Contare i venerdì
Avevo smesso di contare i venerdì
anche mettendoli in fila non tornavano,
un venerdì per capello, e capelli ne avevo pochi
ricordavo solo alcune domeniche piene di sole.
I giorni della settimana si riducevano a due
il tempo di un caffè ristretto preso in fretta
la macchina, i saluti appena accennati e via
via ad ammazzarsi per strada dietro le curve.
La morte era lì, e mi faceva sempre passare
dirigeva il traffico facendo scorrere i ricordi
in tutti gli abitacoli, riempiendoli di musica
e asfaltando con gli occhi le traiettorie lì davanti.
Percorsi che si fanno con la testa, stando fermi
seduti, col volante ben saldo che ti porta
dietro la prossima montagna e oltre.
Un occhio stanco al sole che cala
e l’orecchio che s’illumina sulla crescita beffarda
di una luna tatuata e gelida
che sorprende gli automobilisti
e scortica l’orizzonte.
Francesco Tontoli