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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: Podcast

“Non che il mondo fosse buono” di Loredana Semantica. Legge Antonella Pizzo

24 giovedì Apr 2025

Posted by Antonella Pizzo in Podcast, POESIA

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Da “Barracuda” di Loredana Semantica, Terra d’ulivi edizioni, 2024, la poesia “Non che il mondo fosse buono”. Una lettura di Antonella Pizzo.

Non che il mondo fosse buono
Zanzotto caro ma così
nero nefasto violento
non l’avevo mai visto
così geneticamente votato
all’autotutela del vuoto
e spinto sull’orlo di un qualche
baratro marino o fossa atlantica
dove si addensa una piovra gigante
il rostro aperto sul cuore che succhia
l’energia vitale dal nucleo
e genera angoscia sulla sorte
dell’uomo.

I secoli avevano promesso una svolta
una generazione nuova di zecca
una rivoluzione celeste
sono queste le doglie del parto
da cui nasce il futuro
le spinte le controspinte
come fischi di treni
trasmettono al ventre gli impulsi
pulsanti dei tamburi
le ere fecondano la volta del cielo
innestano in fondo
l’amnio del mondo.

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“Mercoledì delle ceneri” di Thomas Stearns Eliot. Legge Antonella Pizzo

09 mercoledì Apr 2025

Posted by Loredana Semantica in Podcast, POESIA

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Antonella Pizzo, Podcast, Thomas Stearns Eliot

La sesta e ultima strofa del poemetto di Thomas Stearn Eliot “Mercoledì delle ceneri” letto dalla nostra Antonella Pizzo

VI
Benché non speri più di ritornare
Benché non speri
Benché non speri di ritornare
A oscillare fra perdita e profitto
in questo breve transito dove i sogni si incrociano
Il crepuscolo incrociato dai sogni fra nascita e morte
(Benedicimi padre) sebbene non desideri più di desiderare queste cose
Dalla fìne finestra spalancata verso la riva di granito
Le vele bianche volano ancora verso il mare, verso il mare volano
Le ali non spezzate
E il cuore perduto si rinsalda e allieta
Nel perduto lillà e nelle voci del mare perduto
E Io spirito fragile s’avviva a ribellarsi
Per la ricurva verga d’oro e l’odore del mare perduto
S’avviva a ritrovare
Il grido della quaglia e il piviere che ruota
E l’occhio cieco crea
Le vuote forme fra le porte d’avorio
E l’odore rinnova il sapore salmastro della terra sabbiosa
Questo è il tempo della tensione fra la morte e la nascita
Il luogo della solitudine dove tre sogni s’incrociano
Fra rocce azzurre
Ma quando le voci scosse dall’albero di tasso si partono
Che l’altro tasso sia scosso e risponda.
Sorella benedetta, santa madre, spirito della fonte,. spirito del giardino
Non permettere che ci si irrida con la falsità
Insegnaci a aver cura e a non curare
Insegnaci a starcene quieti
Anche fra queste rocce,
E’n la Sua volontarie è nostra pace
E anche fra queste rocce
Sorella, madre
E spirito del fiume, spirito del mare,
Non sopportare che io sia separato
E a Te giunga il mio grido.

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“Mercoledì delle ceneri” di Thomas Stearns Eliot. Legge Antonella Pizzo

02 mercoledì Apr 2025

Posted by Loredana Semantica in Podcast, POESIA

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Antonella Pizzo, Podcast, Thomas Stearns Eliot

La quinta strofa del poemetto di Thomas Stearn Eliot “Mercoledì delle ceneri” letto dalla nostra Antonella Pizzo

V
Se la parola perduta è perduta, se la parola spesa è spesa
Se la parola non detta e non udita
È non udita e non detta,
Sempre è la parola non detta, il Verbo non udito,
Il Verbo senza parola, il Verbo
Nel mondo e per il mondo;
E la luce brillò nelle tenebre e
Il mondo inquieto contro il Verbo ancora
Ruotava attorno al centro del Verbo silenzioso
.
Oh mio popolo, che cosa ti ho fatto.
Dove ritroveremo la parola, dove risuonerà
La parola? Non qui, che qui il silenzio non basta
Non sul mare o sulle isole, né sopra
La terraferma, nel deserto o nei luoghi di pioggia,
Per coloro che vanno nella tenebra
Durante il giorno e la notte
Il tempo giusto e il luogo giusto non sono qui
Non v’è luogo di grazia per coloro che evitano il volto
Non v’è tempo di gioire per coloro che passano in mezzo al rumore e negano la voce
Pregherà la sorella velata per coloro
Che vanno nelle tenebre, per coloro che ti scelsero e si oppongono
A te, per coloro che sono straziati sul corno fra stagione e stagione, tempo e ternpo, Fra ora e ora, parola e parola, potenza e potenza, per coloro che attendono
Nelle tenebre? Pregherà la sorella velata
Per i fanciulli al cancello
Che non lo varcheranno e non possono pregare:
Prega per coloro che ti scelsero e ti si oppongono
Oh mio popolo, che cosa ti ho fatto.
Pregherà la sorella velata fra gli alberi magri di tasso
Per coloro che l’offendono e sono
Terrificati e non possono arrendersi
E affermano di fronte al mondo e fra le rocce negano
Nell’ultimo deserto e fra le ultime rocce azzurre
Il deserto nel giardino il giardino nel deserto
Della secchezza, sputano dalla bocca il secco seme di mela.
Oh mio popolo.

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“Mercoledì delle ceneri” di Thomas Stearns Eliot. Legge Antonella Pizzo

26 mercoledì Mar 2025

Posted by Loredana Semantica in Podcast, POESIA

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Antonella Pizzo, Podcast, Thomas Stearns Eliot

La quarta strofa del poemetto di Thomas Stearn Eliot “Mercoledì delle ceneri” letto dalla nostra Antonella Pizzo

IV
Colei che camminò fra viola e viola
Che camminò
Fra i diversi filari del variato verde
In bianco e azzurro procedendo, colori di Maria,
Parlando di cose banali
In ignoranza e scienza del dolore eterno
Che mosse in mezzo agli altri che già stavano andando
Che allora fece forti le fontane e fresche le sorgenti

Rese fredda la roccia inaridita e solida la sabbia
In blu di speronella, blu del colore di anni Maria,
Sovegna vos

Ecco gli anni che passano in mezzo, portando
Lontano i violini e i flauti, ravvivando
Una che muove nel tempo fra il sonno e la veglia, che indossa

Luce bianca ravvolta, di cui si riveste, ravvolta.
Passano gli anni nuovi ravvivano
Con una splendida nube di lacrime, gli anni, ravvivano
La rima antica con un verso nuovo. Redimi
Il tempo. Redimi
La visione non letta nel sogno più alto
Mentre unicorni ingioiellati traggono il catafalco d’oro.

La silenziosa sorella velata in bianco e azzurro
Fra gli alberi di tasso, dietro il dio del giardino,
Il cui flauto tace, piegò la testa e fece un cenno ma non parlò parola

Ma la sorgente zampillò e l’uccello cantò verso la terra
Redimi il tempo, redimi il sogno
La promessa del verbo non detto e non udito

Finché il vento non scuota mille bisbigli dal tasso

E dopo questo nostro esilio

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“Mercoledì delle ceneri” di Thomas Stearns Eliot. Legge Antonella Pizzo

19 mercoledì Mar 2025

Posted by Loredana Semantica in Podcast, POESIA

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Antonella Pizzo, Podcast, Thomas Stearns Eliot

La terza strofa del poemetto di Thomas Stearn Eliot “Mercoledì delle ceneri letto dalla nostra Antonella Pizzo

III
Là dalla prima rampa della seconda scala
Mi volsi e vidi in basso
La stessa forma avvinta alla ringhiera
Sotto la nebbia nell’aria fetida
In lotta col demonio delle scale
Dall’ingannevole volto della speranza e della disperazione.
Alla seconda rampa della seconda scala
Li lasciai avvinghiati, volti in basso;
Non v’erano più volti e la scala era oscura,
Scheggiata ed umida, come la bocca guasta
E bavosa di un vecchio, o la gola dentata di un antico squalo.
Là sulla prima rampa della terza scala
Una finestra a inferriata con il ventre gonfìo
Come quello di un fico e al di là
Del biancospino in fìore e della scena agreste
Quella figura dalle spalle ampie vestita in verde e azzurro
Affascinava il maggio con un flauto antico.
Sono dolci le chiome arruffate, le chiome brune arruffate sulla bocca,
Lillà e chiome brune;
Lo sgomento, la musica del flauto, le pause e i passi della mente sulla terza scala,
Svaniscono, svaniscono; al di là della speranza e al di là della disperazione
La forza sale sulla terza scala.
Signore, non son degno
Signore, non son degno
ma di’ una sola parola.

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“Mercoledì delle ceneri” di Thomas Stearns Eliot. Legge Antonella Pizzo

12 mercoledì Mar 2025

Posted by Loredana Semantica in Podcast, POESIA

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Antonella Pizzo, Podcast, Thomas Stearns Eliot

La seconda strofa del poemetto di Thomas Stearn Eliot “Mercoledì delle ceneri letto dalla nostra Antonella Pizzo

II
Signora, tre leopardi bianchi sedevano sotto un ginepro
Nella frescura del giorno, nutriti a sazietà
Delle, mie braccia e del mio cuore e del mio fegato e di quanto
Era stato contenuto nel cavo rotondo del mio cranio. E Dio disse
Vivranno queste ossa? vivranno
Queste ossa? E tutto quanto era stato contenuto
Nelle ossa (che già erano aride) disse stridendo
Per la bontà di questa Signora
E, per la sua grazia, e perché
Ella onora la Vergine in meditazione
, Noi risplendiamo con tanta lucentezza. E io che sono
Qui dismembrato offro all’oblìo le mie gesta, e il mio amore
Alla posterità del deserto e al frutto della zucca.
E’ questo che ristora
Le mie viscere le fibre dei miei occhi e le porzioni indigeste
Che i leopardi rifiutano. La Signora si è ritirata
In una bianca veste, alla contemplazione, in una bianca veste.
Che la bianchezza dell’ossa espii fino all’oblìo.
In esse non c’è vita. E come io sono dimenticato e vorrei essere
Dimenticato, così vorrei dimenticare
Consacrato in tal modo, ben saldo nel proposito. E Dio disse
Profetizza al vento, al vento solo perché
Il vento solo darà ascolto. E le ossa cantarono stridendo
Col ritornello della cavalletta, dicendo

Signora dei silenzi
Quieta e affranta
Consunta e più integra
Rosa della memoria
Rosa della dimenticanza
Esausta e feconda
Tormentata che doni riposo
La Rosa unica
Ora è il giardino
Dove ogni amore finisce
Terminato il tormento
Dell’amore insoddisfatto
Più grande tormento
Dell’amore soddisfatto
Fine dell’ínfinito
Viaggio verso il nulla
Conclusione di tutto ciò
Che non può essere concluso
Linguaggio senza parola
E parola di nessun linguaggio
Grazia alla Madre
Per il Giardino
Dove tutto l’amore finisce.

Sotto un ginepro le ossa cantarono, disperse e rilucenti
Noi siamo liete d’essere disperse, poco bene facemmo l’una all’altra,
Nella frescura del giorno sotto un albero, con la benedizione della sabbia,
Dimenticando noi stesse e l’un l’altra, unite
Nella serenità del deserto. Questa è la terra che voi
Spartirete. E né divisione né unione
Hanno importanza. Questa è la terra. Ecco, abbiamo la nostra eredità.

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“Mercoledì delle ceneri” di Thomas Stearns Eliot. Legge Antonella Pizzo

05 mercoledì Mar 2025

Posted by Loredana Semantica in Podcast, POESIA, SINE LIMINE

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Antonella Pizzo, Podcast, Thomas Stearns Eliot

La prima strofa del poemetto di Thomas Stearn Eliot “Mercoledì delle ceneri letto dalla nostra Antonella Pizzo

Perch’i’ non spero più di ritornare
Perch’i’ non spero
Perch’i’ non spero più di ritornare
Desiderando di questo il talento e dell’altro lo scopo
Non posso più sforzarmi di raggiungere
Simili cose (perché l’aquila antica
Dovrebbe spalancare le sue ali?)
Perché dovrei rimpiangere
La svanita potenza del regno consueto?

Poi
che non spero più di conoscere
La gloria incerta dell’ora positiva
Poi che non penso più
Poi che ormai so di non poter conoscere
L’unica vera potenza transitoria
Poi che non posso bere
Là dove gli alberi fioriscono e le sorgenti sgorgano, perché non c’è più nulla

Poi che ora so che il tempo è sempre il tempo
E che lo spazio è sempre ed è soltanto spazio
E che ciò che è reale lo è solo per un tempo
E per un solo spazio
Godo che quelle cose siano come sono
E rinuncio a quel viso benedetto
E rinuncio alla voce
Poi che non posso sperare di tornare ancora
Di conseguenza godo, dovendo costruire qualche cosa
Di cui allietarmi

E prego Dio che abbia pietà di noi
E prego di poter dimenticare
Queste cose che troppo
Discuto con me stesso e troppo spiego
Poi che non spero più di ritornare
Queste parole possano rispondere
Di ciò che è fatto e non si farà più
Verso di noi il giudizio non sia troppo severo

E poi che queste ali più non sono ali
Atte a volare ma soltanto piume
Che battono nell’aria
L’aria che ora è limitata e secca
Più limitata e secca della volontà
Insegnaci a aver cura e a non curare
Insegnaci a starcene quieti.

Prega per noi peccatori ora e nell’ora della nostra morte
Prega per noi ora e nell’ora della nostra morte.

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LA POESIA PRENDE VOCE: RAFFAELA FAZIO

18 martedì Feb 2025

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA, TRADUZIONI

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La poesia prende voce, Maria Allo, Raffaela Fazio

LA POESIA PRENDE VOCE

R. BROOKE – Sonnet/Sonetto. Traduzione di Raffaela Fazio

SONNET

Sonnet

I said I splendidly loved you; it’s not true.
Such long swift tides stir not a land-locked sea.
On gods or fools the high risk falls − on you –

The clean clear bitter-sweet that’s not for me.
Love soars from earth to ecstasies unwist.
Love is flung Lucifer-like from Heaven to Hell.
But − there are wanderers in the middle mist,
Who cry for shadows, clutch, and cannot tell
Whether they love at all, or, loving, whom:
An old song’s lady, a fool in fancy dress,
Or phantoms, or their own face on the gloom;
For love of Love, or from heart’s loneliness.
Pleasure’s not theirs, nor pain. They doubt, and sigh,

And do not love at all. Of these am I.

*

Sonetto

Ti professai, magnifico, il mio amore: era fasullo.

Se chiuso, non è mosso da rapide correnti il mare.

Il grande rischio grava dei o folli – tu tra quelli.

Non fa al caso mio il chiaro e netto dolce-amaro.

S’innalza dalla terra a ignote estasi l’amore,

come Lucifero scagliato dal Cielo all’Inferno.

Ma in mezzo, nella nebbia, ci sono viaggiatori

gementi per un niente; s’aggrappa a ciò che ha intorno

ognun di loro. Se ami oppur chi ami dir non sa:

se un pazzo in costume o dama di vecchia canzone,

se uno spettro o il suo stesso volto nell’oscurità,

per amor di Amore o solitudine del cuore.

Né pena né piacere gli appartiene. Di tutto

è incerto, sospira, non ama affatto. Io son sì fatto. 

da “L’amore è breccia nelle mura.” Antologia poetica a cura di Raffaela Fazio (puntoacapo 2025)

Nota

Raffaela Fazio (Arezzo 1971) risiede a Roma dove lavora come traduttrice. Ha trascorso dieci anni in vari paesi europei, laureandosi in lingue e politiche europee all’Università di Grenoble, e specializzandosi presso la Scuola di Interpreti e Traduttori di Ginevra. Rientrata in Italia, ha conseguito un diploma in scienze religiose e un master in beni culturali presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. 

Nel campo dell’iconografia, ha pubblicato alcuni articoli e due guide sull’arte paleocristiana. È autrice di vari libri di poesia. Tra gli ultimi: “L’arte di cadere” (Biblioteca dei Leoni, 2015); “Ti slegherai le trecce” (Coazinzola Press, 2017); “L’ultimo quarto del giorno” (La Vita Felice, 2018); “Midbar” (Raffaelli Editore, 2019); “Tropaion” (puntoacapo Editrice, 2020); “A grandezza naturale. 2008-2018” (Arcipelago Itaca, 2020); “Meccanica dei solidi” (puntoacapo Editrice, 2021); “Un’ossatura per il volo” (Raffaelli Editore, 2021); “Gli spostamenti del desiderio” (Moretti e Vitali, 2023). Si è occupata della traduzione di Rainer Maria Rilke, in “Silenzio e Tempesta, Poesie d’amore” (Marco Saya Edizioni, 2019), di Edgar Allan Poe, in “Nevermore. Poesie di un Altrove” (Marco Saya Edizioni, 2021), di Renèe Vivien in “L’ardente agonia delle rose” (Marco Saya Edizioni, 2023) e di Rupert Brooke in “L’amore è breccia nelle mura” (puntoacapo Editrice, 2025). Nel 2021 è uscito un suo libro di brevi racconti come vincitore del primo premio Narrapoetando 2021: “Next Stop. Racconti tra due fermate” (Fara Editore, 2021).

Raffaela Fazio

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Citazione

LA POESIA PRENDE VOCE: RAFFAELLA ROSSI

21 martedì Gen 2025

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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Maria Allo, Podcast, Raffaella Rossi

LA POESIA PRENDE VOCE

Le parole sono un mezzo con cui attraversare il tempo

e starci, fuori misura, dentro.”

Beatrice Niccolai

Letture tratte dalla raccolta ” Ipotermia”, Delta 3 Edizioni, collana Plenilunio, 2024( Postfazione di Emanuela Sica). Legge l’autrice stessa.

ph. di Ida Idaco

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LA POESIA PRENDE VOCE: ORNELLA MALLO

19 martedì Nov 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

≈ 2 commenti

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La poesia prende voce, Maria Allo, Ornella Mallo

LA POESIA PRENDE VOCE

Maneggiare le parole, soppesarle,

esplorarne il senso,

è una maniera di fare l’amore…

Marguerite Yourcenar

(Foto di Duilio Scalici)

Inedito-

Candore

Può
Il sangue vermiglio
Del melograno
Imbrattare
Il bianco petalo di giglio
Violato
-dimenticato-
Sul pianoforte?

Cerco
Tra i martelletti
L’odore di dita bambine
Che pigiano i tasti.

Fitte ragnatele
Occultano
-corrodono-
Gli ingranaggi.

Davvero possono
Le fauci vischiose
Dei fiori carnivori
Divorare
Il candore delle farfalle
Sfuggite all’inganno
Dei fiori di sabbia?

Ornella Mallo

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LA POESIA PRENDE VOCE: MARIANGELA RUGGIU

05 martedì Nov 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

≈ 2 commenti

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La poesia prende voce, Maria Allo, Maringela Ruggiu

LA POESIA PRENDE VOCE

Alla povera mia fragilità
tu guardi senza dire una parola.
Tu sei di marmo, ma io canto,
tu – statua, ma io – volo.

Marina Cvetaeva

Testo tratto dal nuovo libro” Rilucenze”,Terra d’ulivi editore, 2023

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LA POESIA PRENDE VOCE: LUCIA TRIOLO

29 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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La poesia prende voce, Lucia Triolo, Maria Allo

LA POESIA PRENDE VOCE

La guerra è ciò che accade quando il linguaggio fallisce.
Margaret Atwood

Foto da Wikipedia

INEDITO

A GAZA

tra la folla dove abitai 

un istante

si saggiano i nomi

con la prova:

tu chiami

chi si volta è lui,

oppure no

ma lo diventa

la riuscita è solo probabile:

anche se non è il suo

tu leghi un volto

al nome

lo raccogli nel cuore

A Gaza oggi

erano terminati i nomi

quali i nomi prima del tuo?

e in un istante

nessuno si volta più

e non c’è più nessuno

LUCIA TRIOLO

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LA POESIA PRENDE VOCE: NICOLA MANICARDI

22 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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La poesia prende voce, Maria Allo, Nicola Manicardi

LA POESIA PRENDE VOCE

«Sono a una spanna / dal tuo cuore / e guardo come mi parla il mondo / e come mi parla. / Tutto è dentro al tuo respiro».

Nicola Manicardi

Testo tratto da: CON EFFE”, Qed stèresis Edizioni, 2024. Legge lo stesso autore.

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LA POESIA PRENDE VOCE: FRANCO MASSIMO BOTTURI

15 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA, SINE LIMINE

≈ 4 commenti

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La poesia prende voce, Maria Allo, Massimo Botturi

LA POESIA PRENDE VOCE

La poesia è quando il silenzio prende la parola.

Georges Duhamel

INEDITO

NON TI SOMIGLIA IL DOLORE

Non ti somiglia il dolore

perché hai volto, e lucido di foglia

tra i denti, e sai di erba, incolta ed irrigata

acerba e ragazzina.

Somigli più al papavero che teme la tempesta

la sua immobilità di soldato

le sue stanze, di aria ed acqua santa piovuta.

Nulla triste, soltanto un po’ sorpresa

di vita, la crudele; magnifica presenza

che scorda, delle figlie, talvolta

quella mano al mercato nella folla.

Non ti somiglia il dolore, sei più bella.

FRANCO MASSIMO BOTTURI

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LA POESIA PRENDE VOCE: LOREDANA SEMANTICA

08 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, LETTERATURA, Podcast, POESIA

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La poesia prende voce, Loredana Semantica, Maria Allo

LA POESIA PRENDE VOCE

Scrivo poesia e mi aspetto che la poesia

che scrivo dica qualcosa del reale

di cui faccio esperienza.

Christian Prigent

Testo tratto da ” Barracuda ” Terra d’ulivi Edizioni, 2024. (Immagini e lettura della stessa autrice)

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LA POESIA PRENDE VOCE :FRANCESCO VITALE

01 martedì Ott 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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Francesco Vitale, La poesia prende voce, Maria Allo, Podcast

LA POESIA PRENDE VOCE

Foto di Dino Ignani

Testo tratto da “Lo spirito cuoce” Edizioni Efesto, 2023 (Prefazione di Anna Petrungaro). Legge lo stesso autore.

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LA POESIA PRENDE VOCE: DAITA MARTINEZ

24 martedì Set 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

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Daita Martinez, La poesia prende voce, Maria Allo

LA POESIA PRENDE VOCE

La sequenza è tratta da “nell’ora dell’aurora” Italic Pequod, Portosepolto- collana di poesia, 2023, Prefazione di Elio Grasso, legge la stessa autrice

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LA POESIA PRENDE VOCE: GRAZIA PROCINO

17 martedì Set 2024

Posted by maria allo in Più voci per un poeta, Podcast, POESIA

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Grazia Procino, Maria Allo, Podcast, POESIA

LA POESIA PRENDE VOCE

Un poeta deve lasciare delle tracce del suo passaggio, non delle prove.

Solo le tracce fanno sognare.

René Char

INEDITO

La fiera della vanità

Se penso a qualcosa
per cui essere ricordata
non penso all’esatto dettaglio.
Mi ostino, se mai, a gettare
fiori di gentilezza,
bellezza antica, che
vedo fiorire ai cigli
di strade accanto a rifiuti maleodoranti.
Mi dissocio dall’insolente profanazione,
dai riti malconci che rendono sostanza
il futile apparire.
La fiera delle vanità
-io, io, solo io-
scaccio testarda.

GRAZIA PROCINO

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LA POESIA PRENDE VOCE: FRANCA ALAIMO

10 martedì Set 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast

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Tag

Franca Alaimo, Maria Allo, Podcast

LA POESIA PRENDE VOCE

” è il ruolo della voce e quello del dettaglio nell’espressione a fare la poesia”

Paul Valéry

UN INEDITO

Gli incustoditi

I poeti sono gli incustoditi.

Nemmeno gli angeli li riparano

da venti e bufere perché sanno

che devono attraversare il dolore

per diventare testimoni del vero.

Il loro dono è un flauto

bello ma tremendo:

ad ogni stonatura il mondo

trema e vacilla perdendo la misura.

I poeti sono gli incustoditi

perché non c’è recinto che possa

esiliarli nel poco dell’apparente.

Si avventurano spesso

con i loro bagagli di nuvole e niente

nel profondo dei boschi

là dove tutto comincia nell’ombra e

la voce del vento compone

muovendo le foglie

la musica segreta di un altrove.

Prima di andarsene salutano

con un inchino grazioso e innocente

-come quello che si insegna ai bambini-

la prigione quotidiana

di norme, riti e moniti insipienti

FRANCA ALAIMO

 

 

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LA POESIA PRENDE VOCE: CRISTINA BOVE

02 lunedì Set 2024

Posted by maria allo in La poesia prende voce, Podcast

≈ 2 commenti

Tag

Cristina Bove, La poesia prende voce, Maria Allo

LA POESIA PRENDE VOCE

Testo tratto da “La simmetria del vuoto” di Cristina Bove p.19 ( Arcipelago Itaca edizioni, 2018 ), legge la stessa autrice

Di genere

*Abbiamo un modo così particolare

di scriverci la vita addosso

certificati d’esistenza in cui pezzi mancanti

più o meno visibili

ci sottraggono peso  (dimagrimento garantito)

ci squalificano fino a dimostrare

che non siamo più stelle dipinte belle

ma

in quel pugno di niente

e ci si trova un giorno in disavanzi

cambiate  fuori e frammentate dentro

*in quel vuoto che ci faceva donne sconsolate

_ si vive per i figli e per mille altre ragioni_

cicatrici ipertrofiche a ricordo

il corpo in astinenza d’emozioni

la giovinezza estinta prima che fosse tempo 

io scrivo donna

senza cancellature o pentimenti

in lingua femmina

(di maschi è stato scritto per i secoli)

e mi dichiaro fiera

per quanto mi si dica circoscritta

di tanta mia esistenza al femminile

*e sul finire parlo anche in dialetto

recupero i miei geni primordiali

sono che siamo tutte _amate o meno_

rivendico il diritto

a proclamare un cuore poliglotta, uno straniero

che per farsi capire anche dagli uomini

figli fratelli padri amici amanti

dialoga e gesticola più forte

CRISTINA BOVE

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