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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi tag: Fra improbabile cielo e terra certa

~A viva voce: Non è cosa di quaggiù, il niente~

11 sabato Feb 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2023/02/non-e-cosa-di-quaggiu-il-niente.m4a

 

Non è cosa di quaggiù, il niente

  

non è poi del tutto vero che qui ogni cosa è niente,

che inutile comparsa sia la nostra sosta breve,

un attimo di sole e poi lo scuro,

un verde di stagione e poi l’inverno

 

non bisogna esagerare con il nulla che si spande,

con la gomma che cancella i pastelli di settembre,

i viali colorati dell’ottobre sulle foglie,

l’oro illuminato quando a luglio c’è l’estate

e smeraldo su in collina, tra gli scogli acquamarine

(e poi la gloria del tuo seno,

gli occhi stretti abbandonati sopra al fresco del cotone)

 

non è cosa di quaggiù, il niente,

è piuttosto non sapere l’indomani che è concesso

qui, dove ci aspetta una stazione,

un vagone e il nostro nome

e noi soli ce ne andremo,

forse una mattina o forse a tarda sera,

magari un pomeriggio, nel chiasso dei bambini

ignari giù in cortile a rincorrere un pallone.

 

 

FRANCESCO PALMIERI

dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa”  edizioni Terra d’ulivi
http://www.edizioniterradulivi.it/fra-improbabile-cielo-e-terra-certa/86

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~A viva voce: Un ateo imperfetto~

04 sabato Feb 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2023/02/un-ateo-imperfetto.m4a

 

UN ATEO IMPERFETTO

 

il mio non è un assalto al cielo

per distruggere e depredare

innalzare roghi e radere ogni stella,

 

è piuttosto un fare ariete dell’offesa

lanciare arpioni sulle torri

battere il tamburo sotto le mura

 

ed aspettare

 

che qualcosa accada

 

si affacci qualcuno al parapetto,

sprizzi qualche goccia d’olio o pece

ma qualcosa accada

a rompere il silenzio

sulle nostre teste,

a dirci infine

la nostra vera casa,

 

se l’aria leggera di lassù

o il fumo acre di una polveriera.

 

 

 FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” edizioni Terra d’ulivi)

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~A viva voce: Oltre il muro del suono~

14 sabato Gen 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2023/01/oltre-il-muro-del-suono.m4a

 

 

Oltre il muro del suono

 

 

e cosa resta di fronte

se si scarta il regalo,

si toglie il mantello

della mirra e l’incenso,

 

rimane una fila

di giorni a sfinire

(una sveglia, un mattino,

l’intermezzo di ore,

un ritorno di sera

poi si spegne ogni luce)

 

rimane un sobbalzo

un frattempo di vento

una pozza di mare

qualche nuvola appena

 

rimane l’incanto

che ci rese felici,

rimane la rosa

che si accese di maggio

 

e poi resta lo stecco

spine intorno alla testa

un levare, un calare,

un arrendersi a notte

quando troppo lontana

è una stella da terra                                

 

rimane un pensiero

che non si riesce a cambiare,

un punto alla fine

che non chiude il discorso

 

rimane un sospeso

un parlare perplesso

un assalto di voce

oltre il muro del suono.                                                           

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – edizioni Terra d’ulivi)

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~A viva voce: Non sono un poeta vero~

17 sabato Set 2022

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2022/09/non-sono-un-poeta-vero.m4a

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~A viva voce: Uomini e ali~

10 sabato Set 2022

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~A viva voce: Personali Apocalissi~

03 sabato Set 2022

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18 sabato Dic 2021

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

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Peso a peso

(…siamo nati a morire

e ancora questo non basta…)

Non basta farsi certi a poco a poco

che gli anni invulnerabili sono contati

e poi solo il cadere ad una ad una

di scaglie di metallo dalla pelle

(e carne, soltanto carne esposta,

dai piedi e alla testa, intorno a braccia e cosce,

nel cavo del torace, nel ventre gommapiuma,

carne soltanto col marchio di memorie

che furono corse sott’acqua e pioggia senz’ombrello,

la svolta in un portone ed una rosa,

il bacio ed una rosa, e l’infinito intorno).

 

Non basta sovrapporre peso a peso,

comprimere le spalle di zavorra e terra

(e rami fracassati per caduta da sospensione al suolo,

e voli trasparenti che hai aspettato in anni

perché non era ancora il tempo degli spari,

dei colpi di fucili nascosti nelle siepi

e i passeri a stramazzare, i cani ad abbaiare,

e terra tutt’intorno, soltanto questa terra.).

 

Non basta lo spirare goccia a goccia,

segnare il passo per l’ultimo dei morti

(e chiudere la casa dopo il lutto,

scenderne le scale per non salirle più)

e poi ancora uno che forse non ti aspettavi

e poi ancora un altro venuto di sorpresa.

Non basta accorgersi e non dirlo

che i vecchi se ne andranno

e resteranno i figli,

che certo è ancora vita il giro di clessidra

ma come sarebbe stato

il durare gli uni e gli altri

lo spazio di un eterno

e non giorni d’inferno

per i sopravvissuti.

 

Siamo nati a morire,

e fosse stato questo il neo,

il punto di scadenza di una stagione sazia,

un reclinare il capo come i fiori,

un chiudere le imposte per dormire,

l’andarsene non visti, senza lasciare croci,

svanire fra le stelle e nessuna guerra,

 

sarebbe stata vita, un giorno lungo un sogno,

il canto di un delfino a navigare il mare.

 

(Ma forse questo

dio

ancora non l’ha visto).

 

 

Francesco Palmieri, Fra improbabile cielo e terra certa, Terra d’ulivi Edizioni

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~A viva voce~

27 sabato Nov 2021

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di lettura su iniziativa di esterni alla stessa redazione, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

 

Cambi di stagione 

 

si è aspettato a giorni il mondo che verrà

(era in attesa sul finire di una buonanotte,

oltre la storia e i baci prima di dormire,

era inciso su cupole fra firmamento e cielo

che bastava una preghiera perché dio

vi si affacciasse in volo,

e poi sospeso sopra labbra rosse

quando l’amore non era un dopo

di lenzuola sudate da lavare)

 

si è aspettato, noi,

come bambini seduti sopra a un molo

coi piedi in pesca dentro acquario e mare

e gli occhi di vedetta in cima a caravelle

(perché i bambini hanno angeli per ciglia

e coperte con le stelle sulle spalle,

perché i bambini sono senza confini

ed hanno passi alti dalle montagne al cielo)

 

poi vennero gli anni scivolati in acqua:

un tempo per il tuono delle cannoniere,

un tempo per il fumo delle petroliere,

un tempo per l’utopia caricata dalla polizia,

un tempo per un muro al fondo d’ogni via,

 

e adesso è solo vivere al presente,

lo spazio di giornata o qualche minuto appena,

e se mi affaccio un tanto sulla riva                 

lo so tutto il silenzio a perdita di vista,

il nientenulla oltre la superficie

ed un bisbiglio di cordoglio dentro cattedrali,

così, come viene naturale dopo la strage,

ad ogni genocidio di generazione

quando infine si capisce

che si nasce per le stelle

e si muore in una cella.

 

Francesco Palmieri, Fra improbabile cielo e terra certa, Terra d’ulivi Edizioni

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