Coltivate il vostro orlo di abisso
annaffiatelo quando è secco
se è in terreno sdrucciolo.
Una parola e potrebbe cedere
uno sguardo verso il basso
e presto diventerà piattaforma di volo.
I piccoli fiori che vi crescono
si sforzano tutti insieme
di renderlo meno equivoco.
Le loro fragili radici
terranno più fermi i vostri slanci
ancorati a un filo d’erba tenace
facendovi riflettere sul senso
dell’essere legati alla terra
e ai suoi animali brulicanti.
Il vuoto non è esattamente
l’elemento dentro cui nuotare.
Chissà se con questa smania
di indagare là sotto, e sentirsi saldi qui,
tra le frane che ci investono
vigilando sulla direzione
che prendono i nostri astri
ci si possa rendere almeno più leggeri
e sospenderci dalle forze
che appesantiscono la nostra gravità
con l’ingombro di teneri pensieri.
Come quelli che hanno affondato
vascelli diventati splendidi relitti.
Francesco Tontoli