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(Ricetta: l’impoetico spiegato ai poeti)

-scrivete e leggete una frase
fino a essere privi di voce
-torcetela
-fate in modo che possa trasformarsi
in una frase biforcuta
-spuntate ognuno dei suoi corni
-dopo averla asciugata rileggetela
-pensatela assolutamente come priva
di metafora fiacca di vita
-assicuratevi che sia aritmica anarmonica
e cava
-riempitela quindi di opinioni
di sensi svigoriti di odori estenuanti
-ogni lettera sfatta trasandata abbandonata
a un destino analfabetico e punteggiatura assente
-come quivi esemplificato in poche e leggere congetture
-tratteggiate uno sfondo di patemi d’animo
senza traccia alcuna di emozioni e ripensamenti
-condite a piacere con spezie dearomatizzate
-servite.

Francesco Tontoli