
Settembre, nono mese dell’anno, ha ispirato molti poeti perché scandisce la transizione tra la fine dell’estate e la ripresa delle attività. È un periodo malinconico, riflessivo perché segna il rientro a scuola, al lavoro, alla ciclicità della natura e delle attività umane; allo stesso tempo è suggestivo e foriero di speranza perché ospita progetti, desideri e nuovi inizi. Settembre è il mese della vendemmia, della transumanza, delle migrazioni degli uccelli che attraversano il cielo per svernare nei paesi caldi. Settembre è anche il mese in cui noi di LIMINA MUNDI riprendiamo la pubblicazione delle nostre proposte di lettura. Quella che segue è una selezione di nove poesie dedicate al nono mese dell’anno.
Ecco il giorno e l’aspetta settembre,
il suo immobile ardore un po’ fiaccato,
la languida estiva sbavatura. Eccomi.
Ai minuti, al facile perdono,
ai mercati scintillanti di materia,
all’invito innocente del mattino,
alla corsa, al gentile riposo.
Nell’aria imbambolata
facce bellissime passano per strada,
perduti amici miei li riconosco.
Il tempo senza tempo di settembre
si ripete, estate e infanzia
sono ancora insieme.
Patrizia Cavalli, Vita meravigliosa, Einaudi, 2020.
Ricordo di settembre
Antico privilegio di madre:
– ritrovare il figlio nel tempio.
Perché, quando il cuore si ferma,
ticchetta sul petto un orologio –
tocca il viso che è come una foglia
la foglia scossa via dal boato?
Pianure dell’autunno polacco,
colline dell’autunno polacco –
chi tamponerà le strade,
con quale benda accorrerà?
Confini – siete abbastanza forti
da chiudervi a pugno.
Dateci un punto di appoggio,
e riusciremo a sollevare il mondo –
boschi del settembre polacco,
fiumi del settembre polacco!
C’è un cielo imperturbato
e un ruscello che esala sangue.
Wislawa Szymborska, Canzone nera, Piccola Biblioteca Adelphi, 2022, trad. di Linda Del Sarto.
Pioggia di settembre
Le gru rigano lente il cielo,
più avido è il grido dei corvi;
e il primo tuono rotola improvviso
tra gli scogli lividi delle nuvole,
spaurisce tra gli alberi il vento.
La pioggia avanza come nebbia,
urlante incalza il volo dei passeri.
Ora scroscia sulla vigna, tra gli ulivi;
per la rabbia dei lampi preghiere
cercano le vecchie contadine.
Ma ecco un umido sguardo azzurro
aprirsi nel chiuso volto del cielo;
lentamente si allarga fino a trovare
la strabica pupilla del sole.
Una luce radente fa nitido
Il solco dell’aratro, le siepi s’ingemmano;
tra le foglie sempre più rade
splende il grappolo niveo dei pistacchi.
Leonardo Sciascia, La Sicilia, il suo cuore – Favole della dittatura, Adelphi, 2023.
Settembre
Già l’olea fragrante nei giardini
d’amarezza ci punge: il lago un poco
si ritira da noi, scopre una spiaggia
d’aride cose,
di remi infranti, di reti strappate.
E il vento che illumina le vigne
già volge ai giorni fermi queste plaghe
da una dubbiosa brulicante estate.
Nella morte già certa
cammineremo con più coraggio,
andremo a lento guado coi cani
nell’onda che rotola minuta.
Vittorio Sereni, Tutte le poesie,Mondadori, 2023.
La luna sanguina alle corna, mite
settembre torna ai davanzali.
Ai davanzali una voce balbetta:
luna, luna nova
chi ti cerca non ti trova
chi ti trova non ti aspetta.
Luna mia alta dove
è il gatto riverso che si spulcia?
Io non lo cerco altrove, luna
amorosa. Bruciano
gli occhi al buio, brucia
la tuberosa di settembre luna
sempre dolorosa.
Leonardo Sinisgalli, Tutte le poesie, Mondadori, 2020.
Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse
fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi
giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuore.
Attilio Bertolucci, Le poesie,Garzanti, 2014.
Verdi giardinetti,
chiare piazzole,
fonte verdognola
dove l’acqua sogna,
dove l’acqua muta
finisce sulla pietra.
Le foglie d’un verde
vizzo, quasi nere
dell’acacia, il vento
di settembre le bacia,
e alcune si porta via
gialle, secche,
giocando, tra la bianca
polvere della terra.
Antonio Machado
Scendon le gocce della prima pioggia
che sul selciato ancor timida batte,
mentre settembre lietamente sfoggia
l’ardore delle sue bacche scarlatte.
E le foglie chiacchierine
parlano dell’autunno che ritorna
e che sotto la pioggia fine fine
di pampini e di bacche agile s’adorna.
Marino Moretti
Arietta settembrina
Ritornerà sul mare
la dolcezza dei venti
a schiuder le acque chiare
nel verde delle correnti.
Al porto, sul veliero
di carrubbe l’estate
imbruna, resta nero
il cane delle sassate.
S’addorme la campagna
di limoni e d’arena
nel canto che si lagna
monotono di pena.
Così prossima al mondo
dei gracili segni,
tu riposi nel fondo
della dolcezza che spegni.
Alfonso Gatto