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Le case invase
dal profumo di gelsomino
e i mattini di giugno
che risvegliano i nasi di città.
Sono uomini e donne
già storditi dalla luce
e affollano i balconi e i terrazzi
di pigiami di caffè e di annaffiatoi
ingombrano le strade
di poltiglie di petali di fiori
mescolano odori di gas
e fumi notturni di alcol
piccoli rivoli di fogne a cielo aperto
trovano la loro via.
E un fiume fermo scivola
sul marmo e sul metallo
attraversato da un vapore dolciastro
invisibile e necessario che sorprende
come se fosse un invito disperato
ad annusare l’aria e stare zitti
per tacere assieme ai gatti.

Francesco Tontoli