fondali dei ricordi.
Come non avessi mai alzato lo sguardo dalle apparecchiature di controllo.
Temevo il capogiro del sapermi piccola?
Qualcosa sì. Qualcosa resta.
Delle estati resta il profumo dell’elicriso, a strappi
la ruvidezza del sentiero fino alla spiaggia
la fatica della salita dopo il fresco del mare.
Resta il respiro mozzo dell’attesa
il capogiro del bacio
la marcia trionfale di atri e ventricoli.
I paesaggi, però, si sono sovrapposti
e, per il peso, spezzati.
Una vita senza un dove non si può raccontare.
Farò finta che fosse solo un gioco.

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ASPETTANDO NATALE

30 domenica Ott 2016

Posted by alefanti in Ispirazioni e divagazioni, Poesie, SINE LIMINE

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Hanno labbra i tuoi occhi
denti che mordono nel ticchettare degli sguardi

Le lasci asciugarsi per paura di una povertà che non verrà
che mai potrebbe: non finiscono i baci.

In questo spreco si compie la tua avarizia
mentre io mi avvolgo nei lampi di altri occhi
a ripararmi, rifarmi palpito e vibrazione.

Essere visti – questo grande dono imprevisto –
è la prova – indiscutibile – che un qualche dio ci ama.

Nel frattempo chi può – in dolce libertà – canta.
Poi sarà Natale. Di nuovo.

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RISVEGLI

15 sabato Ott 2016

Posted by alefanti in LETTERATURA, Poesie, SINE LIMINE

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Nei risvegli delle cinque
ogni tessitura è disfatta.
Mi muovo a raccoglierne i fili
pare formassero un disegno.
Non ci credo: colori così distanti
non possono stare in un’armonia
meno che mai raccontare una vita.
Il sonno delle sei concede un riparo
smetto di cercare salvezza nel ricordo
di quella mappa e delle sue direzioni.
Poi la luce ricompatta l’illusione
alle sette sono di nuovo una persona.
Quindici ore al telaio basteranno a stringere bene i nodi?

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Vergine dei sussurri

24 sabato Set 2016

Posted by maria allo in LETTERATURA, Poesie, SINE LIMINE

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Tag

Maria Allo, POESIA, Vergine dei sussurri

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ph. Loredana Semantica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lento nel passo e vuoto nel tuo nome
Solo il silenzio
Sbaraglia la rugiada del mattino
Il vento soffia e contro il vento
La lotta si fa dura ai bordi in verticale
Sopra ogni ostacolo
In questo luogo senza luogo
Ecco
Vergine dei sussurri
Nel silenzio di carne nuda
Resisti al vento
Dovunque in un luogo qualsiasi
Vigile mi sorprendi con un grido
Imploso sulla nuca
E la diffidenza di un’assenza
Prima di andare via

© Maria Allo

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11 settembre

11 domenica Set 2016

Posted by Deborah Mega in Appunti letterari, LETTERATURA, Segnalazioni ed eventi, SINE LIMINE

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Tag

11 settembre 2001, Mario Luzi, Wisława Szymborska

Quindici anni fa avveniva l’attacco alle Torri gemelle di New York: una data, quella dell’11 settembre 2001 che ha veramente cambiato il mondo mentre invece gli uomini non sono cambiati, non comprendono ancora quanto la storia insegni e quanto sia necessario preservare e difendere la pace, nonostante sia delicata come gli steli dei fiori. Alle vittime dell’11 settembre, ma anche di tutte le guerre, va il nostro pensiero che si traduce in poesia, attraverso le voci di Wisława Szymborska e di Mario Luzi. Per non dimenticare.

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Arrivederci al 1° settembre

31 domenica Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in SINE LIMINE

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foto di Loredana Semantica

Cari amici senza confini, il blog LIMINA MUNDI, vi saluta e vi augura

 BUONE VACANZE

Torneremo a settembre con nuove rubriche e rinnovato entusiasmo, sperando che mai abbandoni – noi e voi –  la voglia di esplorare, pensare, conoscere e condividere la bellezza, l’arte, il fascino della scrittura.

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SE TI AVESSE

03 domenica Lug 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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“Se ti avesse baciato una farfalla”
ha detto la voce un attimo fa
(anche lei come me ha visto la foto:
la ragazza con la farfalla sulle labbra
ma è stata più veloce di me a parlare)
e lo sguardo, quello che vaga dentro,
si è sollevato verso l’alto come se
un evento simile aprisse l’orizzonte
immettesse una luce chiara a salire.
Era una specie di domanda senza un vero interrogativo
portava con sé tre punti sospesi come un invito.
Se mi avesse baciato una farfalla
vorrei risponderle, molte altre questioni
perderebbero importanza e forse
forse tanti dubbi sullo spreco o meno
cadrebbero appassiti.
Un simile bacio, che fosse un vero bacio
consapevole e voluto, dettato da amore
non un casuale posarsi d’insetto in cerca di riposo
farebbe nella storia della mia vita
decisamente un capitolo a sé.
Illuminante.
Potrei smettere, oh sì, certo che potrei,
di chiedermi, ad esempio, che ne sarà.
Di me, di te, del nostro aver perso la strada.
Basterebbe, pensare a quel bacio,
a rimettere ordine senza sacrificare il disordine.
Quello che preferisco e che permetterebbe ad una farfalla
di confondermi con un fiore appena sbocciato.

 

Biomimesi-farfalla1-610x419

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LAVORI MANUALI

05 domenica Giu 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

≈ 1 Commento

Calce, intonaco, colore. Un lavoro ben fatto.

A rifare quell’involucro che troppe crepe mettevano a rischio.

E il decoro, poi? Che casa e che abitanti si aspetteranno

quelli che passano nella via o vengono in visita?

Così nascosti ci fingeremo sazi. E felici.

Ognuno nel suo chiuso, devastato,

dolore dell’esser soli e umani.

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MATERIALI

30 lunedì Mag 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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La nuova fornitura di materiali
ha messo a soqquadro il magazzino
dandomi – lo concedo –
una ghiotta occasione per la doppia q.
Mattoni, calce, piastrelle e sanitari
sono ammucchiati qua e là
stringendo passaggi prima agevoli
bloccando vie di fuga prima comode.
L’acquisto andava fatto, non c’è da dubitarne.
Cominciavano a scarseggiare tutti i complementi
e le finiture rischiavano di perdere la qualità del lusso.
Allora di cosa ti lamenti? dirai tu.
Di nulla.
Sono persino orgogliosa che la mia liquidità
mi conceda ancora tali investimenti.
Solo mi accorgo che dentro e fuori dalle metafore
per continuare a scrivere poesia d’amore e vita
ci vuole oltre a forza e follia
il coraggio di sopportarne il disordine.

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Canto di donna

15 domenica Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in LETTERATURA, Rose di poesia e prosa, SINE LIMINE

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Tag

Canto di donna, Sergio Solmi

 

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(foto di Loredana Semantica)

 

Canto di donna che si sa non vista
dietro le chiuse imposte, voce roca,
di languenti abbandoni e d’improvvisi
brividi scorsa, di vuote parole
fatta, ch’io non discerno.
O voce assorta, procellosa e dolce,
folta di sogni,
quale rapiva i marinai in mezzo
al mare, un tempo, canto di sirena.
Voce del desiderio, che non sa
se vuole o teme, ed altra non ridice
cosa che sé, che il suo buio, tremante
amore. Come te l’accesa carne
parla talora, e ascolta
sé stupefatta esistere.

1926

(Sergio Solmi, 1899-1981)

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LA POESIA PAPALE PAPALE

12 giovedì Mag 2016

Posted by frantoli in Ispirazioni e divagazioni, SINE LIMINE

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Tag

Francesco Tontoli

Francesco Tontoli.

(Excusatio non petita)

Ho scelto deliberatamente di scrivere un articolo invece di rispondere a singole domande attraverso un’intervista riguardante il “cos’è una poesia” con tutte le variabili annesse. Non sono stato mai intervistato in vita mia rimanendo indenne da questa seccatura fino agli attuali 60 anni. Posso cedere alla tentazione solo davanti a una Barbaradurso. Almeno negli incubi. La verità è che naturalmente le interviste mi imbarazzano. Continua a leggere →

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sono ganzo anche da cecato

11 mercoledì Mag 2016

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie, SINE LIMINE

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Tag

Francesco Tontoli, POESIA

Fui ganzo e lo seppi

ma non abbastanza

mai si è ganzi abbastanza

per vedere il cieco in una stanza.

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STUPIDA

02 lunedì Mag 2016

Posted by alefanti in Pensiero, Poesie, SINE LIMINE

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Sai, quando mi capita di fare qualcosa di stupido

non sono mai triste quanto forse dovrei.

Essere come tutti mi fa sentire meno sola.

Meno obbligata, meno limitata.

Per questo l’ossessione che mi cattura per te

cosa oggettivamente molto stupida

può essere anche un’occasione di pace.

Rilassati, amica mia, mi dico.

Non c’è nulla di cui preoccuparsi.

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A proposito di lavoro

01 domenica Mag 2016

Posted by Deborah Mega in CULTURA E SOCIETA', La società, SINE LIMINE

≈ 1 Commento

Tag

Deborah Mega, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Khalil Gibran

primo_maggio_2

Il quarto stato, Giuseppe Pellizza da Volpedo, (1901)

 

Allora un contadino disse:
Parlaci del Lavoro.

E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita,
che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.

Quando lavorate siete un flauto
attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta
quando tutte le altre cantano all’unisono?
Continua a leggere →

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